Ida Acerbo
Una possibilità

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Titolo Una possibilità
Autore Ida Acerbo
Genere Narrativa      
Pubblicata il 13/05/2012
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"Lei non ha niente di patologico. Il suo fisico è nelle condizioni migliori per affrontare una gravidanza". Il medico che aveva parlato era un uomo giovane, con un sorriso accattivante di quelli che mettono i pazienti a proprio agio.

"E allora?" quelle semplici parole racchiudevano un universo di domande che Lara non aveva il desiderio di porre. L'ansia di diventare madre, a volte, può essere molto deleteria. E' risaputo che lo stress fa brutti scherzi. Era la spiegazione più pausibile, visto che il suo fisico era in perfetta forma.

"Vorrei farle una domanda" mormorò il medico con una lieve esitazione nella voce. "Suo marito si è sottoposto recentemente a qualche controllo? A volte la soluzione è più semplice di quanto si creda".

Non era vero. Lei aveva pensato spesso di parlarne a Giovanni da quando il medico di famiglia aveva posto lo stesso problema durante uno di quegli interminabili controlli a cui si sottoponeva dopo i vari cicli di terapie ormonali. Ma di parlarne con suo marito non aveva avuto il coraggio. Giovanni era un compagno meraviglioso, salvo un piccolo particolare: non sopportava che qualcuno o qualche cosa potesse mettere in crisi la sua autostima. Laura comprendeva che solo l'idea di essere la causa, sia pur involontaria, della sua mancata maternità lo avrebbe fatto precipitare in un'angoscia tale da compromettere il loro rapporto. E questo lei non lo avrebbe sopportato. L'amore che lo legava a lui era troppo grande. Eppure il desiderio di maternità continuava a tormentarla. Talvolta mentre attraversava i giardini pubblici di fronte alla loro abitazione si perdeva a guardare le madri che osservavano i giochi dei figli o cullavano i più piccoli in carrozzina. Nei loro volti si leggeva un'espressione radiosa che non aveva mai visto guardando la sua immagine riflessa nello specchio. Talvolta cercava di valutare con occhio critico la situazione: una coppia senza figli, senza impegni può disporre del tempo libero nel modo più impensato, senza preoccupazioni di nessun genere. Ma queste considerazioni non erano sufficienti a renderla più serena. Voleva un figlio. Era un desiderio che scaturiva dalle fibre più profonde del suo essere.

Si avviò verso casa con passo stanco. Questa volta, a metà percorso, si abbandonò su una panchina libera. L'aria era dolce e profumata. Un vento leggero asciugava le gocce di sudore che le imperlavano la fronte.

Non rimase sola a lungo.

"E' libero questo posto?". Aveva parlato una giovane donna più o meno della sua età. "Mia figlia vuole correre ancora ma io non ho più le forze" aveva proseguito sorridendo.

Lara ebbe un moto improvviso. Un'altra madre felice... no, non avrebbe potuto sopportarlo. Rimase ugualmente seduta. Era stanca.

"Sophie!" La bambina che si era avvicinata a loro poteva avere cinque o sei anni. Lei guardò con una punta di meraviglia un visetto color cioccolato, i lineamenti dolcissimi erano illuminati da occhi splendenti.  Guardava la madre come fosse l'unica donna al mondo. Dopo una carezza era corsa di nuovo lontano come un uccellino che da poco ha imparato a godere dell'ebrezza del volo.

Lara non parlava ma era stupita. Non aveva mai considerato la maternità al di fuori di un fatto biologico. Argomenti come adozione, affido non avevano mai catturato la sua attenzione.

Adesso si trovava a riflettere su un'ipotesi per lei nuova.

"Un piccolo esssere da amare, da proteggere, da prendere per mano. Una creatura che ha più che mai bisogno di aiuto perchè è nata con il marchio di un rifiuto o di una tragedia"

Si alzò lentamente. "Ha una figlia splendida, conplimenti" mormorò sorridendo alla sconosciuta.

Lara si incamminò verso casa. Con Giovanni sarebbe stata chiara. Niente allusioni a problemi di tipo fisiologico, avrebbe rivelato, però, con tutta la forza di cui era capace, il suo desiderio di avere un bimbo. Ignorava la reazione di suo marito. Di una cosa era assolutamente certa: anche se avesse dovuto affrontare una battaglia lunga ed estenuante non avrebbe desistito. Per nessun motivo. 

 

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