Stefania Acquaro
Ti regalo una ricetta

Titolo Ti regalo una ricetta
“Ti regalo una ricetta” “regala” tutti i proventi all’associazione “Mi Nutro di Vita”
Autore Stefania Acquaro
Genere Cucina      
Pubblicata il 20/11/2013
Visite 6478
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Fuori Collana  N.  3445
ISBN 9788873884811
Pagine 138
Note Testi e ricette sono di: Ernesto Abbona, Stefania Acquaro, Lucia Arlandini, Daniela Balestra, Patrizia Bosso, Ilaria Caprioglio, Maria Francesca Di Palo, Roberto Ferrari, Mariafrancesca Garritano, Massimiliano Menichelli, Virginia Monteverde et al.
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Il cibo può rappresentare un gustoso compagno oppure un insidioso nemico, il corpo si può coccolare oppure odiare, le emozioni possono confortare oppure atterrire.

Un viaggio attraverso la dualità di cibo, corpo ed emozioni affrontato con positività per sensibilizzare e prevenire i disturbi del comportamento alimentare.

 

Un gruppo di persone regala le proprie esperienze su cibo, corpo, emozioni nonché le ricette da gustare in famiglia o con gli amici all'insegna della convivialità.

Testi e ricette sono di: Ernesto Abbona, Stefania Acquaro, Lucia Arlandini, Daniela Balestra, Patrizia Bosso, Ilaria Caprioglio, Maria Francesca Di Palo, Roberto Ferrari, Mariafrancesca Garritano, Massimiliano Menichelli, Virginia Monteverde, Fulvia Pedani, Enrica Perilio, Paolo Repetto, Lorenza Risso, Elisabetta Schirru e Andrea Tortarolo.

 

“Ti regalo una ricetta” “regala” tutti i proventi all’associazione “Mi Nutro di Vita” per finanziare progetti di prevenzione e sensibilizzazione nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare.

SOMMARIO

 

IL VIAGGIO di Stefania Acquaro - Dietista 13

MI NUTRO DI VITA 29

TI REGALO UNA RICETTA 31

Lucia Arlandini Food Blogger 35

La mia cucina 35

BOGHE IN CARPIONE 36

TARTARE DI LANZARDO CON SALSA DI PEPERONI 37

SCORFANO ALL’ACQUA PAZZA 38

Mariafrancesca Garritano Ballerina 39

Una ballerina in cucina! 39

CUDDRURIEDDRI DI ZIA MIRIAM 41

GNOCCHI AI FIORI DI ZUCCA E ZUCCHINE 42

INSALATONA TIEPIDA 43

Andrea Tortarolo Capitano dell’Esercito Italiano 44

Mangiare in tante lingue… 44

CAPPON MAGRO 47

ZIMINO DI CECI 48

RACLETTE 49

Virginia Monteverde Art Director 51

Cibo e colori 51

INSALATA DI GAMBERI “GAUGUIN” 53

TAGLIOLINI GIALLI “VAN GOGH” 54

DESSERT ALLE ARANCE “CEZANNE” 55

Roberto Ferrari e Massimiliano Menichelli Amici e soci 56

Operazione “cena fuori!” 56

POLPETTE DI CARNE AL SUGO ROSSO 58

POLPETTONE ALLA GENOVESE 60

TIRAMISÙ 61

TORTA DI MELE 62

 

 

Patrizia Bosso Esperta di Food 63

Il dono 63

PANE CON LIEVITO MADRE 66

LA CONFETTURA DI MIRTILLI (Norvegia) 67

ZUCCHERINI DEL MATRIMONIO (Emilia-Romagna) 68

Ilaria Caprioglio Scrittrice 70

I sapori della vita 70

PATÉ DI TONNO 72

BAGNA CÀUDA 73

MATTONELLA AL CAFFÈ 74

Fulvia Pedani Medico oncologo 75

Convivialità, con grande piacere, sempre! 75

TAGLIOLINI AL LIMONE CON GAMBERETTI E ZUCCHINI 82

ASPIC di POLLO 83

MOUSSE DI RICOTTA CON MIELE, PINOLI E FRUTTI DI BOSCO 85

Ernesto Abbona Presidente e amministratore delegato “Cantine dei Marchesi” di Barolo 86

Passione, passione, passione 86

UOVO IN COCOTTE CON TARTUFO BIANCO D’ALBA 88

BRASATO AL BAROLO 89

TAJARIN AL RAGÙ 90

Lorenza Risso Studentessa in decorazione per facciate 91

PASTA AL POMODORO 93

PASTA AL PESTO 94

PASTA RICOTTA E PISELLI 95

Daniela Balestra Regista 96

Briciole di pane in salsa piccante 96

PASTA ALLO SCOGLIO 98

OSTRICHE 99

FRUTTA CON FONDUTA DI CIOCCOLATO 100

Maria Francesca Di Palo Artista 101

La Fenice 101

FANTASIA IN VERDE 105

TACCHINO GIAPPONESE 106

IL BUDINO DELLA MAMMA 107

Elisabetta Schirru Studentessa in pedagogia 108

157 cm per 45kg di vitalità 108

BAVARESE ALLE FRAGOLE 109

SPAGHETTI CON LA BOTTARGA 110

INSALATA DI MIO PAPÀ 111

Paolo Repetto Naturopata 112

Vibrazioni gioiose 112

RICETTA PER NUTRIRE IL CUORE 115

RICETTA PER NUTRIRE LA MENTE 116

RICETTA PER NUTRIRE LO SPIRITO 117

Enrica Perilio Consulente museale 118

I Ricordi 118

RAVIOLI DI CARNE (Nonna Mimma) 122

TOCCO DE CARNE (Sugo di carne - Nonna Mimma) 123

UCCELLETTI SCAPPATI (Nonna Rosetta) 124

CONCLUSIONI 125

BIOGRAFIE 129

BIBLIOGRAFIA 137

 

 

 

Un viaggio attraverso il cibo che assaporiamo, che passa e coinvolge tutto il nostro corpo, in un’emozione lunga una vita.

Il cibo, infatti, non è solo un mero numerino calorico, ma è mezzo di nutrimento dal primo vagito fino all’ultimo respiro, è fonte di emozioni, grazie ai brividi provati durante una cena galante o semplicemente rubando una cucchiaiata di Nutella all’insaputa della mamma. In tutto questo turbinio, il corpo ne trova giovamento, forza e soddisfazione, grazie ai cinquantamila miliardi di cellule che, in vari modi, vengono nutrite quando mangiamo.

Per cui il cibo, il nostro corpo e le emozioni che ne derivano divengono un “unicum” che può essere il più grande alleato nella vita di ogni giorno.

Surreale che il viaggio inizi fermandosi, sotto la finestra aperta di un palazzo che emana un profumo di vivande. Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata trasportare inebriata dalle fragranze.

 

 

 

IL VIAGGIO di Stefania Acquaro - Dietista

 

 

Simpatica coincidenza!

 

Giocare, mescolare, gustare, preparare, amare, odiare, inventare, assaporare, impastare… Casualmente si nota che tutti i verbi finiscono in “are” ed è piacevole pensare di poterli correlare al cibo.

Ognuno di noi si rapporta ad esso in modo diverso, un universo infinito che assume tutte le sfumature, dalle più calde alle più fredde, dalle più coinvolgenti alle più distaccate. È comprensibile che raccontarle tutte non sarebbe possibile, sicuramente non saremo riduttivi se ci concentreremo sui ricordi che il cibo sempre evoca.

Rubare le polpette direttamente dalla padella, sotto lo sguardo compiaciuto di una mamma che riesce a far sorridere suo figlio per il furto legalizzato o un piatto inconsueto fatto di interiora d’agnello con carciofi e patate, che non piace quasi a nessuno, ma è stato condiviso e preparato insieme al proprio padre per anni a Pasqua, evocano ricordi di momenti felici da portare nel cuore. Vero è anche il contrario: ricordi infelici di momenti in cui le sofferenze si condensano tutte sulla bocca dello stomaco e non permettono a nulla di transitare o si ingurgita indiscriminatamente tutto. Si evince in questi casi che il nutrimento per il nostro corpo sono, innanzitutto, l’affetto e l’amore che purtroppo non sempre arrivano dagli altri, che non sempre stazionano in noi, che non sempre ci riscaldano. 

Quando mangiamo, infatti, non nutriamo solo il nostro corpo ma anche il nostro spirito; ciò avviene sin dai primi attimi di vita e il rapporto che si instaura tra madre e figlio è unico: sguardi, carezze, sorrisi nutrono il cuore tanto quanto il latte fa con il corpo. Nessuno di noi si accorge di quanto sia profondo questo nutrimento, ma la sua mancanza provoca vuoti che rimarranno per tutta la vita.

Nello stesso rapporto interpersonale tra queste due persone, il famoso imperativo “Stasera vai a letto senza cena!” è un simpatico eufemismo dell’immaginario collettivo o anche un sottile strumento di ricatto: questa simpatica frase ci porta a riflettere sull’eterna dicotomia tra alleato/nemico che il cibo sempre riveste e il passaggio tra gli opposti è molto breve, talvolta labile o impercettibile. Tentare di scindere il cibo, il corpo e le emozioni è pertanto impresa ardimentosa che forse snaturerebbe quel sottile gioco di equilibri fra i tre elementi che sarà, invece, la nostra sfida raccontarvelo.

 

 

 

Mani in alto!

 

“Quante mani alzate!”

È la mia più frequente esclamazione durante gli incontri di educazione e prevenzione ai disturbi alimentari con i ragazzi delle scuole medie quando domando loro se mangiano da annoiati, da tristi o da arrabbiati. È popolare la certezza che il periodo adolescenziale sia quello più difficile e complicato da gestire e affrontare. Durante le scuole elementari infatti il bimbo correda le proprie abitudini alimentari con quelle proposte dalla famiglia: gusti, sapori e aromi che saranno la base del suo percorso alimentare. 

È già dall’inizio che il bimbo si confronta con le varie pietanze nei loro colori, gusti, forme e temperature cosicché, nonostante il noto comandamento “non si gioca con il cibo”, in realtà in questi anni il bambino si avvicina ad esso studiandolo, scrutandolo ed interiorizzandolo quanto possibile.

Le scuole medie sono il momento di transito più difficile, dove cibo e corpo si fondono e si separano talvolta in contraddizioni dove innumerevoli sono i fattori che entrano in gioco prima di arrivare alla sognata e meritata armonia. Molte sono le insidie che disseminano il percorso e, ultime solo per cronologia, sono quelle che si incontrano durante le scuole superiori.

La gestione delle situazioni pregresse si riflette inevitabilmente su questo periodo, anche se eventuali obiettivi positivamente raggiunti prima non sono sempre una base certa e sicura per il futuro.

Durante il quinquennio del diploma i ragazzi si trovano a dover gestire gli ormoni che ormai reclamano libertà: le prime esperienze vissute in molteplici modi, gli stimoli di uniformità al gruppo sempre più pressanti, la prima sigaretta e la prima sbronza …

Affrontare bene tutti questi elementi contemporaneamente non è semplice da parte di nessuno, sia esso giovane o genitore. Inoltre lo specchio fa la sua parte e ci riflette un corpo che si vorrebbe diverso e più piacevole, talvolta inadeguato agli stereotipi imposti dalla società con icone sempre più irraggiungibili.

In tutto questo oggi il web è solo un’arma di distruzione di massa che, se fin da piccoli non viene usato correttamente, provoca danni incalcolabili.

La meta agognata quindi si fa sempre più vicina, la metamorfosi si sta completando e dopo la maturità mente e corpo iniziano a riconoscersi, a fondersi e ad accettarsi. Almeno lo si auspica, anche se non va dimenticato che ognuno di noi ha le sue caratteristiche: un pezzo unico al mondo e, come tale, ha il suo fascino.

 

 

 

Amici, complici, amanti.

 

La Nutella riesce a rappresentare questo surreale trittico di ruoli, a causa della sua irresistibilità quando vogliamo compiacerci di un successo, festeggiare qualcuno o affogare i nostri dispiaceri.

Benché il traguardo finale sia il barattolo vuoto, appare scontato che se lo si raggiunge accompagnati da un gruppo di amici insieme a del buon pane, il risultato è più che positivo. Viceversa, mangiarlo tutto magari voracemente o svuotare la dispensa in maniera compulsiva, sono sintomi di un comportamento alimentare scorretto che, se ripetuti nel tempo, sono un segnale d’allarme.

Il cibo viene sempre più utilizzato con finalità diverse da quelle nutritive, come riscontrato dai numerosi incontri che svolgo nelle scuole di ogni ordine e grado: esso serve anche per alleviare la tristezza, la rabbia o la noia, il sentimento di solitudine. La sensazione di inadeguatezza diventa sempre più la normalità, ma le emozioni, specie quelle negative, devono essere gestite in modo diverso e più appropriato. 

Ben si intenda che ognuno ha il proprio carattere, che può essere modellato ed affinato ma certamente non può essere rivoluzionato, ma tenersi tutto dentro e colmare i propri disagi con gli alimenti è solo un placebo transitorio: i problemi rimangono e il disagio aumenta. Esteriorizzare i propri sentimenti oppure esprimere i propri stati d’animo sono due modi di affrontare le preoccupazioni.

Un verbo che anch’esso finisce con la desinenza “-are” identifica la soluzione giusta: parlare!

Esso deve ritornare ad essere la modalità corretta per superare un ostacolo e soprattutto per vivere le proprie emozioni pienamente ed in modo costruttivo.

In tal modo potremo annoverare, oltre all’inseparabile amica Nutella, anche un amico fraterno con cui confidarsi. Si è altrettanto consapevoli che trovare la persona giusta con cui esprimere i propri segreti sia impresa ardua, poiché le paure sulla tenuta del segreto o l’incomprensione di chi ci ascolta sono sempre presenti e incombenti. Il rischio inibisce parecchio la possibilità a confidarsi, però questa strada è un ottimo viatico per la nostra serenità.

 

 

 

Quando “-are” fa pensare.

 

Si è però in debito con la desinenza che costituisce uno dei fili conduttori di queste pagine e non ce ne vogliano i lettori, ma vi è un verbo poco felice, che spesso si collega a disagi ben più importanti.

È uno dei verbi più dolorosi e più pericolosi, ma che spesso rientrano nel vocabolario dei disturbi del comportamento alimentare (DCA): vomitare.

Intimamente legato al cibo, al corpo e alle emozioni, in questo frangente però negative che spesso portano all’isolamento, facendo sentire inadeguati, vuoti, sbagliati e incapaci. Si crea così quel blocco surreale dove tali vibrazioni nel corpo e nella mente stringono il cuore e lo stomaco e non permettono di chiedere aiuto. 

Si vorrebbe alzare la mano, ma la paura dei commenti altrui incute più timore del problema stesso. Aggiungendo l’incertezza nel farsi capire congruamente dagli altri è chiaro che decidere di compiere il fatidico passo nell’affrontare il disturbo è cosa quanto mai complicata e difficile.

Passeggiare da soli non permetterà di arrivare alla meta in tempo e, soprattutto, in forza: nelle curve e nei saliscendi si cerca qualcuno che ci tenda una mano, come un amico, un genitore, l’allenatore o il fidanzato. Sarà complicato intravedere quella mano o scegliere quella giusta. Ma ci sarà. Oppure il web da arma letale può diventare un valido appoggio, anonimo, ma costante, per condividere con persone specializzate ciò che si sente dentro.

Questo viaggio può, però, prevedere alcune deviazioni che permettono di trovare, comunque, la soluzione per ogni problema: abbandonare il ciglio di una carreggiata apparentemente perfetta e percorrere un sentiero magari irto e sconnesso che può regalare, però, piacevoli scorci e altri amici con cui passeggiare insieme, è ipotesi da valutare sempre.

Quella deviazione permette di non allontanarsi troppo dalla strada maestra, ma consente di riflettere e respirare, di guardarsi dentro prima che allo specchio. Spesso sembra una strada impercorribile, ma quando si inizia è più facile di quello che sembra e ci sono molte persone che la vogliono percorrere anche insieme a te. Chiunque siano i gregari del viaggio la strada giusta è sempre parlare!

 

 

Una sosta

 

Nei lunghi viaggi, in particolare quello della vita, accelerazioni e brusche frenate sono pressoché quotidiane, accompagnate da soste ed incidenti. Talvolta gli incidenti divengono soste e viceversa, ma ogni fermata può essere il momento opportuno per oliare gli ingranaggi e ripartire meglio o diversamente, di prima.

Si auspica che la vita familiare si esprima anche intorno alla tavola, quale momento di ritrovo e condivisione per tutto il nucleo. Sogni e speranze, dolori e delusioni, gioie e preoccupazioni vengono condivisi a tavola, in un momento di riunificazione di tutti che permetterebbe un confronto sincero su qualunque argomento.

Tutto ciò è presente solo nelle pubblicità, ma ben poco si sposa con i ritmi di vita odierni e con gli orari quanto mai diversi di ogni componente. 

Ricordando il vecchio adagio della storica commedia interpretata dal famoso Dorelli, “Aggiungi un posto a tavola”, affermiamo che la coppia teatrale Garinei&Giovannini aveva visto davvero lontano già decenni or sono.

La pièce teatrale ci permette paradossalmente di sviluppare una semplice ricerca studiando le usanze alimentari degli altri Paesi, scoprendo che la tradizione di sedersi a tavola tutti insieme è tipicamente italiana, mentre in altre località estere il pranzo o la cena si limitano ad una mera introduzione di sostanze alimentari nel corpo, incastrando tale attività tra le molteplici altre previste durante la giornata, noncuranti del fatto che in tal modo, il corpo e in principal modo la testa, non partecipano all’atto alimentare, con danni seri all’organismo sia nel breve sia nel medio-lungo termine.

Ogni alimento che noi ingeriamo viene scisso in unità elementari ed entra a far parte del nostro organismo in modo profondo: ogni giorno cellule, tessuti e organi si usurano, si consumano e si danneggiano necessitando di essere ripristinati e rinnovati. Tra i molteplici fattori che favoriscono la buona salute, senza dubbio uno tra i più importanti, è costituito dalle scelte compiute in campo alimentare. 

Il cibo può rappresentare un gustoso compagno oppure un insidioso nemico, il corpo si può coccolare oppure odiare, le emozioni possono confortare oppure atterrire.

Un viaggio attraverso la dualità di cibo, corpo ed emozioni affrontato con positività per sensibilizzare e prevenire i disturbi del comportamento alimentare.

 

Un gruppo di persone regala le proprie esperienze su cibo, corpo, emozioni nonché le ricette da gustare in famiglia o con gli amici all'insegna della convivialità.

Testi e ricette sono di: Ernesto Abbona, Stefania Acquaro, Lucia Arlandini, Daniela Balestra, Patrizia Bosso, Ilaria Caprioglio, Maria Francesca Di Palo, Roberto Ferrari, Mariafrancesca Garritano, Massimiliano Menichelli, Virginia Monteverde, Fulvia Pedani, Enrica Perilio, Paolo Repetto, Lorenza Risso, Elisabetta Schirru e Andrea Tortarolo.

 

“Ti regalo una ricetta” “regala” tutti i proventi all’associazione “Mi Nutro di Vita” per finanziare progetti di prevenzione e sensibilizzazione nella lotta ai disturbi del comportamento alimentare.

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