Maddalena Leali
Tre rampe di scale

Titolo Tre rampe di scale
Autore Maddalena Leali
Genere Poesia      
Pubblicata il 08/06/2014
Visite 5256
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3500
ISBN 9788873885177
Pagine 98
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Maddalena Leali ci fornisce la sensazione di essere una poetessa istintiva ed impulsiva, ma a ben leggere si vede subito che così non è, i versi sono diretti e mirati ad esprimere il suo personale rapporto con la realtà...


Guido De Marchi


 


[... ] un poeta disilluso-illuso, che attraverso l'amore cerca il significato del vivere, la gioia dell'esserci, nel ritrovamento aperto di una fratellanza che passa dal "senso della parola" al "cielo".


Mario Meozzi


 


[... ] Sempre leggere Maddalena fa conoscere una capacità innata e un’umanità fuori dagli schemi. I lemmi si inseguono e si sgranano a formare trame di vita che, mai banalizzate, fanno riflettere e ri-pescare, dal profondo, un che di dimenticato o di incustodito.


Anna Mazzei


 


[... ] freccia che colpisce al cuore, bellezza di esperienze vissute anche da noi, ma che non sappiamo descrivere.


Giannina Zanni Pinna


 
Esistono immagini che rimangono nella memoria al di là della percezione razionale, quella cioè che imprime l’input alle altre capacità cognitive di svolgere il proprio compito per condurre al sapere. Sono immagini vaganti, prive di agganci, forse dei déja vu oppure provenienti da sogni o da un’età incosciente o, talvolta, prese da racconti di altri e da noi trasposti in fantasmagoriche irrealtà talmente pensate da farle sembrare vere.
Credo che le mie tre rampe di scale siano una fantasmagoria divenuta metafora della nascita del desiderio, la forma mentis alimento della continua ricerca. Il desiderio segue la propria strada, diversa per ciascuno di noi nel suo cammino attraverso la conoscenza e non a caso dico attraverso, perché né l’uno né l’altra hanno termine, neppure quando finisce la vita. A questo punto occorre fare molta attenzione a non creare, come in passato, immagini illusorie e vuote, rese tanto reali da impedirci di vivere in modo totale.
L’arte si pone come punto eccelso della conoscenza perché sa andare oltre la realtà, è immaginifica e sgombra da condizionamenti. L’artista è una persona libera che stabilisce legami empatici e mette in moto il desiderio di andare oltre la conoscenza. 
Tre rampe di scale è l’inesauribile desiderio di salire alla scoperta dei misteri nella grande soffitta, non banale ricettacolo di vecchie cose, ma luogo dove apprendere storia germinale e i rudimenti della lettura e della scrittura. 
Tre rampe di scale è l’inizio del cammino di una bambina spinta dalla voglia di comunicare oltre gli schemi, con il coraggio di smantellare l’oltre, quando sta per chiudersi entro linee predefinite. 
Tre rampe di scale è la mia storia ed è la storia di quanti hanno avuto il coraggio di esprimersi liberamente, di percorrere strade nuove e pericolose alla ricerca del meglio, è sempre la solita vecchia storia di persecuzioni e solitudini, di donne discriminate e uccise, di guerre e migrazioni, di amore e libertà, a tratti dolorante e dolorosa a tratti colma di gioia, che ha bisogno di forza inesauribile per continuare e di parole potenti per farsi raccontare, è l’umana vicenda che può essere gridata, cantata e danzata nelle piazze da commedianti dell’arte, perché, infine, è una storia semplice che nonostante tutto o per fortuna non termina mai.
 
 
 
Perdo le parole
Perdo le parole:
si confondono 
ammucchiano 
viaggiano svegliate 
dal bisbiglio 
della terra 
come
granchi rossi 
delle mangrovie 
scendono dalla foresta 
migrano 
guidati dalla luna calante, 
si lasciano prendere dalla marea 
nell’ antica danza spinti 
dal canto delle madri
dalla disperazione della meta 
dove possono andare 
le mie parole senza poesia 
liquide isolate 
lettere senza matrice
disperse fra il pantano 
di intrise radici 
graffio lo specchio 
tento di trattenere
l’ultima stella.
 
 
Prima o poi da qualche parte si cadrà
Non ho più tempo
non so che fare
e mi scopro poeta. 
Vorrei uscire da questa 
dimensione di follia 
dall’aura salata dove piove pomice 
trasformazione 
in statua immobile 
priva di neuronali movimenti 
non c’è tempo che basti
per imparare a volare 
non c’è tempo per svuotarmi 
da ogni pensiero 
dalle poesie soltanto immaginate 
da questo mio amore privo di gesti 
infarcito di parole nascoste. 
Non c’è tempo per l’uomo 
con la mente più lunga del tempo. 
Per me, non c’è più tempo: 
saturo l’attesa di canti e risate, 
salto fili spinati e rosari, 
getto questo corpo che non risponde 
e lo regalo al vento, che se lo porti oltre
l’atmosfera a sparire confuso fra i detriti celesti. 
 
 
Il cigno
…perché se tu sei se tu sarai:
accarezzo quest’idea di essere madre
 io rossa sinfonia di coccinelle 
liberata su fiocchi di cotone 
a distruggere parassiti 
io mistero e fascino 
di popoli migranti.
 
I’m flying.
Io sono il volo
… e sono rondine e gabbiano, 
granchio rosso delle mangrovie, 
anguilla, salmone, 
coccinella dove non c’è più cotone.
 
Tu, genio di questo luogo, 
struttura antica 
o arpa di Calatrava, 
abito da sposa sullo stagno,
bianca immagine perfusa 
d’acqua e ninfee 
sai 
di poter sollevare 
i tuoi veli 
alti su colori e confini 
prima ancora 
che livida l’alba 
accolga il sole.
Ma resti qui: né vuoi
migrare con le parole del poeta.
 
 
Note critiche
Maddalena Leali: il senso e la fermezza della parola
 
Mi ero ripromesso, fin dal giorno successivo alla premiazione del VI Premio Poesia e Narrativa “La Tavolozza”, che avrei approfondito la conoscenza della personalità artistica di Maddalena Leali, compito cui mi sono dedicato attraverso l’analisi delle poesie di “Esco dagli schemi”, piccolo libro di autoproduzione, delle raccolte “Canto spezzato” e “Libellule rosse”, entrambe edite da Spazio Autori / Liberodiscrivere (Genova) rispettivamente nel 2011 e nel 2013, unitamente a poesie sparse e racconti inediti inviati in occasione di varie edizioni del premio.
Tutto il lavoro di Maddalena Leali, nella dimensione della poesia, è colmo di significati che subito ne richiamano altri per arrivare a dare un “senso” e una fermezza alla parola.
Sono poesie dal fascino sottile, così sintatticamente chiuse nelle forme care a Ungaretti, e altresì tese a narrare sogni e fantasie in cui l'amore per il mondo circostante e per la vita è sempre protagonista principale.
La lirica scorrevole raggiunge la sfera dei sentimenti in chiarità d'intonazioni, sdegnando qualsiasi orpello: scrittura in felice connubio di fantasia e realtà, in territorio ironico, non troppo aggressivo, ma pervicace nell'humor e nei rapidi stralci emozionali, spiccioli di versi che arrivano dritti al cuore, snodandosi come figurazione di grande rilevanza umana.
E' il sogno di una donna che ha vissuto le esperienze del passato e che confronta la vita di allora, con i suoi ritmi dilatati del tempo e delle cose, delle sensazioni dentro un paesaggio umile quasi divenuto inattuale tanto è lontano, e la vita moderna con i propri attimi frenetici e nevrotici, impossibili da catturare se non dentro la rincorsa affannosa e ostile di una mediocrità senza conoscenza e dove le persone sembrano fantasmi senza più peso morale e spirituale.
E di contrasto ecco i ricordi della maestra, che ricapitola la vita trascorsa e che “sente”sfuggire la vita, con i suoi entusiasmi, le sue gioie, le sue tribolazioni, e viene quasi compensata dai ricordi, dalle memorie che ora si fanno largo nella mente.
Nell' Appendice della raccolta “Libellule rosse”, il richiamo alla tradizione del presepe,che si realizzava nella propria casa per festeggiare la nascita del Bambino Gesù, porta a riflettere sulla fede di un qualsiasi credente.
Qui, però, al di là del significato teologico, la fede dell'Autrice è anche la fede di un poeta che crede nella parola, che appoggia la sua esistenza sul preciso uso di modellare grammatica e impulso d'anima e di pensiero, e poi è la fede di un poeta disilluso-illuso, che attraverso l'amore cerca il significato del vivere, la gioia dell'esserci, nel ritrovamento aperto di una fratellanza che passa dal ”senso della parola” al “cielo”.
Mario Meozzi, critico d’arte
 
 
Maddalena Leali ci fornisce la sensazione di essere una poetessa istintiva ed impulsiva, ma a ben leggere si vede subito che così non è, i versi sono diretti e mirati ad esprimere il suo personale rapporto con la realtà, sia che si tratti di fatti, di sentimenti o di semplici annotazioni: lì dentro vi è il suo mondo e il suo modo di relazionarsi ad esso, senza indulgenze e senza mediazioni di sorta. 
Tutto ciò conferisce una grande sincerità alla sue parole, ma soprattutto le consente di osare accostamenti, costruzioni verbali di grande forza comunicativa.
Guido De Marchi
 
 
Nella poesia di Maddalena Leali, la sintassi sospesa e spezzata dei versi rispecchia il flusso delle emozioni che si rincorrono, si interrompono e riprendono con l'affanno del dubbio, con l'ambiguità delle apparenti certezze, con il drammatico conflitto fra la vita e la morte. In questa raccolta, continuamente mossa dalla non risolta lotta fra pensiero e sentimento, si incuneano, improvvise, immagini bellissime, a loro volta di rottura con il contesto. Immagini inattese che ci sorprendono e che ci affascinano perché sembrano apparentemente condurci lungo i poetici percorsi associativi che le hanno generate. In realtà vivono di vita propria, come grandi pennellate gettate sulla trama poetica; emergono, prorompono, poi si assottigliano e s'attenuano per far posto ad un pensiero, ad un ricordo, ad un'emozione…
Maria Ivana Trevisani Bach
 
 
I versi di Maddalena Leali – non facilmente accessibili ma affatto criptici, densi senza mai pesantezza - sono innanzitutto inevitabili, anzi necessari.
L’incessante dialogo interiore ad essi sotteso li sostanzia di verità quotidiane che diventano universali , la forma si delinea spontaneamente secondo i contenuti, i ritmi si adattano alla natura del messaggio - perché quello c’è sempre - in una successione fluida di situazioni psicologiche e di stati d’animo che restituiscono al lettore l’integrità, pur frammentata, del suo vivere.
In un gioco alterno dei ruoli di autrice-lettrice, Maddalena Leali si nutre di autorevoli riferimenti, li metabolizza al punto che non possono distinguersi dal suo pensare, e dall’humus culturale e letterario – ma non solo – trae alimento per dare i frutti maturi di un’espressione poetica moderna, attuale eppure inevitabilmente classica, nell’accezione più piena e anche – perché no? - sofisticata del termine.
Il racconto di sé diventa anche storia di un “altro da sé”, si fa mitico, e allontanandosi dall’aneddotica parla a tutti di tutti, scarnificando sensazioni, andando all’essenza con eleganza e rigore, mai improvvisando ma evitando situazioni costruite o barocche. Vibrano di autenticità “le parole preziose” di Maddalena Leali e ogni brano, pur in sé conchiuso, sembra non finire ma anzi, ciclicamente, riparte dal successivo e del precedente ha brandelli e tracce. Come i giorni, i mesi e gli anni della umana esistenza.
Patrizia Sommella
 
Impatta e travolge e leggi con affanno perché le emozioni ti trafiggono. Poi ritorni sulle parole e leggi adagio, quasi sillabando e così scopri un profondo che si arrotola al cuore.
Sempre leggere Maddalena fa conoscere una capacità innata e un’umanità fuori dagli schemi. I lemmi si inseguono e si sgranano a formare trame di vita che, mai banalizzate, fanno riflettere e ripescare, dal profondo, un che di dimenticato o di incustodito.
Anna Mazzei
 
…Il caleidoscopio della poesia di questa poetessa continua a girare lasciandoci stupiti, curiosi ed emozionati perché sprofondiamo anche noi nei suoi versi e nell’acme della sua essenza. QUESTO può fare la poesia quando riesce ad essere freccia che colpisce al cuore, bellezza di esperienze vissute anche da noi, ma che non sappiamo descrivere.
Giannina Zanni Pinna

 Maddalena Leali ci fornisce la sensazione di essere una poetessa istintiva ed impulsiva, ma a ben leggere si vede subito che così non è, i versi sono diretti e mirati ad esprimere il suo personale rapporto con la realtà...


Guido De Marchi


 


[... ] un poeta disilluso-illuso, che attraverso l'amore cerca il significato del vivere, la gioia dell'esserci, nel ritrovamento aperto di una fratellanza che passa dal "senso della parola" al "cielo".


Mario Meozzi


 


[... ] Sempre leggere Maddalena fa conoscere una capacità innata e un’umanità fuori dagli schemi. I lemmi si inseguono e si sgranano a formare trame di vita che, mai banalizzate, fanno riflettere e ri-pescare, dal profondo, un che di dimenticato o di incustodito.


Anna Mazzei


 


[... ] freccia che colpisce al cuore, bellezza di esperienze vissute anche da noi, ma che non sappiamo descrivere.


Giannina Zanni Pinna


 

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