Graziella Boldrini
La baita nel cuore

Titolo La baita nel cuore
Autore Graziella Boldrini
Genere Narrativa - sentimentale psicologico      
Pubblicata il 10/09/2017
Visite 1406
Editore liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3688
ISBN 9788893390897
Pagine 64
Prezzo Libro 9,00 € PayPal
Greta è tormentata da un incubo di cui cerca dentro di sé l’origine per potersene liberare. Ma si sveglia a casa di Leon con un vuoto di memoria e si accorge che Leon non c’è. La casa è vuota, unica presenza il gatto. Turbata per la sua psiche e preoccupata per la sorte dell’amico, Greta decide di iniziare un viaggio nell’entroterra ligure amata da Leon, seguendo gli indizi lasciati da lui sul tavolo da disegno: un acquarello incompiuto ed un biglietto per lei. Sceglie come unico compagno di viaggio il gatto, al quale è abituata a confidare le sue ansie. Sarà soltanto alla fine di questo viaggio che Greta riuscirà ad elaborare il significato del suo incubo ed a comprendere la verità.
– Ho fatto un sogno, un sogno orribile. –
Greta si sveglia di colpo, si strofina gli occhi con le mani e poi le passa alle tempie. Sente che scottano. Forse si è addormentata cedendo alla stanchezza e ad un gran mal di testa che la tormenta da giorni, ed è piombata nell’incubo. Sì, deve essere successo così. Non vuole sforzarsi di ricordare il sogno, sa soltanto che l’ha fatta stare molto male. Le restano nella mente immagini confuse, flash, suoni, voci … e molta angoscia.
Ora i suoi occhi sono aperti e si guardano intorno con stupore: nel cielo è da poco sorto il nuovo mattino e nella stanza entra già una bella luce. Greta è a casa di Leon, l’amico di tutta una vita. È seduta su di una sedia, lo sguardo verso la finestra.
Ma Leon non c’è.
E perché lei si trova lì, sola?
Ancora scruta con gli occhi la stanza per cercare una spiegazione, poi guarda sé stessa: indossa la medesima maglia viola del giorno prima; da quanto tempo è lì? Perché non riesce a ricordare nulla, e dove ha trascorso la notte? Forse, prima di crollare addormentata, stava cercando qualcosa nella stanza. Forse cercava per Leon alcuni disegni inerenti il progetto che a breve dovrebbe essere ultimato. Forse.
Leon è un architetto e sta lavorando ad un progetto importante.
La loro storia era nata così, molti anni prima, di fronte ad un progetto, con la gioia che nasce dal creare cose belle, amarle come creature, donarle agli altri. Greta non era mai stata così felice. Accanto a Leon era diventata più forte.
Ma gli anni trascorsi hanno portato il fardello della sofferenza per entrambi e grandi affanni in famiglia hanno tolto a Greta la serenità. Una grave malattia della madre e la sua perdita, non ancora elaborata, l’hanno resa molto fragile e stanca. – Ho esagerato – dice fra sé – ho pensato di farcela, di riuscire a farmi carico di tutto senza chiedere aiuto, invece non sono così forte. Il dolore e la stanchezza hanno reso il mio cuore pesante, credo di aver superato la soglia di resistenza. Forse sto perdendo il senno. –
Leon invece non si arrende mai, la sua grande creatività non viene meno neanche davanti alle prove che stanno minando pesantemente la sua salute. Che splendido esempio di coraggio sa dare a Greta, che invece ha ormai bisogno di essere spronata per ritrovare la sua forza.
– Piccola, dov’è finita la tua grinta? – le dice ormai molto spesso Leon. Allora lei si aggrappa alle sue risorse e guarda avanti. Può ancora farcela.
Ma questo vuoto che oggi sente dentro, questo smarrimento, come lo colmerà? Riuscirà davvero a curare l’animo sofferente ed a guardare il cielo con occhi nuovi? Le sarebbe utile confidarsi ancora con Leon, ma ora lui dov’è? E soprattutto perché lei si è appena risvegliata su di una sedia con un preoccupante vuoto di memoria?
Dalla finestra semiaperta il sole entra ed illumina tutta la stanza. L’aria del tiepido mattino di primavera porta in sé i suoni della strada, voci di donne, di uomini, di bambini, l’abbaiare di un cane, la campana della piccola chiesa che scandisce le ore. Il centro storico della città straborda di vita.
– Il mio centro storico! – pensa Greta – Mi mancherà moltissimo quando Leon deciderà di trasferirsi nelle amate valli dell’entroterra ligure. Questo è un mondo che brulica di persone e di accadimenti, istante dopo istante. Quando, per poche ore notturne, regna il silenzio, allora parlano i muri di pietra ed i tetti d’ardesia delle case. Grigia nei tetti, ma colorata nell’anima, Genova ha il suo respiro profondo. –
Ancora in preda ad uno strano quanto spiacevole malessere, Greta cerca di ricordare i fatti degli ultimi giorni, ma è come se una nebbia li nascondesse alla sua mente. Si sforza di darsi una motivazione convincente: – Sono crollata perché come sempre ho preteso troppo da me, ma ora devo risalire la china perché l’incubo che ho appena avuto è un campanello d’allarme per la mia psiche. Voglio tornare ad essere me stessa ed aiutare ancora Leon. – Ma questo non basta a fare chiaro in lei.
Gli oggetti della stanza possono darle qualche indizio che le faccia tornare la memoria recente: vede alcune copie di una relazione e ricorda di averle stampate pochi giorni prima. Dopo c’è ancora il vuoto.
Sul tavolo da disegno è fissato un grande foglio con un dipinto ad acquarello. È un paesaggio campestre con grandi macchie di colore. Il quadro non è finito ma è ugualmente capace di rivelare la bravura di Leon come acquarellista.
C’è un biglietto appuntato sul tavolo, con una nota a matita:
“ Per Greta: Arriveremo alla Baita?”
Ecco l’indizio che cercava! Leon le ha lasciato questo messaggio che lei sola può capire fino in fondo. La Baita è un simbolo, una speranza, un luogo sognato che vorrebbe diventare concreto, una casetta in campagna al limite del bosco dove godere dei colori della natura e poterli riportare sul foglio da disegno. Questa Baita esiste da qualche parte, ma Leon non l’ha ancora trovata, anche se innumerevoli volte ha ispezionato le valli dell’entroterra ed ha individuato alcuni posti che potrebbero ben rappresentare il prescelto.
Loro ne parlavano quasi ogni giorno, la Baita era diventata un simbolo di pace, il premio meritato per tutto il lavoro fatto in una vita, a volte diventava la speranza per superare le difficoltà. Per trovare questo posto Leon le ha chiesto aiuto, ma questa volta lei non è stata ancora capace di fare qualcosa di concreto ed ora ne è rammaricata.
Greta è tormentata da un incubo di cui cerca dentro di sé l’origine per potersene liberare. Ma si sveglia a casa di Leon con un vuoto di memoria e si accorge che Leon non c’è. La casa è vuota, unica presenza il gatto. Turbata per la sua psiche e preoccupata per la sorte dell’amico, Greta decide di iniziare un viaggio nell’entroterra ligure amata da Leon, seguendo gli indizi lasciati da lui sul tavolo da disegno: un acquarello incompiuto ed un biglietto per lei. Sceglie come unico compagno di viaggio il gatto, al quale è abituata a confidare le sue ansie. Sarà soltanto alla fine di questo viaggio che Greta riuscirà ad elaborare il significato del suo incubo ed a comprendere la verità.

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi