Pier Paolo Sciola
Il Mio Zoloft E´ Sempre Stato Un´ Altra - sognarci un giorno di vacanze.

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Titolo Il Mio Zoloft E´ Sempre Stato Un´ Altra - sognarci un giorno di vacanze.
Autore Pier Paolo Sciola
Genere Poesia      
Pubblicata il 03/05/2003
Visite 2459
Punteggio Lettori 120



Oggi mi risento
comincio a risentirmi dentro nei
pulviscoli qualcosa come
di sangue che s'allegra
lieto ancora casa
a ritrovarsi

Ha preso il treno lei
prende sempre qualcun altro
dei suoi sogni in malattia
quella che non si può dire né
si possono azzurrare mai
con un'amica a traguardarsi in
specchi indifferenti di città...

- e' stato il rimandarmi al suo settembre
dove si pensa e non si fa per Dio
e solo ci si sogna di smetterla alla fine
la commedia -

L'altra invece è lì che aspetta
forse il suo ritorno
negli orari d'ogni dove
che s'impiccano al dovere e non
sospetta di contiguità
chissà rivali se sapesse o
cognizione d'altre date

- sono queste le stazioni
un putiferio di speranze
le segherie moderne
in assenza stroboscopiche di lucciole -

Adesso c'è un silenzio
che mi scuoce qui in cucina
senza gemma di televisori
al muto uccelli sempre
che si cantano vacanze un poco
pensi ai nidi come mai
nel doversi ogni giorno da mangiare
nel sogno del tuo vino
cha sale poco e male
e non ce n'è

La pasta sembra scotta il
patè d'homme di polvere per dire
altra è la gente al dente
che mi manco per un pelo ma
sono ad alzo zero a fucilare
qualcuna poi cadrà se non
mi gioca ancora la pietà
la che diventa odio dopo
specie nelle donne indifferenza
ostentata a ricusare 'ganas'
un tempo avute rosse rosse
nelle gote di bambine belle
belle belle del si darsi
socchiuse aperte alla fiducia

- sei un gran bastardo, hai detto
quando ti ho rivelato il gioco
per lubricare insieme e continuare -

E' il finale che difetta per
non dire dell'inizio mi sollazzo
nel durante fatto apposta

- ti manca sempre un po' di me
quello che mi tengo
per decidermi alla fine -




Commenti dei Lettori
Commento della redazione

quando fai così t'ammazzerei, sì. Ma è lungo, basta.
Voto Attribuito: 5
Rosamaria Caputi (03/05/2003)

...è strano oppure no, non so, ma vorrei allo stesso tempo buttarla via questa poesia e saperla pensare...
Voto Attribuito: 5
LU (03/05/2003)

straordinaria, viene da alzare la voce
Voto Attribuito: 5
gonna a pieghe (03/05/2003)

non ho la più vaga idea di cosa sia lo zoloft ma quando arrivo in fondo mi sento una musica
Voto Attribuito: 5
francesco ghezzi (03/05/2003)

Ti preferisco in prosa (ma solo perchè la poesia raramente la capisco).
Voto Attribuito: 5
schuster (03/05/2003)

Hai il dono del raccontare in poesia...molto molto bravo!
Voto Attribuito: 5
Marina Minet (03/05/2003)

...e me lo dicevano che poi in fondo quando Sciola si ci mette, le fa suonare tutte...
Voto Attribuito: 5
daniela barbaro (03/05/2003)

ha ragione la Caputi.
Voto Attribuito: 5
pathos & logico (03/05/2003)

Quando arrivo alla fine, mi meraviglio pure di aver capito. Di aver seguito persino una storia. Anche Sal P mi fa questo effetto a volte. Mi piace questo modo.
Voto Attribuito: 5
Quella (04/05/2003)

fila via come il treno da cui sono appena scesa dimenticandomi ancora ( sì ancora)di" obliterare"(perchè?).5 euro la multa, è una pacchia ora.
Voto Attribuito: 5
ludovica (04/05/2003)

Baciati il tallone, il bordo duro...
Voto Attribuito: 5
fabrizio pittalis (05/05/2003)

Si diceva di speranza, qualcosa così. Spostamento minimo di baricentro all'esterno, you know?, equilibri personali mai definiti(vi). Automedicarsi, leggere con avvertenza le istruzioni. A ognuno il suo farmaco. Ritmi come questo, certi giorni, bastano e avanzano salute. Mira sempre buona. Nel caso, via la sicura che, magari, ferisce più di spari addosso.
Voto Attribuito: 5
Silvia Ponti (06/05/2003)

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