Natale Bigini
Il terapeuta in analisi

Titolo Il terapeuta in analisi
Autore Natale Bigini
Genere Narrativa - Psicologico      
Pubblicata il 30/01/2018
Visite 1187
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3684
ISBN 9788893390804
Pagine 158
Prezzo Libro 13,00 € PayPal

Versione Ebook

ISBN EBook 9788893390811
Viene spesso chiesto agli scrittori se la loro opera sia autobiografica. Mi sembra una domanda strana, in un certo senso superflua. Da dove altro dovrebbe nascere l’opera se non da se stessi? Ma mi chiedo se venga fatta perché rimane comunque qualcosa di misterioso nella conversione dell’esperienza in rappresentazione. Eppure è qualcosa che facciamo continuamente. Lavoriamo sulle nostre vite senza sosta; le nostre menti generano e inventano.
Scrivere un libro è come partorire un figlio, per la mamma il suo è il più bel bambino del mondo. Anche per lo scrittore il suo libro è il più bello che abbia mai scritto, ma sarà il lettore che gli darà il giudizio definitivo e inappellabile.
Jole Baldaro Verde
Se “Il terapeuta in analisi” ha un inizio e una fine, il merito va ai miei analisti che, durante il corso della mia vita, mi hanno condotto verso la conoscenza di me stesso e a loro va tutta la mia riconoscenza. Un altro ringraziamento va al Dottor Calcagno Vittorio per l’aiuto che mi ha dato nella supervisione del testo e alla Professoressa Jole Baldaro Verde, da lei ho appreso i segreti sulla sessualità e sulle patologie ad essa connesse, alla dottoressa Ribola Martina va il mio ringraziamento per l’aiuto che mi nell’indirizzarmi verso un uso corretto di quello che per me è uno strumento infernale: il computer. Fondamentale è stata per me anche la professoressa Jole Baldaro Verde, da cui ho appreso i segreti sulla sessualità e sulle patologie a questa connesse, e la pazienza di mia moglie Valentina che, durante la stesura del testo, ha tenuto a freno la sua grande passione per il giardinaggio, dandomi il tempo e la tranquillità necessaria per concludere il mio testo. Inoltre ringrazio la dott.ssa Vanda Valci e la dott.ssa Rita Lia per aver accettato di presentare il libro. Infine ringrazio i miei pazienti che mi hanno tenuto compagnia durante tutta la mia di attività: non so cosa e quanto io abbia dato a loro, ma so quanto loro hanno dato a me; durante i trentacinque anni di attività loro mi hanno tenuto compagnia dandomi l’opportunità di vedere che anch’io, con il tempo, stavo cambiando, che il mio modo di lavorare era diverso, che stavo diventando più sicuro e più attento, che quindi potevo dare a loro qualcosa di più. La mia attività di psicoterapeuta, con l’età e con gli acciacchi, sta diminuendo, ma ne comincia un'altra più tranquilla; è vero che la vita, per viverla con coraggio, chiede molto ma è altrettanto vero che, a un certo punto, si deve pretendere che lei renda almeno una parte di quello che le abbiamo dato, conquistando finalmente il diritto di vivere gli anni che rimangono non come se fossero gli ultimi ma come i primi di una vita fatta di quelle soddisfazioni che non ci siamo permessi di realizzare.
La scrittura de “Il terapeuta in analisi” è stata per Sandro un’esperienza molto impegnativa perché, ritornare indietro nel tempo, è stato come il riaprire un vecchio baule rimasto un tempo immemorabile abbandonato in una soffitta; ha rovistato al suo interno e infine ha trovato quello che in tanti anni di vita aveva inutilmente cercato. È nata così l’esigenza di scrivere; scettico sulla riuscita di questa impresa, con il passare del tempo sentiva che stava prendendo confidenza con la sua storia e che il suo linguaggio cambiava divenendo più fluido, più trasgressivo, più diretto. Scrittura come specchio del sé, lunga indagine sulle cause di un malessere personale, spezzato nel romanzo da aneddoti più lievi, quasi a voler respirare e a voler gridare: “io sono anche questo”. La storia dunque di uno psicoterapeuta che è costretto a fare due terapie di sostegno e due analisi del profondo, nell’arco di quarantacinque di anni di vita e di quindici anni di analisi, intervallati da periodi nei quali si illudeva che i suoi problemi fossero in via di risoluzione, ma che prevedevano in realtà un lungo e doloroso cammino. È stata la presa di coscienza di un fatto, apparentemente banale, del quale aveva discusso molte volte in seduta, ma che non aveva mai preso in considerazione, che lo ha portato a intravvedere quella luce che per lunghi anni aveva percepito solo da lontano. Nelle ultime sedute il primo segnale: si accorse che finalmente poteva affrontare la figura del padre padrone nelle persone che incontrava senza avere nessun sintomo ansiogeno che non aveva più nessuna necessità di utilizzare il linguaggio ambiguo che fino a quel momento, aveva avuto il compito di confondere e di nascondere a tutti quello che lui pensava. Che era veramente finita ne ebbe la conferma quando guardandosi attorno poté camminare liberamente per la strada senza nessuna paura di essere perseguitato dai suoi fantasmi. Tutto questo avvenne in pochi mesi, fino a quando arrivò l’ultima seduta, nella quale poté dire all’analista che non sarebbe più andato. Quando Sandro, per maggior sicurezza, gli chiese: “lei cosa ne pensa?”
L’analista fece un segno di assenso e allora Sandro tirò un sospiro di sollievo, finalmente il lavoro era concluso. Che era veramente finita se ne accorse quando, guardandosi intorno, si rese conto che non era più solo ma che, a fianco a lui, camminavano i suoi terapeuti.
Viene spesso chiesto agli scrittori se la loro opera sia autobiografica. Mi sembra una domanda strana, in un certo senso superflua. Da dove altro dovrebbe nascere l’opera se non da se stessi? Ma mi chiedo se venga fatta perché rimane comunque qualcosa di misterioso nella conversione dell’esperienza in rappresentazione. Eppure è qualcosa che facciamo continuamente. Lavoriamo sulle nostre vite senza sosta; le nostre menti generano e inventano.
Scrivere un libro è come partorire un figlio, per la mamma il suo è il più bel bambino del mondo. Anche per lo scrittore il suo libro è il più bello che abbia mai scritto, ma sarà il lettore che gli darà il giudizio definitivo e inappellabile.
Jole Baldaro Verde

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