Tavoli della Cultura
Bcult B

Titolo Bcult B
Beni culturali di serie B a Genova e iN altri luoghi a cura di Rinaldo Luccardini
Autore Tavoli della Cultura
Genere Attualità cultura      
Dedicato a
a cura di Rinaldo Luccardini
Pubblicata il 06/07/2012
Visite 7391
Editore LIberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  128
ISBN 9788873883944
Pagine 130
Note Col fotografie a colori e in bianco e nero
Prezzo Libro 15,00 € PayPal

Rispetto al primo libro di Bcult, questo volume raccoglie gli articoli più significativi della webzine che è nata nel 2004. Se ne può cogliere l’evoluzione, suggerita anche dai lettori, che ha portato Bcult a trasformarsi da osservatorio dei beni culturali della Liguria a iniettore di interessi verso un patrimonio culturale assai più esteso, accessibile da tutti via Internet. 

 Presentazione

 

 

Bcult, la newsletter dei Tavoli della Cultura, ha proseguito il suo lavoro di scoperta, riscoperta e riflessione sui beni culturali approdando, a tre anni di distanza, ad un secondo volume di raccolta. Le immagini e i brevi testi forniscono al lettore alcune pillole di riflessione creativa sullo stato dei nostri beni culturali, quelli meno gloriosi, ma ben diffusi sui nostri territori.

I Tavoli della Cultura, superando il ruolo di osservatorio dei beni culturali a rischio nel territorio ligure, hanno favorito la creazione di una vera e propria comunità di professionisti, operatori, affezionati lettori interessati a cogliere i dettagli dei beni culturali “di serie B”. Attraverso la lente di ingrandimento di un gruppo di esperti relatori ed osservatori dei luoghi del vivere comune, Rinaldo Luccardini e Marina Mannucci in primis, la comunità dei lettori di Bcult ha fornito ai Tavoli della Cultura la possibilità di portare all’attenzione delle istituzioni un tema ancora troppo irrilevante per la politica. Questa la riflessione principale emersa dal dialogo con Salvatore Settis, organizzato dai Tavoli della Cultura e dalla Fondazione Palazzo Ducale nell’estate 2011: il nostro paese, nonostante il primato legislativo nella tutela dei beni culturali, non è ancora giunto ad una piena consapevolezza del capitale paesaggistico, ambientale, architettonico e archeologico di cui dispone. Conforta, invece, sapere che centinaia di persone sul territorio ligure sono affezionate all’incontro mensile con questa newsletter di valorizzazione dei beni culturali. Come spesso accade, i cittadini sono spesso più vigili di quanto possano essere le istituzioni. I Tavoli della Cultura, in questo senso, arrivano oggi ad una fase di rielaborazione della propria missione: selezionare alcune tematiche di rilevanza per i cittadini affezionati allo sviluppo culturale del territorio, per portarle all’attenzione delle istituzioni. Utilizzando il linguaggio proprio di chi produce cultura, i Tavoli della Cultura intendono tradurre le esigenze e le emergenze espresse dai professionisti del settore alle istituzioni liguri, e genovesi soprattutto, creando una rete di condivisione di conoscenze, preoccupazioni ed attenzioni. Bcult, dopo i suoi diversi anni di attività di sensibilizzazione, continuerà ad accompagnare questa missione, attraverso la sua comunità online di affezionati lettori attenti ai beni culturali del nostro meraviglioso territorio.

 

 

Paola Bellotti

POSTFAZIONE

 

Lo scopo di Bcult, come definito dai Tavoli della Cultura, non è mai stato quello di amplificare l’attrazione verso le attività culturali. Non ha fatto mai pubblicità. Inizialmente indicava ai lettori i temi che, trascurati dagli addetti ai lavori, avrebbero invece meritato una debita attenzione per evitare il rischio di perdere i valori culturali posseduti dagli oggetti indicati.

Un ruolo del genere non aveva all’epoca (2004) nessuna analogia, salvo il poderoso “PatrimonioSOS.it” che opera più o meno dalla stessa epoca su base nazionale e con l’apporto di una nutrita squadra di collaboratori. 

Ma mentre PatrimonioSOS si occupa dei beni culturali di riconosciuto valore (quelli inventariati come tali, per capirci) e tuttavia trascurati, Bcult ha sempre orientato le sue segnalazioni su beni culturali di aleatorio destino: non inventariati, né considerati tali. Bcult ha sempre ironizzato sulla “serie B” attribuita ai beni in questione dalla oligarchia culturale.

Perciò Bcult è e resta un prodotto unico.

Ultimamente, diciamo negli ultimi tre anni, s’è invece assistito all’evolversi anche nei quotidiani cartacei di una sensibilità per questo tipo di problematiche. Ma il merito è dei lettori, che fanno piovere dozzine di segnalazioni. S’è dunque modificato il contesto di riferimento a cui Bcult rivolgeva le sue segnalazioni, perché è aumentata la sensibilità della gente verso ciò che rappresenta il passato. 

Da questa angolazione visuale il ruolo di Bcult ha preso a considerare oggetti e situazioni che localmente potevano non avere un riscontro, ma che lo avevano invece nel “villaggio globale”. Cioè quello che frequentano tutti quelli che hanno in casa o in tasca un terminale di Internet. In pratica tutti i lettori di Bcult.

Perdere il contatto con l’immensità dei fatti culturali legati allo sviluppo delle tecniche, alla evoluzione della moda, alla storia del cinema, allo sviluppo delle tecniche comunicative (segnatamente quelle dei trasporti) significa o potrebbe significare non comprendere le ragioni e gli usi della nostra attuale esistenza.

Bcult ha quindi preso una strada “larga”, fatta di tanti incroci.

È un compito straordinario, per fatica ma anche per fascino: permette di incontrare gente e cose inusuali. 

La curiosità e la riscoperta sono le molle di questo avanzare ondeggiante. 

Però si incontrano nuovi compagni di viaggio e la ricchezza di questi stimoli incoraggia a continuare il cammino.

 

Rinaldo Luccardini

 

  >  Bcult B

Rispetto al primo libro di Bcult, questo volume raccoglie gli articoli più significativi della webzine che è nata nel 2004. Se ne può cogliere l’evoluzione, suggerita anche dai lettori, che ha portato Bcult a trasformarsi da osservatorio dei beni culturali della Liguria a iniettore di interessi verso un patrimonio culturale assai più esteso, accessibile da tutti via Internet. 

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