Giuseppe Serra
Non c’è niente sulla tela

Titolo Non c’è niente sulla tela
Autore Giuseppe Serra
Genere Poesia      
Pubblicata il 01/08/2021
Visite 61
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3799
ISBN 9788893392570
Pagine 68
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Questi testi, in cui ritroviamo una profonda introspezione e piacevoli rimandi leopardiani, avvolgono il lettore nella poesia come rivelazione e come liberazione del soggetto dal senso comune.
Quello che in principio sembra irrazionale e incomprensibile acquista una logica propria, una verità che lotta per nascere attraverso la dialettica delle immagini, dove la parola rivela un senso quasi magico, alchemico, capace di rivelare al lettore nuove realtà.
La distanza è scolpita nella nebbia che offusca 
il ricordo e la mia anima. 
Ma mi sono svegliato gridando, un grido muto
come la luce e il calore del ricordo,
o come le parole che non esistono,
ma gli occhi ormai sono tristi, rivolti solo al passato.
Perduto in nessun luogo mentre il tempo
scivola via come in un sogno.
Ma in un mondo di ombre le mie parole sono silenziose,
la lingua morta e la passione spenta.
 
Mi sono innamorato di te una notte qualunque, come per errore.
Mi sono perso per una strada incustodita per ore, come per noia 
quando si trova l’amore.
Mi sono innamorato di un fiore e forse 
ti bagnerò come le lacrime quando perdono il loro sapore e 
custodirò il tuo ricordo nel giardino del mio cuore.
Urlerò il tuo nome ai tramonti?
Canterò il tuo profumo al vento?
Attraverserò tutti i ponti?
Ma nessuno potrà comprendere ciò che sento
quando il corpo è una catena ingiallita, la parola un silenzio antico,
le ali spezzate dal volto irriconoscibile del tempo e 
l’anima sola come la solitudine della natura.
 
 
Costretto all’isolamento mi rifugio nella memoria
alla ricerca di un ricordo che possa rispondere ad un nome.
Potrò fermare l’apparenza temporale?
Fra le rovine del mio cuore non trovo che una piccola luce, 
assomiglia a un’oscena fiaccola o un silenzio sconfinato e
l’aria è senza vento,
la terra senza acqua,
le città senza mura.
Sarà l’assenza della tua bocca,
l’assenza della presenza.
E continua a piangere, senza vederti,
la mia malinconia.
Questi testi, in cui ritroviamo una profonda introspezione e piacevoli rimandi leopardiani, avvolgono il lettore nella poesia come rivelazione e come liberazione del soggetto dal senso comune.
Quello che in principio sembra irrazionale e incomprensibile acquista una logica propria, una verità che lotta per nascere attraverso la dialettica delle immagini, dove la parola rivela un senso quasi magico, alchemico, capace di rivelare al lettore nuove realtà.

 

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