Maria Rosa Cresci
La Cà Grand

Titolo La Cà Grand
Autore Maria Rosa Cresci
Genere Narrativa      
Pubblicata il 04/05/2019
Visite 146
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3733
ISBN 9788893391580
Pagine 132
Prezzo Libro 12,00 € PayPal
Che mistero si cela dietro la sparizione delle capre nella bella fattoria di Rose, faticosamente rimessa in piedi da lei e il marito?
E chi è in realtà Zeno, l'ultra centenario che ha preso possesso del piccolo podere adiacente quello di Rose?
I tre giovani investigatori, nipoti di Rose, arrivati dalla lontana città e catapultati nell'avvincente avventura, riusciranno a svelare l'arcano e a riportare l'armonia nel piccolo paradiso, la fattoria di Rose, con la grande casa, situata sulla verdeggiante collina.
Vuoi tu Caterina Celesta prendere il qui presente ecc. ecc. la guerra incombe ma la vita continua. Nella piccola chiesetta di campagna il parroco benedice gli anelli nuziali: sono di ferraglia, non si trova più neanche l’ottone, non parliamo dell’argento, sparito anche quello. L’oro è stato donato alla patria dagli zelanti patrioti incalzati dal regime vigente. Tutte le spose hanno donato quel prezioso simbolo, per molte di esse è l’unico gioiello in loro possesso. Si chiama fede nuziale, ma loro vi hanno rinunciato per amor di patria. Quell’amor di patria che si prenderà in cambio la giovane vita di marito, fratelli, figli.
Dopo la benedizione che conclude la breve cerimonia, i giovani sposi si recano a casa della sposa per un brindisi e un breve saluto ai pochi amici e parenti. Un bicchiere di vino e una fetta di torta fatta in casa, il loro rinfresco di nozze è tutto lì. Un saluto veloce agli invitati, poi di corsa in stazione, dove, si spera passi un treno per la città, loro capoluogo di provincia. Quello fu il loro viaggio di nozze… Beata giovanile incoscienza, ieri come oggi, esige una vita normale. Che importa se prendere un treno può essere pericoloso, il pericolo è ovunque e loro cercano una breve parentesi di oblio. Un po’ di intimità che non riusciranno più ad avere in quella grande casa dai numerosi abitanti che li attende per l’inizio della loro, si spera, lunga vita coniugale. Un paio di ore per percorrere sessanta chilometri in terza classe, su un treno malconcio e lento, un paio di ore per tenersi per mano e parlare del loro incerto futuro. Chissà se ci furono baci? Non importa l’amore c’era di sicuro. Un paio d’ore ed ecco Parma, scendono dal treno e suona l’allarme. Corrono come tutti nel rifugio prossimo alla stazione. Sono piuttosto eleganti confronto al resto degli esseri umani impauriti e trafelati, arrivati di corsa al rifugio antibombe. Una vecchia signora li guarda e sorride, intuisce che sono freschi sposi, sposi di guerra. Poi il cessato allarme li riporta alla luce del sole di giugno, in una città ferita a morte cercano un posto dove mangiare qualcosa. Trovano una vecchia trattoria vicino al palazzo ducale – Qui si mangia bene – dice l’uomo rivolto alla giovane sposa. Per un momento ha dimenticato la guerra, niente è uguale a prima se c’è una guerra in corso. Se ne rendono conto appena entrati nella trattoria; non c’è nessun cliente in attesa di mangiare e non c’è nessun odore che indichi una cucina nel pieno delle sue funzioni. Si presenta una gentile signora e – mi scuso – dice loro, – posso servirvi due uova e un po’ di pane nero. – Non si preoccupi va più che bene – risponde sorridendo il giovane. È alto e muscoloso, si capisce dalla muscolatura che è uno che lavora sodo, pensa amaramente l’ostessa, sicuramente un contadino. Osserva meglio la giovane coppia, sono molto belli, lei soprattutto è veramente una bella ragazza; occhi splendidi che traspaiono un velo di tristezza, ma il sorriso è dolce, l’ostessa non può fare a meno di provare un piccolo brivido di emozione. Chissà che destino attende questa giovane coppia, pensa, sicuramente avrebbero mangiato meglio a casa loro. I contadini erano forse gli unici a potersi permettere un pasto decente in quel triste periodo, presentare loro uova e il pane nero della tessera annonaria non è il massimo, lo sguardo comprensivo del giovane marito rende meno triste il triste pranzo.
La festa, se così si può chiamare, finisce in fretta e, bene o male gli sposini arrivano a casa. Siamo in estate; una mole di lavoro li attende lasciando loro ben poco spazio a una intimità che in seguito verrà chiamata luna di miele. La loro luna scandisce i ritmi di lavoro, finché c’è luce si lavora. La giornata inizia all’alba e finisce col buio, se c’è luna piena va avanti anche nella notte. Si lavora meglio, nelle fresche notti estive. La stanchezza poi è tanta e lascia poco spazio alle effusioni d’amore che si convengono a due giovani sposi. Quelle possono attendere l’inverno, il freddo richiede l’avvicinarsi dei corpi in cerca di calore. La bella sposina viene accolta con diffidenza nella Casa Grande, o meglio “La Cà Grand, come viene semplicemente chiamata la casa che accoglie chiunque lo chieda, con amorevole senso dell’ospitalità. È troppo bella, ciò rende la famiglia un po’ diffidente. La nonna è molto rigida, quasi fredda, la sorella maggiore dello sposo, nubile, è seccata: forse ha ragione, pensa che qualcuno prenderà il suo ruolo nella conduzione della casa, i due fratelli dello sposo, scapoli, sono un po’ invidiosi nei riguardi del (secondo loro) fortunato fratello, loro sono più belli, ma la timidezza li rende insicuri e le ragazze non li considerano molto. Solo il nonno prova una simpatia immediata per la giovane nuora. L’accoglie con l’affetto di un grande padre qual è. Fa parte della numerosa famiglia anche un bambino, orfano di madre. Ha circa sei anni, è nato a Parigi, ed essendo la madre morta di parto i nonni paterni l’hanno accolto nella grande casa.
Che mistero si cela dietro la sparizione delle capre nella bella fattoria di Rose, faticosamente rimessa in piedi da lei e il marito?
E chi è in realtà Zeno, l'ultra centenario che ha preso possesso del piccolo podere adiacente quello di Rose?
I tre giovani investigatori, nipoti di Rose, arrivati dalla lontana città e catapultati nell'avvincente avventura, riusciranno a svelare l'arcano e a riportare l'armonia nel piccolo paradiso, la fattoria di Rose, con la grande casa, situata sulla verdeggiante collina.

 

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