Guido De Marchi
Aria di Natale

Vedi
Titolo Aria di Natale
Autore Guido De Marchi
Genere Narrativa      
Pubblicata il 17/12/2018
Visite 173

Aria di Natale

 

Pochi giorni a Natale, l’aria fredda ed una noiosa pioggerella rendono quasi invisibili gli addobbi luminosi delle vie; frettolosa la gente mi scorre accanto carica di borse e pacchetti che rendono difficoltoso l’uso dell’ombrello. Da qualche angolo arriva il suono di un sax che improvvisa arie di jazz che si sovrappongono allo scalpiccio dei passi sul suolo bagnato. La gente si ammucchia  nelle zone porticate che riempie di un fitto brusio di voci. Solo la rumorosa esuberanza dei giovanissimi, in cerca di regali, rammenta il clima della festività.

In questo clima dicembrino si coglie una certa voglia di festa, ma nell’atmosfera un po’ convenzionale di svolgimento, in quest’inizio del terzo millennio, a chi come me era abituato a vivere questi momenti con l’odore delle arance, il balsamico profumo degli alberi di pino, un continuo trillare di campanellini in compagnia del suono delle zampogne, non ne fa percepire la solennità, ma piuttosto sembra di assistere ad un rituale del tutto formale, privo di pathos e di reale partecipazione.

Visivamente sembra sempre una grande festa, ma è tutto un apparato scenico che non riesce a recuperare quella gioia di viverla che porto dentro, prezioso e indimenticabile patrimonio spirituale del mio passato e penso di vivere ormai in un altro tempo. A smentirmi, ogni tanto, il trillo di qualche bambino che ancora riesce ad esprimere la sua meraviglia... è allora che ritrovo un po’ dello spirito della festività che ho nell’animo.

Un piccolo episodio, mentre percorro il lungo sottopasso sotto la stazione ferroviaria, mi coinvolge improvvisamente, il suono arriva dall’altra parte del tunnel, c’è troppa gente ed ancora non riesco a vedere, ma ci sono alcune persone che stanno cantando una canzone dei Queen. Quando mi avvicino scopro che si tratta di un gruppetto di persone che allietate da un qualcosa che trasmette un qualche apparecchio in loro possesso, stanno bevendo birra. Li riconosco, sono un gruppo di sbandati che si incontrano solitamente sulle panchine fuori dal tunnel dove ogni tanto chiedono un obolo. Ora sono nel tunnel per stare al riparo... bevono e cantano “We are the champions” ridendo a applaudendosi.

Non so perché, ma viene in mente la volta che, dal suolo del cortile della scuola asfaltato pochi mesi prima, ho visto emergere, con mia grande sorpresa, un filo d’erba, percependo così quanto sia tenace la voglia di vivere.   

 

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi