Barbara Bertani
Borotalco

Titolo Borotalco
Autore Barbara Bertani
Genere Narrativa - Biografia      
Pubblicata il 01/06/2013
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Dedicata a te che non hai mai smesso di profumare del mio borotalco, con immenso affetto.
 
Sono in camera della mia bisnonna.
Sono sgattaiolata dentro dopo avere spinto con le mie manine la porta di legno luccicante che mamma aveva lasciato socchiusa.
 
Ho seguito un rumore.
Sembrava un miagolio. Forse il gattino Nestore è rimasto chiuso dentro e ora vuole uscire, ma non lo vedo.
 
La stanza è fresca. Un po’ buia. Ho un po’ paura. Nonna ha lasciato la finestra aperta. Sento l’odore dell’erba tagliata da nonno e vedo tanti fili di sole che passano dai buchini della serranda non completamente abbassata.
Di fronte a me c’è il letto in ferro battuto, laccato di verde, che tra gambi, materasse e coperta è alto quanto me. Sulla mia destra la comodina in legno nero, duro, con il ripiano in freddo marmo bianchissimo, su cui a volte nonna fa ghiacciare il croccante. Dal cassetto semiaperto esce l’odore di legno rivestito di carta ormai vecchia. Nonna l’ha fermata con delle puntine e mi dice che non le devo toccare. Peccato, così piccole e lucide sono tanto carine.
 
Nestore non c’è, ma sopra il letto c’è una cesta di paglia con la base rossa, il resto giallo e qualche fiorellino di rafia rossa. Sento ancora il miagolio. Viene da lì dentro. Voglio sapere chi c’è.
 
Prendo una pesante sedia impagliata che, trascinata a fatica sul pavimento di mattonelle, fa un rumore buffo. La porto accanto al letto ed approfitto dei suoi due pioli per arrampicarmici sopra.
Ritta sulla sedia la guardo stupita.
Dentro la cesta c’è un fagottino rosa che sgambetta.
E’ lì.
E’ la bambolina che mamma ha portato a casa dalla clinica. Non posso mai toccarla, è fragile e io ho solamente tre anni, ma adesso siamo sole, forse ce la faccio a prenderla in braccio.
Un gorgoglio.
Mi ride e con la sua manina mi afferra un dito stretto stretto.
Mi cerca.
Le piaccio.
La prendo.
E’ pesante, forse non è come le altre bamboline. E’ calda. Ha gli occhi piccoli. Profuma del mio borotalco.
E’ calda.
Cado a sedere sulla sedia. Lei è in braccio a me. La tengo stretta per il torace, sotto le ascelle. Grida.
Penso sia felice. Forse sta scomoda, ma sono troppo piccola per immaginarlo.
Le dò un bacino sulla testa pelata.
Voglio farla vedere a mamma e dirle che è proprio bella questa bambolina, che sono felice che l’abbia portata a casa.
Mi affaccio nel corridoio con mia sorella in braccio.
Mi fermo un attimo accecata dalla luce che viene dalla porta finestra spalancata e vedo due figure che vengono urlando verso di me. Sono spaventate, ma io non lo posso capire.
Il mio sorriso lentamente si trasforma.
Mamma me la strappa di mano.
Nonna distoglie immediatamente lo sguardo arrabbiato da me e lo rivolge amorevolmente a lei, che ora piange disperata, mentre mamma le sussurra “Shhh” e le dà dei bacini teneri sulle guance.
Lentamente porto lungo i fianchi le mie piccole braccia, con il faccino inondato di lacrime ancora rivolto verso l’alto e urlo e piango disperata: “E’ mia!”
Lei profuma del mio borotalco. E’ bella. E’ bella come me.
 
  • Incantevole ricordo, mi ha commosso! Voto attribuito: 10 - un caro saluto - silvana
    onedreamer2012 (17/04/2015 18:39:32)

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