Pier Guido Quartero
Storie della Pigna

Titolo Storie della Pigna
Due turisti per caso nel centro storico di Sanremo
Autore Pier Guido Quartero
Genere Narrativa - Memoria del Territorio      
Pubblicata il 26/05/2014
Visite 4673
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Fuori Collana  N.  3459
ISBN 9788873884934
Pagine 138
Note Fotografie di Massimo Dagnino
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Una guida originale al centro storico di Sanremo: due turisti per caso si aggirano tra le mura della Pigna, in riva al mare o sulle alture della città, cercando informazioni per scrivere una storia locale e consumando esperienze più o meno piacevoli, ma sempre con curiosità e un sorriso sulle labbra. Arte, storia, etimologia, gastronomia, cronaca, antropologia e aneddotica si mischiano nelle pagine che Pier Guido Quartero ha scritto per l’Associazione Pigna Mon Amour, impegnata da anni per restituire al centro storico di Sanremo un ruolo positivo e trainante rispetto alla realtà cittadina.

Introduzione

Sanremo ha un cuore antico. Sul declivio che, scendendo dalla Madonna della Costa, allarga la sue propaggini verso la basilica di San Siro e poi, a ovest lungo Via Palazzo o Corso Matteotti, verso la zona del teatro Ariston e del porto, si stende la parte più antica dell’abitato cittadino, che risale almeno ai tempi dei romani.


Circondata da tre ordini di mura, la Pigna, che secondo la tradizione popolare deve il suo nome proprio a questa sua struttura arroccata, costruita su mura concentriche, è rimasta per secoli la parte più importante della città, dove il potere laico e religioso avevano le proprie sedi, ben difese dalle incursioni di qualunque nemico.


I tempi cambiano, e con essi l’economia e la società. Ormai da tempo, la difesa dalle incursioni provenienti dal mare non ha più significato. Così succede che i discendenti di quei pirati maghrebini, con i quali si scontravano le nostre navi e così temuti dalle popolazioni costiere, si mischiano ad altri uomini e donne che, da diverse parti del mondo, raggiungono le nostre coste in cerca di una vita migliore. E, a questa modificazione delle relazioni, ha corrisposto una modificazione nella funzione delle strutture.


Infatti la Pigna, nell’evolversi dei tempi, non è stata più concepita come un sistema costruito a difesa del nostro sistema sociale, economico e culturale, contro gli aggressori esterni. La sua funzione di difesa, come quella di altri mille centri storici italiani, si è rovesciata: la sua destinazione non era più quella di tenere fuori. Era quella di tenere dentro. Non potendo impedire spostamenti di massa da una parte all’altra del paese, e poi del mondo mediterraneo e poi del mondo intero, questo contenitore asserragliato sopra alla collina che domina la città è divenuto il punto in cui raccogliere la parte sociale più debole e sfortunata che cercava a Sanremo una soluzione per la propria sopravvivenza. 


Le conseguenze urbanistiche di questa scelta, cosciente o no, poco importa, sono state la diminuzione del valore degli immobili e, di pari passo, il degrado dell’area, sotto il profilo urbanistico e sociale, in assenza di una adeguata politica di difesa del territorio. Per altro verso, proprio la possibilità di trovare soluzioni interessanti a prezzi ragionevoli ha consentito negli ultimi anni a diverse persone di condizione culturale ed economica più sostenibile di sistemarsi nel centro storico sanremese, ricostituendo, insieme a quanti rimanevano tra gli abitanti storici del quartiere, un tessuto sociale reattivo ed impegnato, ben intenzionato a portare avanti una operazione di recupero non diversa da quella che i tempi mutati hanno consentito in città grandi e piccole, come Genova, Noli ed Acqui, per citare tre esempi diversissimi tra loro.


È su questi presupposti che l’11 Maggio 2007 si è costituita la Associazione di promozione sociale Pigna Mon Amour. Obbiettivo della Associazione, che naturalmente non ha fini di lucro,  è quello di promuovere la crescita e la valorizzazione del centro storico sanremese della Pigna ed ivi favorire lo sviluppo della cultura e della solidarietà sociale.


Premesso che ogni nostra attività si basa soprattutto sul lavoro volontario e non retribuito dei soci e dei volontari che di volta in volta decidono di aderire alle singole iniziative, per tutte le realizzazioni dell’Associazione i finanziamenti derivano dalle attività sociali, dai contributi privati e, in larga parte, dai fondi pubblici stanziati per sostenere questo tipo di impegno.


Le attività che svolgiamo sono sotto gli occhi degli abitanti e dei visitatori della Pigna e di Sanremo. Dalle mostre agli spettacoli cinematografici e teatrali, alle iniziative per il sostegno e l’aiuto reciproco degli abitanti della Pigna, come i doposcuola e altri momenti di educazione ed intrattenimento. Grazie alla visibilità acquisita su un palcoscenico più ampio di quello cittadino, abbiamo ottenuto contributi significativi da soggetti di livello nazionale ed internazionale, come Michelangelo Pistoletto che, con i propri collaboratori, ha realizzato installazioni e mostre nella piazze della Pigna, contribuendo in modo importante a portare all’attenzione del pubblico, insieme alla propria arte, i problemi e le soluzioni possibili per il nostro piccolo angolo della terra di Liguria.


All’interno del variegato flusso di iniziative che vi ho accennato, dirette al recupero del centro storico sanremese, si inserisce la pubblicazione di questo volumetto frutto del lavoro dello scrittore Pier Guido Quartero, un amico genovese che, proprio attraverso Pigna Mon Amour, ha imparato a conoscere ed amare il nostro territorio.


Nella speranza di offrire, con questo librino, un servizio gradito a tutti i cittadini sanremesi che amano la propria città, ai turisti che la visitano e alla stessa popolazione del centro storico, vi lasciamo alla lettura di queste pagine, con l’augurio che vi aiutino a passare piacevolmente qualche ora e a imparare a conoscere ed amare la storia di Sanremo e del suo cuore: la Pigna. 


Giuseppe Ferrea

Presidente di Pigna Mon Amour






Sardenaira

Teddy ha vinto il concorso all’Ospedale di Sanremo e ha preso casa lì. Così, se uno vuole vederlo, inutile cercarlo nella grande casa di Sampierdarena; lui ormai ci passa solo di corsa alla domenica per salutare i figli, sempre che i figli ci siano: ormai sono diventati grandi e ognuno di loro sta andandosene per la sua strada. Insomma: il mondo cambia e niente può restare come prima, anche se tante volte dispiace doverne prendere atto. D’altra parte…


D’altra parte anche Sanremo non è mica male. Poi a Teddy e a Pina è sempre piaciuto aggiustare le cose. Entrare in una nuova tana e rivoltarla tutta. Cercare dei mobili vecchi e rimetterseli a posto. Lo hanno fatto a Sampierdarena, dove hanno passato gli anni ad aprire di qua e chiudere di là, recuperare decorazioni affrescate sugli antichi soffitti, mettere l’ascensore, aggiustare il terrazzo, spostare mobili vecchi per fare posto ad altri, ancora più vecchi ma rimodernati dalle mani instancabili di Pina. Poi, quando sembrava che non ci fosse più niente da inventare, e anzi, magari è stato proprio per questo, Teddy ha avuto la bella trovata di vincere il concorso a Sanremo. Così hanno potuto ricominciare da capo: una casa da trovare, modificare, arredare riempiendola di altre cose recuperate qua e là… Sì, forse è stato solo per poter ricominciare questo gioco che Teddy ha vinto il concorso.


Questa volta però si è allargato. Ormai deve averlo capito che una casa, per quanto grande sia, prima o poi avrà una forma definitiva, e prima o poi di roba dentro non ce ne potrai più stipare, così si è guardato intorno e ha trovato la soluzione. Ora l’oggetto delle sue cure, il centro delle sue passioni, il tema delle sue meditazioni è addirittura un quartiere. E non un quartiere qualunque. 


La Pigna, ha spiegato la Nina a Peo, quando per la prima volta lo ha informato della nuova sistemazione dei loro amici, è il centro storico di Sanremo e, come è capitato a molti centri storici nel secolo passato, ha subito per lunghi anni le offese del tempo e l’incuria degli abitanti e degli amministratori cittadini, schiacciati, i primi, dal peso di condizioni sociali sempre più difficili e concentrati, i secondi, sulla crescita rutilante di altri quartieri, di nuovi percorsi urbani, di porticcioli: segni evidenti, questi ed altri, di una crescita spesso priva di qualità che negli anni ottanta e novanta poteva però apparire inarrestabile, quasi ineluttabile.


Così ora, un sabato di inizio giugno, sono in treno, Nina e Peo, diretti a Sanremo, per una vacanza stage nella Pigna, ospiti di Teddy e della di lui consorte. L’obbiettivo, al momento, è quello di mettere insieme un quadro informativo che consenta a Peo di abbozzare una serie di storie riferite all’antico quartiere. La pubblicazione che ne dovrebbe seguire sarebbe inserita nel novero delle iniziative assunte dalla Associazione costituitasi per il risanamento ed il rilancio del centro storico sanremasco.


- Ma tè come pensi di fare, a documentarti? Hai già fatto un programma? - La Nina, milanese di nascita e genovese di adozione ormai più che trentennale, non ha perso la parlata aperta della sua terra d’origine. Peo alza gli occhi dalla pagina centrale di Repubblica, dove cerca quotidianamente rassicurazione nelle brevi note di Michele Serra.


- Pensavo alla biblioteca di Sanremo, poi Teddy mi ha fissato un incontro con il Parroco della Pigna, poi ho visto su internet che c’è anche una associazione culturale con una biblioteca piccola ma molto centrata sui diversi aspetti della storia e della vita della città. Poi Laura, la mia amica del Palazzo Ducale, mi ha fatto mettere il naso nelle carte di suo padre, Gino Guglielmi. Loro sono di lì, e non per niente lei è una grande conoscitrice di Italo Calvino. Comincerò da lì, e poi…


- … e poi da cosa nasce cosa.


- Appunto. Manca ancora molto all’arrivo? 


- Non direi. Abbiamo appena superato Porto Maurizio. Ci vorrà ancora un quarto d’ora.


- Bene, perché io comincio già ad avere fame. Chissà cosa ha preparato Pina.


- Cominci già? Ricordati che mi hai promesso di starci attento, al mangiare. Comunque oggi Pina aveva degli appuntamenti di lavoro, quindi le possibilità sono due: o andiamo in trattoria oppure ha comprato qualcosa.


- La solita pissaladière…


- Varda, tè, che cominci proprio male! Non puoi disprezzare un piatto che è la gloria locale, e poi gli hai anche storpiato il nome: la pissaladière ci assomiglia ma è un’altra cosa e la fanno da un’altra parte. Quella che fanno a Sanremo è la sardenaira!


- Dagghene, di nommi!! Alla fine sempre pizza è. Esiste dai tempi di Enea e si fa con una focaccia e del condimento sopra. Poi uno può anche decidere che la sua è proprio speciale, se ha proprio bisogno di sentirsi speciale. Guarda un po’ a Genova col pesto; anche lì fanno un sacco di musse: l’erba aromatica pestata con le pietre, mettendoci insieme un po’ di formaggio, se ce l’hai, esiste dall’età della pietra. Nell’area ligure e provenzale si sono sempre usati soprattutto aglio e basilico, aggiungendo quello che si trovava: noci, mandorle, pinoli, croste di formaggio oppure cagliata… Ora da noi si fanno un sacco di storie con il basilico che deve essere quello di Prà e la pianta non deve avere più di dieci giorni se no cambiano gli olii essenziali… A me queste manie particolaristiche mi fanno un po’ ridere e un po’ incavolare.


- Va bene, Crapottone. Però ricordati che io te l’ho dètto. Se vieni a scrivere le storie della Pigna e cominci criticandogli la sardenaira questi ti mandano al diavolo, e secondo mè fanno anche bene, perché già sei genovese e qui, per quello che ho sentito, i genovesi non hanno lasciato un buon ricordo e poi se ti presenti con la presunzione di sparare giudizi…


- Va bene, va bene. Hai sempre ragione tu. Ora fammi tirare giù le valigie, che stiamo arrivando.


Così dicendo, Peo si è alzato, levando le braccia ad afferrare il grosso trolley in cui Nina ha stipato vestiti sufficienti per un mese di vacanze. Teso nello sforzo, lo adagia con sufficiente delicatezza sulla poltrona, poi, giratosi verso la compagna, non rinuncia al colpo di coda:


- Io, comunque, se stasera ci danno sardenaira, salto pasto.


La risposta giunge inattesa e lo ammutolisce:


- Cià, che adèsso chiamo la Pina e ci dico di mèttertela in tavola, così almeno dimagrisci un po’!


Una guida originale al centro storico di Sanremo: due turisti per caso si aggirano tra le mura della Pigna, in riva al mare o sulle alture della città, cercando informazioni per scrivere una storia locale e consumando esperienze più o meno piacevoli, ma sempre con curiosità e un sorriso sulle labbra. Arte, storia, etimologia, gastronomia, cronaca, antropologia e aneddotica si mischiano nelle pagine che Pier Guido Quartero ha scritto per l’Associazione Pigna Mon Amour, impegnata da anni per restituire al centro storico di Sanremo un ruolo positivo e trainante rispetto alla realtà cittadina.

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