Marco Chierici
Acuità

Titolo Acuità
Autore Marco Chierici
Genere Aforisma      
Pubblicata il 02/09/2014
Visite 4179
Editore Liberodiscrivere® associazione culturale edizioni
Collana Spazioautori  N.  3506
ISBN 9788873885276
Pagine 92
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

[... ] Vorrei dedicare il libro alle persone che ripetono continuamente: “non ho più tempo per leggere”, forse si avvicineranno ai miei frammenti senza spaventarsi, certi di poter leggiucchiare senza tanto impegno, invece, si sbaglieranno un’altra volta, perché gli aforismi non vanno sottovalutati, vanno invece assimilati, assaporati, memorizzati.


 


Chissà quanti ne abbiamo letti di aforismi e, nonostante la così vasta diffusione, abbiamo difficoltà a trovare a loro una giusta definizione.


 


Sfogliando un dizionario, è proprio di definizione che si parla; aforisma o aforismo, deriva dal greco aphorismòs e significa appunto definizione. Per l’esattezza: definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze.

 

PREMESSA

 

Non chiedetemi la differenza tra aforisma, motto o massima, perché non so rispondervi; per questa ragione non ho battezzato questo piccolo libro con uno dei soliti titoli… aforismi di... e sono convinto che nemmeno Oscar Wilde avrebbe desiderato vedere nei negozi un libro intitolato: “Aforismi di Oscar Wilde”. E poi non ho mai avuto intenzione di limitarmi ed impegnarmi esclusivamente per essi. Mi piacciono le frasi in genere, le citazioni che abbiano un buon significato, anche morale, che facciano in qualche modo ragionare, riflettere, pensare. È risaputo che ormai viviamo, lavoriamo, conversiamo senza concentrazione; quindi facciamo un piccolo sforzo per pensare, almeno davanti ad argomenti universali che coinvolgono tutti noi. Milioni di persone si autoconvincono di non avere più tempo per leggere ed io mi rivolgo soprattutto a queste, anche se dicono solo fesserie. Il tempo è sempre lo stesso, proprio quello di cinquanta o cento anni fa, solo che lo utilizziamo male e così pensiamo di averne a disposizione una quantità inferiore. È buffo, ma è davvero così. Vorrei dedicare il libro alle persone che ripetono continuamente: “non ho più tempo per leggere”, forse si avvicineranno ai miei frammenti senza spaventarsi, certi di poter leggiucchiare senza tanto impegno, invece, si sbaglieranno un’altra volta, perché gli aforismi non vanno sottovalutati, vanno invece assimilati, assaporati, memorizzati.

Chissà quanti ne abbiamo letti di aforismi e, nonostante la così vasta diffusione, abbiamo difficoltà a trovare a loro una giusta definizione. Sfogliando un dizionario, è proprio di definizione che si parla; aforisma o aforismo, deriva dal greco aphorismòs e significa appunto definizione. Per l’esattezza: definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze. Mi sono sempre piaciuti, così come piacciono agli adolescenti, i quali li trascrivono sulle copertine dei loro quaderni scolastici o sul diario o sull’armadietto dello spogliatoio. Ogni scrittore di ogni epoca ha scritto aforismi, anche senza volerlo; molte volte sono stati estrapolati frammenti di discorsi, piccoli pezzi di pagine di romanzi, proprio per estrarne quasi necessariamente qualcuno da inserire in una raccolta. Nella maggior parte dei casi, lo scrittore scrive un aforismo, (dai chiamiamolo così che è più stravagante) non solo senza volerlo, ma addirittura senza rendersene conto. Io stesso ne ho avuto la consapevolezza leggendo la prefazione del mio “Barcaluna” a firma del prof. Enrico Nistri, che ne scovò uno delizioso nell’ultima pagina del mio zibaldone. A distanza di qualche anno, lo includerò con piacere tra questi. L’aforismo ha la presunzione di apparire, di colpire l’attenzione, di essere ricopiato, fotocopiato, magari fatto stampare su una maglietta; l’aforismo vuole far riflettere il lettore, vuole fargli scuotere il capo, vuole anche farlo sorridere qualche volta, anche se generalmente non c’è proprio niente da ridere. Gli argomenti “battuti” con gli aforismi sono solitamente piuttosto comuni: la vita, la morte, l’amore, ed è per questo che c’è poco da gioire. È chiaro che, i ben riusciti mostrano una certa eleganza nel linguaggio, una certa musicalità, uno stile che li rende in qualche modo immortali. Concretizzare un concetto sulla carta, dopo che lo si è assimilato con la mente, non accade tutti i giorni, ma la giusta forma può sopravvenire inaspettatamente, anche mentre siamo alla guida della nostra auto. Io ricordo che in più situazioni ho accostato l’automobile ai bordi della strada per scrivere su un taccuino di fortuna una certa frase piovutami addosso all’improvviso. Mi diverto un mondo quando ho la fortuna di scrivere qualcosa di valido. La lunghezza di un aforismo non ha importanza alcuna; può avere un effetto esplosivo anche una sola riga, può raggelarci e colpire la nostra attenzione in un istante, così come una pagina intera può lasciarci delusi. Queste “schegge delle mie riflessioni”, che qualche volta sono "lo sbocciar di un turbamento", non devono quindi obbligatoriamente avere determinate caratteristiche, proprio come le strombettate di Chet Baker che sto ascoltando in questo istante; è il risultato quello che conta, che può andare dalla dolcezza, alla cruda verità, dalla solitudine alla saggezza, dall’umorismo inglese alla battuta leggera ma elegante; a mio parere vale sempre la pena scriverli e conservarli, a patto che ci lascino un granello di “sapere” in più. Anche questa è cultura. È indubbiamente sinonimo di cultura condire una lettera con un paio di aforismi, o un articolo giornalistico, oppure una recensione o un discorso pubblico, meglio sempre citare l’autore, sembrerà che lo conosciamo più di quanto sia in realtà. Per conquistare il lettore e far si che ricordi nel suo futuro l’aforismo, l’autore deve farlo apparire semplice, piuttosto breve, ma nascondere un profondo significato, lasciando anche libertà interpretativa al lettore stesso, il quale spesso commenterà: “Ha ragione!”.

Condensare e convogliare in una breve frase il nostro messaggio, questa è l’arte dell’aforismo. Chi di noi si improvvisa aforista e riesce nel suo intento, mostra di essere uomo di mondo, uomo che ha letto tanto e conversato con persone di un certo spessore, mostra di essere una persona sensibile e attenta, una persona che ha avuto esperienze non del tutto superflue. Proponendo al lettore queste piccole, preziose perle della sua cultura, l’aforista, ma anche l’interprete di aforismi, si presenta come un osservatore della vita; trovo una similitudine con la memoria visiva: c’è chi, trovandosi in un determinato ambiente, riesce a memorizzare alcuni oggetti particolari o significativi o simbolici, e c’è chi, leggendo un libro ne ricorda i passaggi più espressivi. Più tempo dedichiamo nella nostra vita alla lettura e più attenzione prestiamo alla conversazione o anche, perché no, ai dialoghi contenuti in un film, e più spesso ci accadrà di ricordare frasi famose. Con piacevole sorpresa la nostra mente saprà regalarci il tocco giusto mentre scriviamo una lettera o mentre prendiamo appunti per un discorso. Fu guardando l’Amleto di Shakespeare al cinema, interpretato da Mel Gibson che notai, e inconsciamente memorizzai, la citazione: “Fragilità, il tuo nome è donna”; dopo alcuni anni scrissi il mio primo libro dal titolo: “Fragilità non è solo donna”; era l’esatto contrario, ma la mia inconsapevole attenzione durante la proiezione di quella pellicola tornò a galla nella mia mente al termine del manoscritto dopo parecchi anni. Chi scrive aforismi ama trasmettere un pizzico della propria raffinatezza e ricordiamoci che si possono scrivere anche volgarità o crudeltà con una certa raffinatezza. Spesso la forma aforistica ha un collegamento con la forma diaristica, si passa cioè da un’esperienza personale, talvolta intima, e si trasforma un granello della nostra autobiografia in aforismo, fateci caso. Sarebbe un sogno poterne ricordare a migliaia e poterne fare uso in ogni momento; se mia moglie non me lo avesse impedito brutalmente, avrei tappezzato le pareti di tutta la nostra casa con aforismi incorniciati. Qualcuno è passato e quattro sono addirittura dipinti ad olio sulle travi del mio ufficio, nientemeno che in latino.

Un quinto sono riuscito a trascriverlo nella camera da letto, è di d’Annunzio, e l’ho estrapolato io da un suo testo: “…il chiarore vanisce, il sopore m’adagia…”. Ogni sera quando mi corico, il sole è tramontato, scende la notte, m’assopisco e mi adagio per riposare…

 Apparire un pensatore o un intellettuale ha sempre affascinato l’uomo in tutte le epoche; chi trascorre la propria vita unicamente a parlare di calcio, memorizzerà solo i nomi dei giocatori e null’altro, impoverendo non solo se stesso, ma anche la propria famiglia e le persone che lo frequentano. Ho parlato di aforismi anche se probabilmente avrei dovuto parlare di massime o di slogan o di motti; non lo so come inquadrerete i miei frammenti, come li giudicherete; è un po’ come certi dischi che contengono del jazz mischiato a pop rock, non sai mai in che scaffale cercarli quando entri in un negozio. In fondo che importanza ha? Mi auguro di cuore che tra ciò che leggerete in questo piccolo libro, possiate trovare alcune frasi da ricordare con piacere; sono gocce preziose delle mie convinzioni, delle mie conoscenze e delle mie intuizioni; spero che il libro che tenete tra le mani in questo momento, possa addolcire anche solo pochi minuti della vostra vita.

 

Marco Chierici

 

 

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01 Molti di noi riescono semplicemente a chiedere scusa, talvolta con un bacio impacciato; altri invece fanno un’enorme fatica, affrontano la cosa con vergogna o umiliazione; altri ancora proprio non riescono ad abbassarsi a tanto…; ma è un atto che comunque va compiuto, perché è anche da questi gesti che le persone si formano un’opinione su di noi.

02 Fragilità non è solo donna.

03 Il ritmo di vita a cui siamo sottoposti in questo inizio millennio è semplicemente irragionevole, è pura follìa. Soprattutto chi ottiene successo non smette mai di correre, perché crede giustamente che il tempo sia denaro, ma costoro commettono il tragico errore di non acquistare con quel denaro il loro tempo, unico e drammaticamente irripetibile, dimenticando che un giorno la loro vita terminerà improvvisamente e avranno corso in modo affannoso per nulla, senza aver assaporato quei meravigliosi e semplici istanti che la vita può offrire.

04 Io credo che il famoso equilibrio relativo alla serenità individuale, da ricercare e costruire solo all’interno della propria solitudine, sia indispensabile per ogni uomo dotato di intelligenza.

05 Solitudo vis efficienti est, vis efficienti solitudo est.

La solitudine è creatività, la creatività è solitudine.

06 Si perfectio non est, homo beatus sum.

Se la perfezione non esiste, sono un uomo felice.

07 Labor incommodum est non operare sed electioni.

Il lavoro dev’essere un piacere e non un obbligo.

08 Dolor artem creat cum artifex dolet.

La sofferenza crea l’arte quando a soffrire è l’artista.

09 Epitaffio: “Reveniam meum iter expleturus”

Tornerò per completare il mio percorso.

10 Sto lavorando ininterrottamente da almeno 30 anni e non ho nemmeno un milione in banca; devo aver sbagliato qualche passaggio importante nei miei affari.

11 Il sopravvento inarrestabile di internet sta causando un calo costante nella lettura di libri. Ragazzi, per l’amor di Dio, non cadete in questa clamorosa trappola.

12 La legge è uguale per tutti. Si col cazzo!

13 Sono la stupidità e l’ignoranza che manovrano la violenza. Non fa differenza se riguardano l’aggressore o la vittima, ma uno dei due dev’essersi comportato da stupido.

14 Lascia che la sofferenza altrui tocchi il tuo cuore, ti renderà più lucido e consapevole.

15 La gratitudine, la gratitudine ogni mattina ci può rendere migliori.

16 Lasciamo tante cose scritte colme d’amore e di buoni sentimenti, disseminiamole per il mondo, sempre di più. Qualcuno ne beneficerà, rifletterà, e noi saremo stati utili, almeno un po’.

17 Dovremmo, pur nel nostro irrisolvibile disordine, assimilare l’armonia magica e sublime del jazz.

18 Bisogna prestare più “ascolto” alla nostra vita onirica, perché i nostri sogni contengono molte esperienze della nostra vita reale presente e passata, e la maggior parte di queste sfugge a chi è disattento, privandolo di quelle sensazioni emotive che farebbero di lui una persona più completa e più saggia.

[... ] Vorrei dedicare il libro alle persone che ripetono continuamente: “non ho più tempo per leggere”, forse si avvicineranno ai miei frammenti senza spaventarsi, certi di poter leggiucchiare senza tanto impegno, invece, si sbaglieranno un’altra volta, perché gli aforismi non vanno sottovalutati, vanno invece assimilati, assaporati, memorizzati.


 


Chissà quanti ne abbiamo letti di aforismi e, nonostante la così vasta diffusione, abbiamo difficoltà a trovare a loro una giusta definizione.


 


Sfogliando un dizionario, è proprio di definizione che si parla; aforisma o aforismo, deriva dal greco aphorismòs e significa appunto definizione. Per l’esattezza: definizione che in brevi e succose parole riassume e racchiude il risultato di considerazioni, osservazioni, esperienze.

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