Fulvia Pedani - Andrea Pezzana
Il Piacere di Prevenire con il “Gusto della Vita

Titolo Il Piacere di Prevenire con il “Gusto della Vita
Autore Fulvia Pedani - Andrea Pezzana
Genere Cibo - Benessere - Stile di vita      
Dedicato a
Tutto illustrato a colori:
Pubblicata il 18/10/2012
Visite 8396
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Fuori Collana  N.  3369
ISBN 9788873884149
Pagine 136
Note Fulvia Pedani, Andrea Pezzana, Cristina Borgio, Bruno Boveri, Zaira Frighi, Elisabetta Girotto, Andrea Menardi, Alessia Montefusco, Elena Patrito, Maria N. Petrachi, Eliana Quirico, Marisa Sillano, Maria R. Stanizzo, Eric Vassallo, Michela Zanardi
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

 Il cibo “amico” ci fa riscoprire il piacere per il Gusto della Vita e una sana convivialità, senza sensi di colpa e con la consapevolezza del valore che una giusta alimentazione ha per l’equilibrio psicofisico di ciascuno. L’interesse oltre ogni aspettativa per il Gusto della Vita, ispirato dall’esigenza dei pazienti in trattamento oncologico di seguire un regime alimentare che li aiutasse a superare la difficoltà ad alimentarsi e il disgusto per il cibo, facendo riscoprire il piacere della convivialità, e la richiesta da più parti di concretizzare gli incontri informativi promossi dall’A.N.D.O.S. comitato di Torino sulla relazione tra corretta alimentazione e benessere della prevenzione, hanno portato gli autori a intraprendere questa nuova impresa con l’aiuto di Slow Food Piemonte Valle d’Aosta ed un pregevole team di esperti di settore.

Il motto di Slow Food Buono Pulito e Giusto è il leit-motiv che accompagna anche questa pubblicazione in cui, dopo una parte introduttiva sulla Qualità del Benessere e la stretta relazione tra cibo e psiche e benessere psicofisico, vengono analizzati i differenti gruppi alimentari per concludere con i suggerimenti per un corretto Stile di Vita volto alla prevenzione ma senza perdere il gusto per la Vita e senza esasperate ed infondate restrizioni.

Un ritorno alla convivialità di altri tempi nella riscoperta della buona tradizione alimentare del nostro paese e della cura della tavola come gesto d’amore e socializzazione, di quella Dieta Mediterranea che tanto valore ha da essere riconosciuta come patrimonio dell’Umanità dall’U.N.E.S.C.O.

 “Siate Autori della vostra vita, non lasciate che gli altri la scrivano per voi”.

Steve Jobs

 

Dopo il “Gusto della Vita” dedicato all’importanza della alimentazione durante i trattamenti anticancro, con lo scopo di far riscoprire il piacere della convivialità e della buona tavola anche nei momenti di difficoltà e inappetenza, s’imponeva la necessità di affrontare il tanto dibattuto problema di un sano ed equilibrato stile di vita come ausilio a prevenire alcune malattie, tra cui i tumori.

Molto demonizzata oggi l’alimentazione, quasi fosse la causa d’ogni male. Molti sono i luoghi comuni che estremizzano le restrizioni alimentari senza alcun reale fondamento scientifico, molti i pregiudizi alimentari mortificanti e controproducenti. Meglio riscoprire il grande ruolo protettivo e preventivo della “dieta”, intesa secondo il significato che la medicina tradizionale greca dava a questo termine. “Diaita” significava uno stile di vita attento ai bisogni della persona, rispettoso degli altri e dell’ambiente, gratificante e basato su relazioni interpersonali rispettose, ben lontano quindi dal significato triste e restrittivo dell’attuale termine “dieta”.

Questo piccolo manuale intende riproporre lo stile di vita in tutta la sua potenzialità di prevenzione, recuperando attenzione al cibo e all’attività fisica, garantendo le possibilità di scelta individuali, consapevoli della ricaduta collettiva dei nostri comportamenti. Insomma, recuperando quel “ Gusto della Vita” che ha già caratterizzato il primo volume di questa serie di pubblicazioni.

 

Lo scopo è diffondere la “Cultura”, oltre che i cibi, del vivere bene e in Salute.

 

Buona lettura

Fulvia Pedani - Andrea Pezzana

 

 

La Qualità del benessere

Fulvia Pedani Andrea Pezzana

 

“Temo il giorno quando la tecnologia sorpasserà la nostra umanità. Il mondo avrà una generazione di idioti”. 

Albert Einstein

 

 

 

Il cibo è la base della vita, colonna portante di ogni essere umano, fondamento per la nostra crescita, la nostra salute e il nostro benessere psico-fisico. In tutto il mondo il cibo non è semplicemente ciò che ci permette di sopravvivere, ma è anche uno strumento di aggregazione, un modo per comunicare e instaurare dei rapporti. Scrive Jean-Anthelme Brillat-Savarin (magistrato e gourmet francese, 1755-1826) nella “Fisiologia del Gusto”: «La gastronomia è la conoscenza ragionata di tutto ciò che si riferisce all’uomo in quanto egli si nutre. La gastronomia ci sostiene dalla culla alla tomba, aumenta le delizie dell’amore e la confidenza dell’amicizia, disarma l’odio, agevola gli affari e ci offre, nel breve corso della vita, la sola gioia che, non essendo seguita da stanchezza, ci riposa da tutte le altre. » 

Le ricette, quindi, sono molto di più di un semplice agglomerato di ingredienti o una serie di operazioni da compiere per cucinarli. Dietro 

a esse ci sono tracce significative di storia, di antropologia, di biodiversità e di contesti sociali. Se poi trattiamo di ricette delle Dieta Mediterranea, uno dei più longevi e autorevoli racconti del rapporto fra l’Uomo e il Cibo, dobbiamo essere consapevoli di toccare una materia preziosissima. Proprio questa consapevolezza ci ha indotti a inserire un approfondimento specifico su due delle componenti principali di questo stile alimentare: l’olio d’oliva e il vino.

Anche il tanto temuto vino, soprattutto se rosso, sembra essere un alimento interessante, purché non esistano controindicazioni assolute al suo utilizzo, quali sofferenza epatica, assunzione cronica o prolungata di antidepressivi o altri psicofarmaci, antiinfiammatori ad alte dosi. La presenza nelle bucce dell’uva di resveratrolo, potente antiossidante che passa nel vino quando vinificato con la presenza delle bucce stesse, contribuisce all’effetto cardioprotettore di questa antica bevanda, confermato anche in alcuni recenti studi scientifici.

 

Quale può essere oggi il ruolo dell’alimentazione, dello stile di vita nell’aiutarci a incrementare il nostro benessere e ridurre il rischio di ammalarsi delle patologie tipiche del periodo di “benessere” che stiamo vivendo?

Malgrado l’ampio spazio dedicato alla trattazione del cibo e della nutrizione su giornali, riviste, televisione e radio, i dati dei consumi e i bilanci di salute più recenti ci confermano una costante riduzione della qualità della nostra alimentazione e un preoccupante aumento dell’incidenza delle patologie del XXI secolo: obesità, diabete di tipo II, alterazioni del metabolismo lipidico (ipercolesterolemie, ecc.).

Una sana alimentazione richiede un equilibrato e variato apporto di tutti gli alimenti, tenendo conto dell’alternanza stagionale, del consumo di prodotti territoriali, rispettando filiera corta e chilometro zero. 

Un regime alimentare corretto deve essere rapportato ai gusti personali, al carattere, alla facilità di reperimento del cibo, alle abitudini, alla costituzione biologica. 

Imparare ad abbinare i cibi nel modo giusto è la chiave per una dieta equilibrata e sana, trasformando il nostro stile di vita, senza tuttavia stravolgerlo. 

Gli alimenti infatti influiscono sulla mente ed alcuni cibi possono aiutare a riequilibrare la sfera psico-emotiva della persona, producendo effetti rilassanti oppure stimolanti. Quindi ciascuno di noi dovrebbe seguire uno stile alimentare “su misura” tenendo conto anche della propria personalità e delle esigenze individuali, ovviamente senza approfittarne e, se sussistono problemi di salute o alterazioni metaboliche, guidato da esperti medici specialisti e dietisti.

L’intera comunità, a partire dagli amministratori locali fino ai singoli cittadini deve impegnarsi affinché il cibo e la salute siano garantiti come beni comuni, promovendo un’adeguata formazione sui temi del rapporto cibo-salute, impegnandosi per uno sviluppo sostenibile e promuovendo l’adozione di politiche che abbiano al centro i beni comuni, che sostengano l’agricoltura del territorio e difendano con norme mirate “le ricchezze di saperi e tradizioni del territorio”. 

 

 

Oltre alla qualità, è fondamentale la varietà e la quantità di cibo assunta quotidianamente. L’Unesco ha riconosciuto la dieta mediterranea quale patrimonio dell’umanità non solo per la sua equilibrata ripartizione degli alimenti per ciascun pasto, ma anche come simbolo di morigeratezza, di armonico rapporto tra le comunità e i territori da loro occupati, di giusta miscela di piacere e rispetto.

Quando si perdono queste caratteristiche il rapporto tra cibo e salute si incrina, il consumo diventa inconsapevole e possono insorgere problemi anche gravi.

Lobesità, nella maggior parte dei casi, trova tra le cause principali l’associazione di una alimentazione sbilanciata con scarsa attività fisica. Molte ricerche correlano cancro e obesità, secondo l’International Agency for Research on Cancer (IARC) il rischio di ammalarsi di alcuni tumori, tra cui quelli del colon e del seno, può essere aumentato dal 25 al 30 per cento in caso di eccesso di peso. La taglia non incide solo sul rischio di ammalarsi, ma anche sull’andamento della malattia stessa. Al contrario, una riduzione del peso corporeo e un incremento dell’attività fisica possono produrre effetti positivi. 

 

È sbagliato pensare che si possa evitare di ingrassare mangiando poco, si può migliorare il proprio peso meglio e con più efficienza mangiando in modo equilibrato piuttosto che digiunando o facendo diete restrittive o, peggio ancora, affidandosi a regimi dimagranti di moda, costosi e non validati dal punto di vista scientifico.

Talvolta il cibo è considerato un nemico, e ci si sottopone a digiuni forzati per l’immagine ideale da raggiungere. Questo fenomeno si sta sempre più diffondendo, coinvolgendo fasce d’età sempre più giovani, anche in bambine di 7-8 anni. 

 

Dati recenti, rilevati in centri italiani di pediatria, segnalano che il 46% ha cominciato ad avere problemi con il cibo prima dei 16 anni e ben il 9% sotto i 12 anni. La maggior parte sono femmine (92%) contro l’8% circa dei maschi. Il costante rifiuto del cibo e la scelta iperselettiva degli alimenti, se persistenti, sono segnali da non sottovalutare, anche se non vanno esasperati.

I disturbi del comportamento alimentare possono portare al blocco della crescita e compromettere anche lo sviluppo in altezza. Il cibo resta il sintomo più evidente del disagio, ma servono soprattutto supporti e terapie psicologiche per aiutare le persone in difficoltà a riconquistare la serenità e le famiglie a fornire il supporto più adeguato al caso. 

 

Riguardo ai tumori vi è una diversa sensibilità agli effetti del cibo secondo le differenti sedi d’insorgenza. L’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), che ha indagato sulle conseguenze per la salute delle abitudini alimentari degli europei, ha individuato più sensibili i tumori della mammella, della prostata e del tratto gastrointestinale, con prevalenza dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto: si calcola che fino a tre quarti di questi tumori si potrebbero prevenire con uno stile di vita idoneo e attento.

 

Il tipo di alimentazione influisce infatti sullo stato di infiammazione che può predisporre a ogni forma di cancro, e sull’equilibrio ormonale che può favorire od ostacolare lo sviluppo dei tumori. Una alimentazione sana, che ci aiuti a tenere lontane anche le malattie cardiache e neuro-degenerative, richiede soprattutto una importante riduzione del consumo di alimenti dolci e ricchi in zuccheri, soprattutto se fortemente trasformati a livello industriale, un contenimento dell’apporto di grassi e proteine animali, favorendo invece l’assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre. Per questo occorre portare a tavola almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno; privilegiare nella scelta di cereali, pane, pasta e riso quelli integrali e abbinarli a una porzione di legumi almeno 2-3 volte alla settimana, seguendo i piatti tipici della tradizione italiana.

 

Nella frutta e nella verdura, oltre alle fibre, si trovano in misura variabile vitamine e altre componenti dal potere antiossidante, come la vitamina C e la vitamina E, i folati, i carotenoidi, il selenio e lo zinco, capaci di neutralizzare i radicali liberi dannosi per l’organismo. Particolarmente prezioso è il ruolo delle antocianidine contenute in questi frutti rossi, soprattutto piccoli frutti selvatici (mirtilli, more, ribes, bacche) che, come mostrano anche studi condotti di recente in Italia col sostegno di AIRC, non proteggono solo l’intestino, ma in misura diversa anche la gola, lo stomaco, l’ovaio e i reni. 

Molti studi si sono concentrati sul ruolo del pomodoro, colonna portante della dieta mediterranea, nella prevenzione del cancro: il merito va probabilmente al licopene, una sostanza che protegge contro il cancro della prostata. Diversamente da molti altri principi attivi le cui proprietà benefiche si perdono con la cottura, le maggiori concentrazioni di licopene si ottengono con il riscaldamento del pomodoro in presenza di molecole grasse come quelle dell’olio di oliva, proprio come si fa per preparare il sugo. Tra gli ortaggi un ruolo importante rivestono i cavoli: mangiare frequentemente in stagione verze, cavolfiori o cavolini di Bruxelles contribuisce alla riduzione delle patologie oncologiche in modo significativo. 

 

 

 

Un modello di riferimento, che ci può aiutare a mettere ordine nella nostra alimentazione, è la “PAP” (Piramide Alimentare Piemontese), recentemente proposto dalla rete delle Strutture di Dietetica della regione Piemonte in collaborazione con la rete dei SIAN (Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione) e con il supporto di esperti di scienze agrarie e sostenibilità ambientale. Realizzata anche grazie al contributo dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, tutela della fauna e della flora (ai sensi della L.R. 63/76, Art. 41), la “PAP” propone gli alimenti della nostra alimentazione quotidiana in modo scalare, da quelli che devono essere sempre presenti sulla nostra tavola, quotidianamente e anche più volte al giorno (alimenti dell’area bassa), a quelli importanti, da consumare con frequenze settimanali (area intermedia), a quelli da non abolire, ma da imparare a gustare meno frequentemente (area alta della piramide). In ognuna delle 3 aree i gruppi di alimenti posti più in basso sono comunque da preferire rispetto a quelli soprastanti, sempre rispettando le macro-caratteristiche dell’area di appartenenza.

 

 

 

Alcune ulteriori regole pratiche ci possono aiutare nelle scelte quotidiane:

 

Con la pastasciutta ci saziamo meglio

Quando si avverte una certa difficoltà a saziarsi, facciamo troppi spuntini, apriamo spesso il frigo in cerca di qualcosa da mandare giù, è possibile che i nostri pasti siano troppo poco sazianti. Reinserire pane o pasta o riso, soprattutto integrali, ci può aiutare a migliorare la nostra sazietà. È frequente l’errore di eliminare i carboidrati durante una dieta, non mangiando pane e pasta, tanto più se si associa un incremento dell’attività fisica, Questo va evitato poiché viene a mancare una fonte energetica importante per il corpo. L’apporto di carboidrati, peraltro, deve essere diverso per chi svolge vita sedentaria rispetto a chi fa un lavoro pesante o molta attività sportiva. Inoltre alcune sensazioni di vaga depressione, secondo alcuni studi possono essere migliorate con un piatto di pastasciutta al giorno. Utile in questi casi è anche integrare la propria dieta con cibi che contengono discrete quantità di magnesio e vitamine del gruppo B. Via libera, quindi, a legumi, mandorle, e cereali integrali. Anche qualche pezzetto di cioccolato di tanto in tanto sarà utile per recuperare il buonumore. 

 

Sì ai piatti proteici e attenti alle scelte e all’impatto sull’ambiente 

Stanchezza, cefalee e irritabilità sono sintomi frequenti nel nostro frenetico stile di vita. Possono essere anche influenzati da una dieta povera di elementi proteici. Le proteine, contenute prevalentemente nel pesce, nei formaggi e nella carne, aiutano il sistema nervoso. Ma senza eccedere: diverse ricerche hanno dimostrato che una quantità esagerata di questi cibi può dare nervosismo. Ricordiamoci di alternare le varie fonti proteiche, utilizzando prevalentemente legumi e pesci (soprattutto pesce azzurro e pesci “poveri”), integrati con il consumo moderato di uova, carni, formaggi e, solo saltuariamente, carni conservate, insaccati e salumi.

 

Migliora la salute e forse anche la memoria 

Per un corretto funzionamento delle membrane cellulari il nostro organismo ha bisogno in particolare di omega 3 e gli omega 6. Questi acidi grassi sono reperibili in buone quantità nelle sarde, negli sgombri, nel salmone, nell’olio d’oliva, in quello di soia e di girasole. Divertiamoci a variare i nostri piatti di verdura cotta o cruda addizionando semi e frutta secca.

 

Per non prenderci troppo sul serio alcune curiosità….

La relazione tra alimentazione e stile di vita è talmente sentito, che il rapporto tra cibo e arte nelle sue più varie forme (arti figurative, cinema, musica, ecc.) è al centro di numerosi eventi e manifestazioni. Riguardo al fumetto, il cibo è diventato il tema portante del Treviso Comic Book Festival 2011, sviluppato attraverso una collettiva di fumetto internazionale contemporaneo che guarda all’alimentazione da più punti di vista. 

Si parte dal ristorante italiano di Alessandro Barbucci e Daniela Vetro con “Lord of Burger” e si prosegue con la nouvelle cuisine francese di Christophe Blain e il suo libro di ricette “In Cucina con Alain Passard”, lo chef proprietario del celebre ristorante Arpège di Parigi, che nelle sue ricette usa esclusivamente legumi di stagione provenienti dai suoi orti e produce una marca di senape realizzata con una ricetta del sedicesimo secolo. Julien Neel con il “Le Viandier de Polpette” ispirato al trecentesco manoscritto in rime “Le Viandier” di Guillaume Tirel, il primo cuoco francese di professione di cui si conservi memoria nominato direttamente da Carlo VI nel 1381 Maestro di Cucia, che descrive un raffinato ventaglio di preparazioni non comuni in epoca medioevale ponendo l’accento sul valore della convivialità. 

Disturbi dell’alimentazione sono trattati con ironia da Jacques Ferrandez col “Mangione” che affronta il problema della bulimia e da John Layman che narra le avventure del detective cibopatico “Chew” disegnato da Rob Guillory. Mabel Morri, Lise&Talami e Makkox propongono tre differenti versioni di come si può raccontare a fumetti una storia sul cibo. Mauro Talarico mostra uno spaccato ironico di vita con “Spezzatini”: pezzi di vita e vita in pezzi con relativi aromi e condimenti.

Potrebbe essere un buono spunto per avvicinare i ragazzi in modo divertente ai problemi di alterato comportamento alimentare utilizzando i personaggi come figure archetipiche comportamentali, senza creare il rifiuto della medicalizzazione.

 Il cibo “amico” ci fa riscoprire il piacere per il Gusto della Vita e una sana convivialità, senza sensi di colpa e con la consapevolezza del valore che una giusta alimentazione ha per l’equilibrio psicofisico di ciascuno. L’interesse oltre ogni aspettativa per il Gusto della Vita, ispirato dall’esigenza dei pazienti in trattamento oncologico di seguire un regime alimentare che li aiutasse a superare la difficoltà ad alimentarsi e il disgusto per il cibo, facendo riscoprire il piacere della convivialità, e la richiesta da più parti di concretizzare gli incontri informativi promossi dall’A.N.D.O.S. comitato di Torino sulla relazione tra corretta alimentazione e benessere della prevenzione, hanno portato gli autori a intraprendere questa nuova impresa con l’aiuto di Slow Food Piemonte Valle d’Aosta ed un pregevole team di esperti di settore.

Il motto di Slow Food Buono Pulito e Giusto è il leit-motiv che accompagna anche questa pubblicazione in cui, dopo una parte introduttiva sulla Qualità del Benessere e la stretta relazione tra cibo e psiche e benessere psicofisico, vengono analizzati i differenti gruppi alimentari per concludere con i suggerimenti per un corretto Stile di Vita volto alla prevenzione ma senza perdere il gusto per la Vita e senza esasperate ed infondate restrizioni.

Un ritorno alla convivialità di altri tempi nella riscoperta della buona tradizione alimentare del nostro paese e della cura della tavola come gesto d’amore e socializzazione, di quella Dieta Mediterranea che tanto valore ha da essere riconosciuta come patrimonio dell’Umanità dall’U.N.E.S.C.O.

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