A.N.D.O.S. onlus
Quale terapia... LA MIA a misura di donna

Titolo Quale terapia... LA MIA a misura di donna
autori Fulvia Pedani - Roberto Gandoli
Autore A.N.D.O.S. onlus
Genere Medicina      
Pubblicata il 04/05/2019
Visite 181
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Fuori Collana  N.  3739
ISBN 9788893391542
Pagine 48
Note un’idea di di Fulvia Pedani - Fotografie di Roberto Gandoli
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Il progetto fotografico “Quale terapia... LA MIA a misura di donna”, realizzato con il fotografo Roberto Gandoli e le Donne che stanno vivendo un’esperienza attiva di cancro, vuole essere una condivisione coinvolgente di esperienze e emozioni con l’intento fondamentale di dare un segnale di speranza e rendere consapevoli le altre Donne di quanto un’esperienza cos`i particolare, che anche nelle fasi più precoci viene percepita come una minaccia per la vita e spesso vissuta come una morte annunciata, possa portare a un cambiamento sostanziale, che rafforza e dona non solo un coraggio inatteso nell’affrontare le avversità secondo una scala di valori e priorità assolutamente modificate, ma regala una maggiore serenità e gioia di vivere, grazie anche alla migliore tolleranza delle nuove terapie, che permettono un più rapido reinserimento sociale e lavorativo non solo nelle forme iniziali ma anche in quelle più avanzate di malattia. 

La ricerca scientifica, negli ultimi anni, ha fatto passi da gigante determinando un cambiamento di paradigma nel trattamento del cancro ed in particolare del cancro al seno. Oggi rispetto al passato, la sopravvivenza delle donne operate al seno è progressivamente migliorata con un vantaggio significativo anche in termini di qualità della vita. I trattamenti innovativi, oltre a migliori risultati, grazie a una più facile somministrazione, minori complicanze, minore ospedalizzazione, consentono una maggiore autonomia anche grazie agli effetti positivi sul dolore, facilitano in modo significativo la vita

di relazione e la ripresa dell’attività lavorativa, con un elevato ritorno sociale e personale. La diagnostica molecolare consentendo di meglio identificare la probabilità di recidiva e l’efficacia dei farmaci permette una sempre maggiore possibilità di personalizzazione delle cure.

Il progetto fotografico “Quale terapia... LA MIA, a misura di donna”, realizzato con il fotografo Roberto Gandoli e le Donne che stanno vivendo un’esperienza attiva di cancro, vuole essere una condivisione coinvolgente di esperienze e emozioni con l’intento fondamentale di dare un segnale di speranza e rendere consapevoli le altre Donne di quanto un’esperienza così particolare, che anche nelle fasi più precoci viene percepita come una minaccia per la vita e spesso vissuta come una morte annunciata, possa portare a un cambiamento sostanziale, che rafforza e dona non solo un coraggio inatteso nell’affrontare le avversità secondo una scala di valori e priorità assolutamente modificate, ma regala una maggiore serenità e gioia di vivere, grazie alla migliore tolleranza delle nuove terapie anche nelle forme più avanzate di malattia. Roberto Gandoli con garbo e discrezione ha lavorato con la parte più sensibile, con quell’umanità fragile bisognosa di essere accolta di Donne con un difficile percorso di vita e malattia, riuscendo a dare voce alle emozioni più profonde e difficili da esprimere con le parole, portando una testimonianza diretta, potente e genuina, del loro vissuto senza scadere nel senti- mentalismo e nella spettacolarizzazione sebbene emotivamente partecipata, nel più profondo rispetto delle caratteristiche di ciascuna. Sfumature della realtà, sguardi che documentano lo stato delle cose e che svelano in modo sottile divoranti inquietudini come pure la grande voglia e gioia di vivere di Donne in terapia da tempo.

Una raccolta di fotografie accompagnate dai pensieri, con la grazia della complementarietà tra scatto e parola, dove uno è il valore aggiunto dell’altro che evoca profonde emo- zioni nell’osservatore. Un viaggio in cui l’immagine: il pensiero, e la parola scritta: il racconto, trovano un percorso comune che trasporta il lettore in una sorta di dimensione “altra” permettendo alla fotografia di superare le difficoltà non esternabili con le parole. La fotografia è uno strumento comunicativo immediato e universale, che consente di esprimere simultaneamente pensieri, affetti, dubbi, desideri, sofferenza. inquietudine in un solo istante. Quando le parole mancano o non bastano per descrivere un vissuto o un’emozione la fotografia è un potente medium artistico, la cui forza catalizzatrice è data dalla capacità di rievocare il simbolico personale del paziente, aiutandolo a far riemergere emozioni e vissuti che vengono trasferite direttamente all’osservatore, prendendo vita potentemente. La fotografia diviene la bussola per orientarsi nel mondo esterno e riconnettersi col proprio mondo interiore stimolando l’immaginazione e le potenzialità narrative di ciascuno; agisce da esca per l’emozione, promuove la riflessione e diventa conoscenza scaturita dal silenzio contro il rumore, dalla lentezza contro la velocità, dal mistero contro la banalità, dallo stupore contro l’indifferenza.

 

Dopo aver vissuto un momento difficile della propria vita, se si decide consapevolmente di utilizzare la fotografia per esplorare il proprio vissuto, la propria resilienza, allora quell’azione acquista un valore terapeutico nel permettere di “portare fuori” il proprio disagio, dargli una forma visibile, separata da sé, con una serie di riflessioni, di stimoli, di pensieri che acquistano un significato molto più profondo. La fotografia diventa così un momento non solo di dialogo ma anche di terapia, in grado di promuovere cambiamenti positivi nell’individuo e stimolarne una maggiore consapevolezza, ridurre l’esclusione sociale e più in generale favorire processi di benessere. Una terapia che non cura ma ha cura, che non guarisce ma aiuta, tanto lontana dagli standard medici e scientifici quanto vicina ad un’estetica istintiva ed emozionale che lenisce le durezze della vita e rende conoscibile l’inconoscibile.

“Quando l’invisibile si è fatto visibile, in quel preciso istante un pezzo di mondo è morto ed è rinato altrove. La fotografia terapeutica è quell’atto in cui l’immagine diventa palco- scenico del proprio malessere.”
(Carlo Riggi). Un lavoro fotografico come esempio di reportage analitico-psicologico.

Cav. Dr.ssa Fulvia Pedani Coordinatore Nazionale AN.D.O.S. onlus Presidente A.N.D.O.S. onlus Comitato di Torino 

Il progetto fotografico “Quale terapia... LA MIA a misura di donna”, realizzato con il fotografo Roberto Gandoli e le Donne che stanno vivendo un’esperienza attiva di cancro, vuole essere una condivisione coinvolgente di esperienze e emozioni con l’intento fondamentale di dare un segnale di speranza e rendere consapevoli le altre Donne di quanto un’esperienza cos`i particolare, che anche nelle fasi più precoci viene percepita come una minaccia per la vita e spesso vissuta come una morte annunciata, possa portare a un cambiamento sostanziale, che rafforza e dona non solo un coraggio inatteso nell’affrontare le avversità secondo una scala di valori e priorità assolutamente modificate, ma regala una maggiore serenità e gioia di vivere, grazie anche alla migliore tolleranza delle nuove terapie, che permettono un più rapido reinserimento sociale e lavorativo non solo nelle forme iniziali ma anche in quelle più avanzate di malattia. 

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