Simonetta Ronco
Février e l enigma degli uccelli

Titolo Février e l enigma degli uccelli
Autore Simonetta Ronco
Genere Narrativa      
Pubblicata il 15/05/2013
Visite 8557
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Il libro si libera  N.  137
ISBN 9788873884408
Pagine 148
Prezzo Libro 12,00 € PayPal

Dicembre 1924. Dopo il caso Panassac, Audemars Février è tornato a Parigi ed è impegnato a preparare un atteso concerto, nel quale eseguirà, in coppia con la violinista russa Martina Viesky, la celebre Sonata a Kreutzer di Beethoven. Il concerto si terrà l’antivigilia di Natale e per l’occasione arriveranno a Parigi anche François Leduc, grande amico di Février e sua moglie Paola. L’atmosfera festosa viene però sconvolta da una serie di delitti, apparentemente non collegati uno all'altro, che mettono in difficoltà la Squadra Omicidi di Parigi, comandata dal burbero Commissario Lambert. L’assassinio del marito di Martina Viesky induce Février a mettersi nuovamente in gioco, con l’aiuto del fedele Pierre Carboni e dello stesso Leduc, sulle tracce di un astuto e abilissimo killer che fino all’ultimo metterà a dura prova le capacità investigative del pianista e della polizia.  

Nota dell’autore
“Février e l’enigma degli uccelli” è la seconda indagine del pianista investigatore francese Audemars Février. Alcuni dei personaggi di questa storia erano già presenti nel romanzo pilota della serie, “Ritorno a Blessy”. Oltre al protagonista, i lettori ritroveranno Pierre Carboni, assistente e uomo di fiducia di Février; il commissario Leduc e la governante del Maestro, signora Berger. 
Una caratteristica dei romanzi di Février è che essi non sono mai completamente slegati gli uni dagli altri: un lettore fedele, quindi,  avrà modo di imbattersi in personaggi che ha già conosciuto e le cui vite ed avventure si intrecciano con quelle del protagonista.
Leit motiv della serie è la musica. Audemars Février è, prima di tutto, un celebre pianista, che si esibisce nei teatri di tutto il mondo e proprio questo suo viaggiare permette a lui (e a chi lo segue) di trovarsi coinvolto in misteri, delitti, intrighi.  
 
I
La figura in nero passò rapida davanti all’ingresso del teatro e si incamminò in un vicolo deserto e male illuminato. Dopo pochi passi si fermò e attese. Quasi subito, a non molta distanza, brillò la fiammella di un accendino, una, due, tre volte. 
Poi si spense. 
La figura in nero rimase immobile. Qualcuno si avvicinò, le porse una busta di carta leggera e azzurrina e mormorò:
 Tutto come al solito  Poi si allontanò in fretta.
 
Martina Viesky stava terminando i suoi esercizi al violino, quando Mathieu entrò correndo nel salotto:
– Madre! – Le si buttò tra le braccia e nascose il capo, biondo come quello della madre, nelle pieghe del vestito. Poi alzò il viso e guardandola con aria trionfante disse: – Ho avuto un elogio dal maestro di pianoforte!
– Sul serio! – Martina sorrise, – Stai diventando davvero bravo! Audemars sarà fiero di te.
– Glielo dico subito. Vado a telefonargli! – E corse via.
Sulla porta era comparsa Amélie, la giovane cameriera che aveva riaccompagnato il ragazzino a casa.
– Ha ordini signora? 
– Ceniamo alle sette come al solito, Amélie. Apparecchi solo per due.
Amélie lasciò la stanza e Martina, che non aveva più voglia di suonare, si avvicinò alla finestra. Nevicava da diverse ore, ma i fiocchi scendevano più lentamente, e sembravano più grandi, come petali di rose bianche che qualcuno spargeva sulla città. Il Natale era alle porte, fra pochi giorni suo figlio Mathieu avrebbe compiuto otto anni e lei avrebbe suonato per la prima volta davanti al severo pubblico parigino. In fondo le cose le erano andate bene. La vita le aveva regalato molti momenti felici, nonostante la fuga da Mosca con i genitori, nel 1916, e quel grande amore che era passato come una meteora ma che le aveva portato Mathieu. Ora Martina era famosa, e quel viaggio a Parigi con il figlio e Assam Aznar, l’uomo che aveva sposato tre anni prima, non era proprio una vacanza, era una grande occasione, perché si sarebbe esibita insieme al celebre Audemars Février. Cosa poteva desiderare di più?
In quel momento squillò il telefono. Era Assam:
– Come stai?– le domandò.
– Bene! Mathieu è al settimo cielo perché il maestro di piano gli ha fatto i complimenti.  
– Allora, cenate pure tesoro, rientro tardi. Piquard, il direttore del teatro mi ha invitato a casa sua. Si parlerà del concerto, ci sarà anche qualche rappresentante della stampa.
– Va bene  Esitò, poi disse:  Assam!
– Si?
– No, niente.
– Buonanotte. 
Martina si accostò di nuovo alla finestra e sbirciò fuori, infreddolita, senza accorgersi che proprio in quel momento l’auto scura che già da qualche ora era ferma all’angolo della strada, a fari spenti, partì.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
II
– Sono veramente lieto che abbia accettato il mio invito, caro Aznar! –
Lucien Piquard, il direttore del teatro dove Martina Vieski e Audemars Février si sarebbero esibiti, aveva preso sottobraccio il suo ospite e lo stava guidando verso lo studio, lontano dalla sala dove si trovavano gli altri ospiti – Lei non lo sa, ma io, oltre che di sua moglie, sono anche un suo ammiratore!
– Davvero? – Assam era molto sensibile ai complimenti, anche se preferiva quelli delle donne. Era indubbiamente affascinante, alto e prestante, con folti capelli castano scuro, occhi neri leggermente sporgenti, labbra carnose. Riuniva in sé la passionalità del padre spagnolo e la riservatezza della madre egiziana. Il fatto, poi, che fosse stato un tennista di successo e avesse un cospicuo patrimonio personale, lo aveva reso una preda ambita per il gentil sesso, di cui egli peraltro non aveva mai disdegnato le attenzioni, anche dopo il matrimonio con Martina. Forse quello era l’unico motivo di attrito fra i due. Ma Assam Aznar era anche un uomo cauto, selettivo e poco portato per l’azzardo.
– Ma sì! – Insistette Piquard, – Mi sono fatto un’idea della sua bravura quando l’ho vista giocare a Londra, prima del suo matrimonio con Martina.
– La mia carriera di tennista non valeva certo quella di mia moglie. Ho preferito starle accanto e occuparmi dei suoi affari.
– E di Mathieu!
– Già, anche di lui.
– Eh, Martina è una donna straordinaria! Bella, intelligente, con molto talento, ma soprattutto è gentile e disponibile, cosa rara in una concertista di successo! 
– È la sua natura. Se non ci fossi io a selezionare i suoi impegni non avrebbe tempo neppure per respirare.
– È una fortuna che il Maestro Février abbia accettato di suonare con sua moglie. In genere preferisce esibirsi da solo.
– Lui e Martina sono diventati molto amici. – I due uomini si erano seduti accanto al camino acceso e un cameriere aveva servito loro un drink. – Si sono conosciuti a Mosca, due anni fa. Février era là per un concerto e Martina era andata a trovare una zia che non vedeva da molti anni. È nata subito un’amicizia. – Piquard ridacchiò, ma Aznar non vi fece caso e continuò. – Così Audemars ci ha invitati a Parigi e appena Martina è stata libera dagli impegni che aveva già in corso, ha voluto partire immediatamente.
– Sono quasi dieci anni che i parigini non assistono alla esecuzione della Sonata a Kreutzer. È un pezzo molto difficile. Occorrono due grandi interpreti e molto affiatati.
– Sono certo che sarà un trionfo. Mi creda, la sua decisione di proporre il concerto in vista del Natale è stata veramente azzeccata. Ci sarà il tutto esaurito.  
– Non ne dubito, come ha visto ho riunito qui stasera alcune delle maggiori personalità in fatto di stampa musicale che ci siano in Francia. 
– Si, ho notato, – commentò Aznar. Poi aspirando il fumo del sigaro che aveva acceso, disse piano: – E la contessa?
– Eh, lei ha occhio per le belle donne! La contessa Lara Fjodorova è una donna notevole!
– Come mai si trova qui?
– In effetti non è una giornalista, ma il Prefetto l’ha proposta come madrina del concerto. È una sua grande amica. – Poi abbassò la voce e disse: – Sembra che sia una profuga russa, moglie di non so quale nobile. Si è stabilita a Parigi dopo la rivoluzione bolscevica e avendo ereditato dal marito danaro sufficiente a vivere senza problemi, si occupa esclusivamente di opere benefiche.
La porta si aprì improvvisamente e apparve una giovane donna, snella, con i capelli fulvi appuntati morbidi sulla fronte, e ornati da un piccolo diadema di ametiste e perle. Indossava un abito di velluto molto scollato, anch’esso viola, e l’insieme, pensò Aznar, era veramente irresistibile.
– Ah! Cercavo proprio lei, Piquard!
– La prego, contessa, non vada via! – Piquard si era precipitato verso di lei, caracollando sulle gambette corte e le aveva baciato una mano, trattenendola. Ma la donna fissava insistentemente Assam. – Stavamo prendendo gli ultimi accordi per il concerto! 
Lara fece alcuni passi verso lo spagnolo, che avvertì il suo profumo intenso di incenso e mughetto. Sembrava un uccello ipnotizzato da un serpente.
– Si trattiene ancora? – Gli disse, guardandogli le labbra.
– Credo sia l’ora di andare… – rispose lui, senza esitazione.
Lara si voltò verso Piquard: 
– Caro Lucien, le auguro la buona notte. Sono un po’ stanca. Approfitto del suo amico per farmi accompagnare fino all’auto. – Poi, seguita da un profluvio di ringraziamenti, inchini e saluti si avviò verso l’uscita, mentre Aznar le sistemava sulle spalle nude il mantello bordato di marabù.
Prima di entrare nell’auto la giovane disse gli disse:
– Ho avuto una splendida idea: devolveremo una parte del ricavato del concerto a un’associazione che si occupa degli orfani della rivoluzione. Che ne dice? Vorrei spiegarle i particolari domani, diciamo a colazione? Alle 12 alla Tour D’Argent?
Assam non sapeva che dire, ma poi accettò:
– Siamo d’accordo, – le disse, – a domani

Dicembre 1924. Dopo il caso Panassac, Audemars Février è tornato a Parigi ed è impegnato a preparare un atteso concerto, nel quale eseguirà, in coppia con la violinista russa Martina Viesky, la celebre Sonata a Kreutzer di Beethoven. Il concerto si terrà l’antivigilia di Natale e per l’occasione arriveranno a Parigi anche François Leduc, grande amico di Février e sua moglie Paola. L’atmosfera festosa viene però sconvolta da una serie di delitti, apparentemente non collegati uno all'altro, che mettono in difficoltà la Squadra Omicidi di Parigi, comandata dal burbero Commissario Lambert. L’assassinio del marito di Martina Viesky induce Février a mettersi nuovamente in gioco, con l’aiuto del fedele Pierre Carboni e dello stesso Leduc, sulle tracce di un astuto e abilissimo killer che fino all’ultimo metterà a dura prova le capacità investigative del pianista e della polizia.  

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