Maddalena Leali
Libellule rosse

Titolo Libellule rosse
Autore Maddalena Leali
Genere Poesia      
Pubblicata il 15/05/2013
Visite 5653
Collana Spazioautori  N.  3412
ISBN 9788879021180
Pagine 74
Prezzo Libro 9,00 € PayPal
I versi di Maddalena Leali - non facilmente accessibili ma affatto criptici, densi senza mai pesantezza - sono innanzitutto inevitabili, anzi necessari.


 



 L’incessante dialogo interiore ad essi sotteso li sostanzia di verità quotidiane che diventano universali, la forma si delinea spontaneamente secondo i contenuti, i ritmi si adattano alla natura del messaggio - perché quello c’è sempre - in una successione fluida di situazioni psicologiche e di stati d’animo che restituiscono al lettore l’integrità, pur frammentata, del suo vivere.


 



 



In un gioco alterno dei ruoli di autrice-lettrice, Maddalena Leali si nutre di autorevoli riferimenti, li metabolizza al punto che non possono distinguersi dal suo pensare, e dall’humus culturale e letterario - ma non solo - trae alimento per dare i frutti maturi di un’espressione poetica moderna, attuale eppure inevitabilmente classica, nell’accezione più piena e anche - perché no? - sofisticata del termine.


 



 



 


 



 



Il racconto di sé diventa anche storia di un “altro da sé”, si fa mitico, e allontanandosi dall’aneddotica parla a tutti di tutti, scarnificando sensazioni, andando all’essenza con eleganza e rigore, mai improvvisando ma evitando situazioni costruite o barocche. Vibrano di autenticità “le parole preziose” di Maddalena Leali e ogni brano, pur in sé conchiuso, sembra non finire, anzi, ciclicamente, riparte dal successivo e del precedente ha brandelli e tracce. Come i giorni, i mesi e gli anni della umana esistenza.


 



 



 


 



 



Patrizia Sommella


 



 



 


 


Premessa

I versi di Maddalena Leali - non facilmente accessibili ma affatto criptici, densi senza mai pesantezza - sono innanzitutto inevitabili, anzi necessari.

 L’incessante dialogo interiore ad essi sotteso li sostanzia di verità quotidiane che diventano universali, la forma si delinea spontaneamente secondo i contenuti, i ritmi si adattano alla natura del messaggio - perché quello c’è sempre - in una successione fluida di situazioni psicologiche e di stati d’animo che restituiscono al lettore l’integrità, pur frammentata, del suo vivere.

In un gioco alterno dei ruoli di autrice-lettrice, Maddalena Leali si nutre di autorevoli riferimenti, li metabolizza al punto che non possono distinguersi dal suo pensare, e dall’humus culturale e letterario - ma non solo - trae alimento per dare i frutti maturi di un’espressione poetica moderna, attuale eppure inevitabilmente classica, nell’accezione più piena e anche - perché no? - sofisticata del termine.

 

Il racconto di sé diventa anche storia di un “altro da sé”, si fa mitico, e allontanandosi dall’aneddotica parla a tutti di tutti, scarnificando sensazioni, andando all’essenza con eleganza e rigore, mai improvvisando ma evitando situazioni costruite o barocche. Vibrano di autenticità “le parole preziose” di Maddalena Leali e ogni brano, pur in sé conchiuso, sembra non finire, anzi, ciclicamente, riparte dal successivo e del precedente ha brandelli e tracce. Come i giorni, i mesi e gli anni della umana esistenza.

 

Patrizia Sommella

 

Introduzione

Nella poesia di Maddalena Leali, la sintassi sospesa e spezzata dei versi rispecchia il flusso delle emozioni che si rincorrono, si interrompono e riprendono con l'affanno del dubbio, con l'ambiguità delle apparenti certezze, con il drammatico conflitto fra la vita e la morte. In questa raccolta, continuamente mossa dalla non risolta lotta fra pensiero e sentimento, si incuneano, improvvise, immagini bellissime, a loro volta di rottura con il contesto. Immagini inattese che ci sorprendono e che ci affascinano perché sembrano apparentemente condurci lungo i poetici percorsi associativi che le hanno generate.

In realtà vivono di vita propria, come grandi pennellate gettate sulla trama poetica; emergono, prorompono, poi si assottigliano e s'attenuano per far posto ad un pensiero, ad un ricordo, ad una emozione.

Tutto questo travaglio espressivo si placa nella poesia "Disperato rock" che, a mio parere, raggiunge la più alta intensità lirica e il più armonico e regolare flusso di comunicazione. In questi versi il profondo ed autentico desiderio di condividere sia la vita che la morte con la persona amata ed il relativo appassionato scambio di ruoli, conduce la poetessa all'esplorazione della parte più profonda del suo essere dove i comuni ricordi felici rivivono e dove il dolore trova finalmente pace.

 

Maria Ivana Trevisani Bach

 

 

 

FIUME D’ERBA

Né mai tornerà la piena.

 

Il vento accorda 

secche sonorità 

sulla scoperta pietra.

 

Microcosmo sconosciuto.

 

Libellule rosse: 

nuovi barbari 

senza antagonisti.

… e io sfoglio una rosa, 

l’unica rimasta 

a vegliare il respiro 

dello stanco giardino.

 

 

ALL’OMBRA DEL PORTICO

La fatica di scrivere 

sotto questo cielo 

luogo di santi e menzogne 

e lungo si fa lo sguardo 

a cercare oltre il confine 

terre d’amore 

e ardite le mani 

nella stretta del ritorno. 

 

Il dolore 

sopra questo cielo 

la banale dissolvenza 

del libero pensiero 

la tristezza solitaria 

del poeta senza idee.

A che vale intuire un dio 

se non finisce la conoscenza. 

Si tracima d’incertezza,

quaggiù, stremati dal desiderio. 

Parola che s’alza, ma tace: 

dondolo di legno di sandalo 

il Sole si ninna verso occidente

al di là delle palpebre chiuse. 

Scenderà, prima o poi 

discreto nell’indaco 

e infine nel buio 

e io 

e tu 

avvolti 

a vedere profondità connesse.

Questa notte non verranno le stelle.

 

 

AMBIGUITÀ

o se a volte ti sfugge 

enuclearsi il pensiero stringi 

le mani intorno ai capelli 

nella notte ultima notte 

di questa morte che sai qui 

o vita ?

segui il filo sottile della differenza 

il ritmo a singulto dello strappo 

la coscienza 

e il tuo corpo così duttile sottile 

allacciato all’anima sguscia 

fra le pieghe di una ruvida finestra 

e sfiora la luna 

lama di luna

e qui la porti 

 

fra di noi 

a tagliar la pelle

 

 

 

IL CIGNO

…perché se tu sei se tu sarai:

accarezzo quest’idea di essere madre

io rossa sinfonia di coccinelle 

liberata su fiocchi di cotone 

a distruggere parassiti 

io mistero e fascino 

di popoli migranti.

 

I’m flying.

Io sono il volo

 … e sono rondine e gabbiano, 

granchio rosso delle mangrovie, 

anguilla, salmone, coccinella 

dove non c’è più cotone.

Tu, genio di questo luogo, 

struttura antica o arpa di Calatrava, 

abito da sposa sullo stagno,

bianca immagine perfusa 

d’acqua e ninfee 

 

sai 

 

di poter sollevare i tuoi veli 

alti su colori e confini 

prima ancora che livida 

l’alba accolga il sole.

Ma resti qui: né vuoi 

migrare con le parole del poeta

 

 

DÉJA VU

avrei voluto che tu tornassi

per imparare la tua morte

ma è irripetibile l’esperienza.

eppure per un attimo ho pensato

ad un luogo già visto

seduti sulla riva del fiume 

si ascolta e si sta a guardare:

 

 

EVANESCENZA

scrivo 

a lume di candela

stasera 

occhi doloranti 

seguo

l’ombra del pennino

si muove 

come danzatore

di movenze offerte lievi 

d’arte 

immobile polvere

 

… e lascia inchiostro

nero di china

traccia indelebile di Sé 

sul palcoscenico 

della carta 

scricchiolando poesia 

presuntuosa strafotte 

e guarda 

l’ombra molle ridursi 

 

e del lume 

 

leggerezza greve

oltre l’essente

ride sciocca

 
 
I versi di Maddalena Leali - non facilmente accessibili ma affatto criptici, densi senza mai pesantezza - sono innanzitutto inevitabili, anzi necessari.

 

 L’incessante dialogo interiore ad essi sotteso li sostanzia di verità quotidiane che diventano universali, la forma si delinea spontaneamente secondo i contenuti, i ritmi si adattano alla natura del messaggio - perché quello c’è sempre - in una successione fluida di situazioni psicologiche e di stati d’animo che restituiscono al lettore l’integrità, pur frammentata, del suo vivere.

 

In un gioco alterno dei ruoli di autrice-lettrice, Maddalena Leali si nutre di autorevoli riferimenti, li metabolizza al punto che non possono distinguersi dal suo pensare, e dall’humus culturale e letterario - ma non solo - trae alimento per dare i frutti maturi di un’espressione poetica moderna, attuale eppure inevitabilmente classica, nell’accezione più piena e anche - perché no? - sofisticata del termine.

 

 

 

Il racconto di sé diventa anche storia di un “altro da sé”, si fa mitico, e allontanandosi dall’aneddotica parla a tutti di tutti, scarnificando sensazioni, andando all’essenza con eleganza e rigore, mai improvvisando ma evitando situazioni costruite o barocche. Vibrano di autenticità “le parole preziose” di Maddalena Leali e ogni brano, pur in sé conchiuso, sembra non finire, anzi, ciclicamente, riparte dal successivo e del precedente ha brandelli e tracce. Come i giorni, i mesi e gli anni della umana esistenza.

 

 

 

Patrizia Sommella

 

 


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