Carlo Menzinger
JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI - Cap. 8 - Il Ministero Ucronico di Govinia

Titolo JACOPO FLAMMER NELLA TERRA DEI SURICATI - Cap. 8 - Il Ministero Ucronico di Govinia
WEB-EDITING: I Guardiani dell´Ucronia
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa - Fantasy, Favola      
Dedicato a
Illustrazione di Divaz Webrain (Il porcello Scrunf, abitante di Govinia)
Pubblicata il 01/09/2012
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Note Prosegue il web-editing di questo romanzo per ragazzi. La scena qui torna su Govinia. Sono graditi suggerimenti per correggere o migliorare il testo e illustrazioni che lo descrivano.

 

CAPITOLO 8 - IL MINISTERO UCRONICO DI GOVINIA
 
Su Govinia la carrozza volante su cui avevano viaggiato nonno Erasmo e nonna Marta rimase in attesa di nuovi passeggeri davanti al colossale palazzo del Ministero Ucronico, che fluttuava nell’aria con le sue seicento colonne, le sue tremila bandiere e le sedici scalinate d’accesso. Un misterioso sistema antigravitazionale permetteva a quel palazzo, grande come una collina, di librarsi a trenta metri da terra. Si poteva raggiungere mediante sedici scale mobili di materiale semitrasparente rosa.
Sotto il palazzo si estendeva un parco con fontane e piccoli laghetti popolati da anatre, cigni alcuni gialli, altri blu e altri verdi (un prodotto dell’ingegneria genetica del XXI secolo), seymourie (anfibi del Permiano Inferiore), ichthyosteghe del Devoniano e snurtz, l’evoluzione lacustre del gatto, piccoli dinosauri acquatici e un’evoluzione nana dello psittacosauro cinese, un dinosauro erbivoro acquatico.
 
“Che peccato non incontrarci in qualche occasione non brutta” fu il saluto con cui li accolse su una delle scalinate uno strano essere che pareva l’evoluzione bipede di una tigre, ma assai più snello e con una coda da coniglio.
“Carissimo Grann, è sempre un piacere incontrarti” rispose Marta.
“Grazie di aver risposto così prontamente al nostro messaggio” disse Erasmo.
“Il Consiglio non è ancora stato sciolto e non fa altro che aspettarvi. Non vogliamo che siano altre voci se non le vostre a narrarci cosa non sta accadendo.”
Grann li scortò fino alla sala del Consiglio. Erasmo e Marta riconobbero molti volti e musi noti. C’era il minuto e anziano Professor Siiiak Kaaaliiiik Ihiii, capo dei Guardiani della Porta d’Isernia, c’era l’imponente Tambor di Iseldak, un Guardiano del XXXII secolo, c’era l’irrequieto Lotar, signore delle lontre di Tramp, c’era Ruz, il ruvido orso Guardiano di Trosh. In un angolo sedeva silenzioso Garadan, l’imponente samur dell’Isola di Tranfù, con la lunga coda pelosa avvolta intorno al ventre prominente. Alle sue spalle svolazzava Nuk Sapì, dal lungo becco giallo, guardandosi intorno nervosamente come suo solito.
Erasmo e Marta furono fatti sistemare al centro dell’adunanza.
“Illustrissimi Guardiani dell’Universo degli Umani, sarò lieto di ascoltare dalle vostre sapienti bocche quale sia questa volta la nuova minaccia che incombe sugli Universi Divergenti, che ho l’immeritato onore di presidiare?” chiese Zam Rig Tra Vu, una sorta di coccodrillo dalla mandibola corta, Presidente del Comitato Emergenze Ucroniche.
“I raptor, Presidente” rispose Erasmo “Sono penetrati anche nell’Universo…” Erasmo lesse su un foglio “98545269922, segmento 00025572059, la nostra preistoria. Eravamo là in gita con i nostri nipoti e hanno distrutto un villaggio primitivo. I nostri nipoti sono fuggiti e non riusciamo più a trovarli.”
“Per quanto la mia memoria possa ricordare dei protocolli ucronici, riterrei con ragionevole margine di certezza che non si tratta di un segmento strategico” osservò Zam. “Sareste in grado di relazionarci il numero delle unità stravadoriane che avete avvistato in tale località?”
“Nessuna direttamente. Riteniamo si trattasse di una squadra di caccia… due o tre raptor” spiegò Marta.
“Mi permetto di osservare dunque, sulla base di quanto da voi testé affermato, che parrebbe un contingente di modesta dimensione e di scarsa rilevanza strategica. Quello da voi diligentemente rilevato sembrerebbe un fatto episodico, che non pare avere le caratteristiche per alterare la fenomenologia delle fluttuazioni ucroniche e determinare particolari danni all’equilibrio degli Universi Divergenti. Non parrebbe neppure evento che presuma ripetitività” notò Zam.
“Comunque non sono più negli spazi dai quali non dovrebbero uscire” li sostenne Grann, nella sua abituale parlata al negativo.
“Hanno fatto strage di animali… senza ritegno” aggiunse Marta.
“Come è, del resto, usanza comune di questa ignobile razza, che la gloriosa élite dei Guardiani dell’Ucronia coraggiosamente combatte da millenni, in ogni anfratto spazio-temporale” rispose pomposo Zam, che non pareva voler prendere sul serio la minaccia dei raptor (o stravador, come li chiamavano a Govinia).
“Sospettiamo stiano dando la caccia ai nostri nipoti” disse Marta, cercando di commuovere il Presidente.
“Non possiamo non augurarci che così non sia, perché se così fosse, non gli darebbero tregua” spiegò Grann “i Raptor non si arrendono fino a quando la preda non è più viva.”
“Miei cari e nobili amici Guardiani, non credo che ci siano gli estremi per avviare la procedura per autorizzare l’intervento di una squadra” concluse il Presidente. “É nostra umile opinione che la situazione possa trovare un’agevole soluzione mediante l’attivazione dell’intervento di due validi Guardiani quali voi siete. Comunque, mi sono permesso di richiedere la presenza in queste sala dell’illustre Professor Siiiak che, come sono certo voi sapete, ben conosce quel segmento di Universo, giacché dispone in loco di una piccola squadra di ardimentosi collaboratori sulla cui valenza sono stato positivamente relazionato. Se dunque l’esimio Professor Siiiak riterrà di concedere a questa faccenda parte del suo prezioso tempo, potrà prestare la sua valida opera in vostro supporto e soccorso in questa impresa di mantenimento e controllo delle sempre invise invasioni stravadoriane” concluse il Presidente.
Il piccolo suricato, esprimendosi con fischi e sibili, diede il suo accorato assenso. Era un buon amico di Erasmo e Marta ed era ben lieto di poterli aiutare.

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