Marco Moretti
Una per stagione

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Titolo Una per stagione
Autore Marco Moretti
Genere Racconti Brevi      
Pubblicata il 14/06/2017
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Questa sera il locale è deserto: ci siamo solo io, seduto a un tavolo accanto alla porta, e il barman, che ammazza il tempo lucidando bicchieri brillanti e spostando lo sguardo dalla tv all’orologio. Talvolta lancia un’ occhiata distratta alla foto, nella cornice di legno, tra le bottiglie alle spalle.

Mi alzo e trascino il quintale verso il banco: metto alla prova lo sgabello e attacco bottone.

- Serata fiacca. – un approccio davvero originale.
- Già. – risposta altrettanto vivace.
- Stasera sono solo.
- Lo avevo intuito.

Mi impegno per animare la serata, ma fatico.

E’ una stagione anomala, l’autunno. Non mi spinge verso niente e nessuno, sono svogliato.

Oltre alla mia voce,  nella tv solo stanche immagini, lo straccio che stride su bicchieri troppo puliti, troppe volte, per troppe sere.

Nelle altre stagioni trovo sempre la compagnia adatta, con cui dividere la serata. Senza dover parlare addosso a un barman.

Prende un altro bicchiere. Controlla tv e orologio, i riferimenti odierni.

L’inverno ad esempio, col freddo e le giornate corte, piovose. O con la neve, la odio. Sei imbacuccato dalla testa ai piedi, ti muovi a fatica e hai freddo. Che c’è di meglio di starsene a casa, al caldo. Non da solo, ovvio.

Il barman gira intorno al bancone e dirige verso la tv. È un modello antiquato, senza telecomando: afferra una sedia e si arrampica. Sbircio verso la foto: lui e una donna piacente, abbracciati.

- Okay, messaggio chiaro. Ti sto scocciando.

L’uomo sulla sedia scorre i canali, fino alle immagini di una partita di calcio. Senza commento. Abbozzo un sorriso complice.

- Ecco dove sono tutti. Beh, ma oggi non fa freddo e la partita è importante. Col freddo invece, dicevo, stai bene a casa al caldo. Meglio se in buona compagnia. Io sono una persona aperta, per quei giorni mi va a genio una tipa scura. L’ho scoperta per caso: sai gli incontri casuali al supermarket? Uno sguardo e scatta l’intesa: vai a casa con le tue fantasie, prepari da mangiare qualcosa di adatto alla stagione, poi è tutta per te. Calda, scura e…impossibile spiegarlo, bisogna provare.

Non indossa la camicia bianca e i pantaloni neri, veste  jeans e felpa. Solo lo straccio è bianco, per pulire il cristallo lindo.

- Poi ti innamori, letteralmente, e ogni sera non puoi farne a meno. E quando non c’è stai male, non riesci a dormire. Settimana dopo settimana, finché le notti si accorciano e la neve sparisce.

Il barman affianca due bicchieri e versa  tequila: alza il suo, lo imito e vado avanti.

- È bella la primavera. Giornate più lunghe, sole e i primi caldi; stai più tempo all’aperto e ti guardi intorno. Non fai spesa al supermarket (sono single, mi piace scegliere le cose da cucinare), ma cerchi i negozietti con i banchi all’aperto e passi qualche ora in libreria. Poi ti siedi in un dehor in pausa pranzo e incontri lei: l’ultima volta ero proprio partito per una rossa.

La tequila è davvero notevole; i bicchieri ne vogliono ancora. Lo straccio resta solo, accanto ai cristalli vuoti e disposti in file. Sentinelle silenziose del vizio.

- Non è un luogo comune, sai? Le rosse sono diverse, devi scoprirle un poco alla volta; lei poi era speciale, più fresca della tipa scura. Ma non da meno, mi appagava tutti  i sensi: si hai capito bene, anche l’udito. Veramente a tutto tondo; e poi rosso e bianco, stanno bene insieme.

Non so come si chiami il barman, vengo qua da pochi giorni e di solito me ne sto al tavolo  lato porta in compagna di un bicchiere. Ma c’è gente e mi piace osservarla, guardare gli uomini con le loro tipe. Oggi non c’è nessuno e mi va di parlare e a lui di ascoltare, per cui vado avanti.

- Che stagione manca? L’estate: ahh, che figata! Notti corte, finestre aperte, caldo e sole. Ti metti addosso uno straccio e via. Non sono proprio smilzo e in spiaggia soffro, meglio la piscina. Nei giorni buoni e nelle ore giuste non c’è poi tanto caos; se eviti i bambini e i vecchi attaccati al bordo te la spassi.

La terza tequila si tuffa dalla bottiglia nella sua area di sosta temporanea.

- Quest’anno con il caldo una rivelazione: bionda, fresca, brillante e vivace. Mi teneva allegro, giusta per il caldo e le ore passate a bordo piscina: con lei avevo i miei momenti piacevoli, anche più volte al giorno. Che vuoi, in estate ci si sente tutti un po’ più giovani.

Metto la mano sopra il bicchiere, rimasto triste senza la compagnia messicana; troppo forte, meglio restare lucido.

- L’autunno invece vado in crisi, non trovo quella adatta a me. Mi ripiego, divento triste: anche se  penso che con l’inverno arriverà lei, questi tre mesi non passano mai.

Mi guarda curioso, strano per un barman: vede ogni tipo di uomo e donna e lo studia, lo archivia in memoria, conosce la vita. Ancora muto, quindi io riattacco.

- Mi serve un consiglio, barman. Per l’autunno.

Non cambia espressione e usa le parole necessarie, niente sprechi.

- Non sono esperto di donne amico, eccetto mia moglie.- mostra l’anulare sinistro e accenna alla foto.
Invece tu sei proprio quello che cerco: ho quella adatta per inverno, primavera e estate. Cosa gustare da settembre a novembre?

L’uomo sorride, finalmente.

- A mio parere non c’è una regola; scegli a pelle, anzi a naso, e buttati. Ho capito che te le assapori a fondo e questo è tutto. Io purtroppo non posso aiutarti, non tengo birre. E neanche farti compagnia da qualche altra parte: appena finisce la partita qui si riempie, sino a notte fonda.
Grazie amico, vado subito a darmi da fare. E non è vero che non mi hai aiutato, anzi mi hai appena dato un’ ottima notizia.

Esco e mi dirigo a piedi dalla mia prossima compagna, non la troverò lontano. Certo sarà solo nelle giornate con una partita, però bisogna accontentarsi. La moglie del barman ha i capelli tinti, ma i capelli importano poco: ciò che conta è tutto il resto, come con la cassiera di colore del supermarket. O la commessa del libraio, rossa d’assalto. E ultima, ma non peggiore, la cameriera del bar della piscina, dai capelli d’oro.

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