Barbara Bertani
Il mio primo bacio

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Titolo Il mio primo bacio
Autore Barbara Bertani
Genere Narrativa - Diario, Epistolare      
Pubblicata il 07/05/2013
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-Devo tornare indietro con la memoria di una ventina di anni, se non di più, per ricordare il mio primo bacio.- mi ha risposto Barbara con la sua solita voce profonda e sensuale, socchiudendo leggermente i suoi grandi occhi chiari, fissi nei miei.
Per un istante il suo sguardo si è perso nei ricordi, poi ne è riemerso illuminando il volto con uno dei suoi caldi sorrisi ed è tornata a guardarmi felice.
-Torno subito.- con due parole emozionate, accompagnate da un gesto della mano, che mi indicava con il palmo aperto di attenderla lì, è scomparsa dalla stanza.
Ovviamente non sono potuto restare. Sono il suo riflesso nello specchio e sono dovuto scomparire per tutto il tempo che le è stato necessario a trovare ciò che cercava, ma quando è tornata di corsa, con il lunghi capelli ondulati che le volteggiavano sulla faccia, mi ha ritrovato lì. Era entusiasta.
-Eccolo!- ha esclamato -Il mio Diario di quell’anno.- ha aggiunto, continuando a sventolare vittoriosamente in alto con la mano un piccolo quaderno con la copertina di colore rosa un po’ rotta e con le pagine dai bordi arricciolati -Qui c’è praticamente tutto.- mi ha detto con aria da cospiratrice, mentre si sedeva comodamente di fronte a me su una morbida ed ampia poltrona rivestita di un morbido tessuto azzurro aprendo il diario -Stai a sentire:
 “10 Lug. Caro Diario, mi sento tanto sola. Le ragazzine che ho conosciuto in questi giorni qua in campeggio non fanno per me ed io non devo essere confusa per una di loro, così mi trovo sempre più spesso da sola. Possibile che non ci sia nessuno uguale a me? Nessuno con i miei stessi principi? Loro baciano tutti! Mamma dice che ho tutta la vita davanti per certe cose e che quelle cose alla mia età le fanno solamente le ragazzine poco serie, che non devo avere fretta, che i baci non si danno al primo che capita, ma si danno al proprio fidanzato, che poi diventa il proprio marito, che io ho solamente tredici anni e sono ancora una bambina. Insomma io sono seria e bacerò solamente l’uomo che sposerò…  E BASTA. Ooh!”
“Ma se lo trovo da vecchia? Tipo quando avrò 21 o 22 anni?”
 “11 Lug. Caro Diario, oggi ho litigato con Sonia e quando ci penso sto ancora talmente male che mi viene da piangere e poi da urlare come una gallina isterica. Non so con chi parlarne, la mia sorellina sta preparando la pappa alla bambola e non mi pare la persona adatta, mamma.. no, mamma no, perché .. no e allora rimani solo tu che sai ascoltarmi in silenzio, peccato che poi non mi rispondi mai niente. Vabbè, vediamo se riesco a togliermi questa palla che mi soffoca dentro. Dopo pranzo Sonia è venuta a cercarmi alla tenda perché voleva andare CON ME al bazar, che è il punto di ritrovo dei ragazzi del camping. Mi ha fatto piacere, perché oggi faceva talmente caldo che mi sembrava di vedere i cammelli ovunque (anche se so con certezza che non c’è nessun Circo da queste parti!) e, quindi, non avevo per niente voglia di andare subito in spiaggia. L’ho chiesto a mamma, che stava per andare a lavare i piatti, assieme alla  mia saltellante sorellina, e lei ha guardato Sonia e poi mi ha sorriso. Potevo andare! Ero felice, avevo il permesso di stare un’oretta da sola a chiacchierare con un’amica e, invece, anche lei è come le altre. Non pensano ad altro che ai ragazzi, ai baci, al rossetto, ai falò sulla spiaggia… lei addirittura voleva combinare tra me e suo cugino e mi ha portata al bazar per questo motivo! Mi vergogno, non uscirò più dalla tenda per il resto della vacanza. Certo Massi è carino, è più grande di me, è alto, è un atleta, gioca a pallavolo nella squadra della sua città e, poi, ha quello sguardo così dolce, come quando mi ha sorriso appena mi ha visto arrivare al bazar. Non me lo aspettavo e sono diventata rossa come una rapa fino alla radice dei capelli, solo perché i capelli non possono cambiare colore, altrimenti ora sarebbero di un bel rosso mogano! Che figura! Chissà che cosa hanno pensato gli altri, chissà che cosa stanno dicendo di me adesso. Lui era lì per me ed io non ne sapevo niente. Lo avessi saputo non ci sarei andata, SIA CHIARO. Oltre tutto, quando Sonia mi ha fatto capire come stavano le cose, io, per togliermi dall’imbarazzo, le ho detto, a voce molto alta così mi hanno sentito proprio tutti, che non sono alla ricerca di un’avventuretta, che IO, nel caso se lo fosse dimenticato, SONO UNA PERSONA SERIA! e  che, tanto per fugare qualsiasi dubbio, suo cugino non è neppure il mio tipo. Lui ovviamente è andato via subito e forse ora i suoi amici lo staranno prendendo in giro. Così, adesso non mi guarderà neanche più in faccia.”  
“12 Lug. Caro Diario, non ho potuto fare a meno di uscire di nuovo, ma tanto presto alcune persone se ne andranno.”
“22 Lug. L’HO BACIATO!!! NON E’ POSSIBILE! Io ho baciato Ago! E’ stato stranissimo. Non me lo aspettavo così, voglio dire, quella lingua umida che invade con dolcezza la mia bocca e poi freme come se stesse assaporando lentamente millimetro per millimetro le mie labbra ed io, che non sapevo dove mettere la mia lingua in quello scambio di emozioni, ad un certo punto mi sono messa a ridere e lui con me. Non vedo l’ora che sia domani per rivederlo, per stare nuovamente con Ago alla luce del sole. COME FARO’ A DORMIRE STANOTTE?! Lo sento ancora vicino, sento le sue mani che sfiorano il mio viso e la sua bocca che preme delicatamente sulla mia per farla dischiudere. Vedo i suoi occhi che cercano i miei per fugare il timore di un rifiuto, mentre con tenerezza mi tiene per mano alla luce del bar e mi sussurra all’orecchio -Vieni con me sulla spiaggia?- Sento ancora il mio cuore che grida impazzito “SI”, mentre con un risolino imbarazzato chiedo -Adesso?- e subito dopo aggiungo -Ma sei matto! E’ notte!-, mentre invece spero che trovi una qualsiasi scusa che mi faccia capitolare. Ci riesce: andiamo a cercare il falò dei suoi amici che, però, non avvicineremo una volta in spiaggia. Adesso sorrido nel buio della mia tenda mentre sdraiata sul materassino gonfiabile su cui dovrei dormire annuso l’odore di salsedine dei miei capelli. Il mare era mosso. E’ vero, ho ancora tredici anni come qualche giorno fa, ma nel frattempo ho conosciuto questo ragazzo, più grande di me, che forse non diventerà mai mio marito e forse non starà mai con me tanto a lungo da diventare il mio fidanzato, ma che mi fa ridere a crepapelle, che mi guarda come se fossi l’unica al mondo, che gesticola talmente tanto quando parla che si obbliga a tenere le mani ferme attorno ad un palo per finire un discorso con me senza dare l’impressione di scacciare frotte di mosche ad ogni frase!”
“E poi avevo una voglia matta di sapere cosa si prova a baciare qualcuno che mi piace ed a cui piaccio! Adesso lo so. E’ come andare sul wind surf: VAI A LARGO MA NON SAI SE SARAI CAPACE DI TORNARE INDIETRO!” –
Segue un silenzio di suoni ricco di magia.
Barbara non solleva subito lo sguardo dal diario, ma sta sorridendo.  Quando finalmente torna a guardarmi ha gli occhi lucidi che le brillano di gioia e, se guardo bene, lì con lei adesso c‘è ancora quella ragazzina!
 

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