Alessandra Palombo
Camera oscura : G E N O V A

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Titolo Camera oscura : G E N O V A
Autore Alessandra Palombo
Genere Poesia      
Pubblicata il 13/06/2003
Visite 5051
Punteggio Lettori 127
Note Per Anna Fabiano, il racconto non mi è venuto, è uscita invece questa.

Ti ho respirato tramite mia madre, poi ti ho persa

Da lontano, ancora, ti ho incrociata


Portavi il lutto al braccio


M’avevi tolto il padre

e mi consolasti con cesti natalizi


Poi tra noi fu tregua alimentata da un fitto misero


Un giorno mi decisi ad arrivare sulla soglia

a recidere quel filo che dal cordone ombelicale

ci aveva unite senza farci mai incontrare


Adesso verrò a conoscerti dal vivo,

mai avrei pensato per opera di versi.



Commenti dei Lettori
Commento della redazione

Forse sarebbe stato meglio un racconto, o forse dovro' rileggerla?...nulla da dire alle parole, o forse dormo ancora, vorrei capire di piu'
Voto Attribuito: 4
abraxas (13/06/2003)

Mia madre mentre era incinta di me abitava a Genova, poi si trasferì prima del parto. In seguito, mio padre che lavorava per armatori genovesi morì in un incidente su una nave, per anni a Natale gli armatori genovesi spedivano cesti pieni di ogni ben di Dio a noi bambini oramai orfani.Ereditai poi una piccola casetta nel centro di Genova. Non l'ho mai vista e l'ho venduta in seguito firmando il contratto di vendita a Genova Pegli. Il 21 sarò a Genova per l'incontro di LDS. Comunque hai ragione è in effetti una poesia molto intima e quindi di non facile lettura per chi legge. ciao salsedine
salsedine (13/06/2003)

Tristezza e ansia per quello che sarà un "pellegrinaggio"...
Voto Attribuito: 5
ventodeltempo (13/06/2003)

Sandra questo tuo frammento, della cui dedica ti ringrazio ( hai letto il mio animo stanotte?) mi commuove fino alle lacrime. Ci sono storie che si narrano con dovizia di particolari, ci sono storie che si narrano solo con uno sguardo. Ci sono storie che si urlano, che si sussurrano, che si addormentano in noi e a volte si svegliano improvvise. Mentre tu scrivevi la tua piccola storia in versi, io pensavo a Nina stanotte e la cantavo a mio figlio.
Voto Attribuito: 5
Anna  Fabiano (13/06/2003)

Al mattino apro LDS, ed un profumo di Salsedine, in queste Tue parole, rinfresca per un attimo questa torrida estate, è un abitudine leggerti piacevolmente.
Voto Attribuito: 5
Edo e le Storie Appese (13/06/2003)

Una feroce malattia, tempo fa mi ha portato via una dolcissima amica. Vado a trovarla spesso, dove lei riposa in pace, ma la sua anima ha lasciato il suo corpo a Genova. In questa città sento la sua presenza e ci parlo come se l'anima potesse ancora sentirmi. Tornerò anch io, a parlare con la sua anima, grazie a dei versi.
franz nessuno (13/06/2003)

salsedine, forse è troppa l'emozione per questo ritorno,e i tuoi versi registrano tutto. Ma penso che per un rapporto così complesso, i versi siano più adatti perchè costringono alla sintesi. Forse potresti pensare di scrivere ancora qualcosa dopo............ ciao
Voto Attribuito: 5
raimondo masu (13/06/2003)

Strana coincidenza, oggi è il suo onomastico, le tua poesia ha anticipato il mio appuntamento con genova e con Antonella. Scusa se mi sono dilungato in cose personali e ancora grazie per la cortese ospitalità tra i tuoi commenti.
franz nessuno (13/06/2003)

Ci sono luoghi che a causa di esperienze dolci e amare mettono radici nel nostro io, senza dubbio più profonde di quelle anagrafiche. Ho provato questo stato d'animo. Spero che la tua visita a Genova sia fonte di serenità e... non può non esserlo. Complimenti per il brano
Voto Attribuito: 5
Ida Acerbo (13/06/2003)

Forti ricordi ed intenso dolore legano i versi in modo eccellente. Complimenti...
Voto Attribuito: 5
RAFFAELE FERRARESSO (13/06/2003)

Se posso: io toglierei quel "tramite". E' davvero poco poetico.
Voto Attribuito: 4
Mariella (13/06/2003)

...Adesso verrò a conoscerti dal vivo, mai avrei pensato per opera di versi... Versi gonfi di tenerezza. Complimenti!
Voto Attribuito: 5
ROTONDA GINEVRA (13/06/2003)

E conoscerai Genova per ciò che scrivi, senz'altro un'ottima occasione e mai dire mai nella vita. Brava Sandra, chissà se ci sarò anch'io il 21, anche per me sarà la prima volta. Ciao Ivana
Voto Attribuito: 5
Limpida_creatura (13/06/2003)

la trovo delicata, un omaggio d'affetto intenso e puro
Voto Attribuito: 5
Massimo Botturi (13/06/2003)

Ricordi altalenanti, quello che più scuote è quel m'avevi tolto il padre, forse ritornando ritroverai anche un pò lui. Con stima(Volevi dire fitto misero o mistero?) Ciao Ager
Voto Attribuito: 5
Aquila della notte (13/06/2003)

Per Ager Fitto misero voleva dire un affitto misero che ricavavo da un piccolo appartamento. ciao Sandra
salsedine (13/06/2003)

bella, intrigante, metaforica...
Voto Attribuito: 5
^NiagarA^ (13/06/2003)

La soglia tra intimo e intimistico è così labile. Io sono convinto che, data la natura autobiografica e la connotazione di ricordo, sia molto ben esposta in poesia. La prosa è, in questo senso, molto più "prosaica" (sarebbe strano il contrario). La poesia deve raccontare poco (qui qualcuno mi mangerà vivo). Lo spazio lasciato al lettore deve essere maggiore. La storia, come tu l'hai raccontata nei commenti, non possiede la stessa valenza/forza/impatto. Perchè chiude gli spazi interpretativi. Non c'è bisogno di sapere più di quello che la poesia dice. Ti sei espressa molto bene. Mi piace particolarmente questo tuo rapportarti con Genova tra un passato che è stato doloroso ma anche tenue (non hai avuto molti contatti) e fonte, sicuramente, anche di piccole gioie (i doni) e un futuro atteso in bilico tra ansia e speranza. E ho apprezzato quell'esprimere sorpresa per arrivarci a "opera di versi". Questa frase ti mette molto più a nudo di quanto non sia mai capitato prima. Questa me la tengo da parte, Sandra.
Alessandro Cinelli (13/06/2003)

Solitamente non leggo e non commento le poesie, ma questa mi ha "chiamata" a sé. Sarà per il cordone omblicale che ancora, tanto forte, mi lega a Genova, l'ho "dovuta" leggere. Bellissima, sentita e sofferta, direi che per un tema come questo, la poesia è l'unico mezzo.
Voto Attribuito: 5
Valentina Vittori (13/06/2003)

Ci manca il mare.. allora sarebbe stata piu' intensa. Certo sento che manca qualcosa.. ma non so cos'e'.
Voto Attribuito: 3
Uluru (13/06/2003)

Mi è sempre piaciuto il rapportarsi con una città come fosse cosa viva, persona che ci avvolge. Sei riuscita con poco a calarti dentro le sensazioni. Con semplicità e tatto
Voto Attribuito: 4
NEO ++ (13/06/2003)

hai voluto far conoscere a tutti noi (ancora e ancora )una parte di te che io già conoscevo...la tua dolcezza. ciao Sandra
Voto Attribuito: 5
sogno (13/06/2003)

Trasmette dolcezza e sincerità.
Voto Attribuito: 5
Michelangelo Caldara (13/06/2003)

Bella città, Genova, c'è qualcosa che mi lega a lei, non è solo la rabbia, è una fainè consumata in un ristorante sul lungomare nel 2000, è una spiaggia rocciosa... W la Liguria. Voto massimo.
Voto Attribuito: 5
Marco Bechere (13/06/2003)

intensa vissuta la "spiegazione" che hai dato in un commento precedente ha aiutato la mia lettura e anche per questo oltre alle emozioni che ho ricevuto di dico grazie.ciao
Voto Attribuito: 5
Pier Paolo Mazzetti (13/06/2003)

Non trovo le parole...veramente splendida. Comunica qualcosa di grande.
Voto Attribuito: 5
Marina Minet (13/06/2003)

Non so se è meglio un FITTO misero di un fitto mistero ... certamente è molto meglio di un FRITTO misero (visto che si parla di Genova ... e i "bianchetti fritti" sono una specialità!). Hai fatto male a vendertela quella casa ... il mattone non tradisce mai! Sulla poesia non posso dire nulla perchè come hai detto è molto "intima" e di Genova nemmeno perchè ci sono andato solo una volta a prendere una nave e ho visto solo il porto e la stazione e quello che c'è dal porto alla stazione ... tipo ... un università (spero che ci sia anche qualcosa di più bello!) ... però ho fatto il CAR del militare a La Spezia ... se può essere utile!
Voto Attribuito: 5
Oscar Dabbagno fu fabrizio graziani (13/06/2003)

Frammenti che singolarmnente sviluppati renderebbero memorabile un bel racconto, eppure qui sì incrociano ai lati del foglio lasciando a margine la voglia di fare poesia pura e mettendo il lettore in una nuova condizione...poesia-prosa---poco importa mi piace.
Voto Attribuito: 5
daniela barbaro (13/06/2003)

Per voi due questa poesia.........per voi soltanto....................................
Voto Attribuito: 5
Dulce (13/06/2003)

Molto bella, mi ha profondamente colpita. Riguardo alla comprensione del contenuto, ne avevo comnpreso il significato anche senza la nota che ho letto dopo fra i commenti. L'unica frase che non mi era chiara era "Poi tra noi fu tregua alimentata da un fitto misero". Complimenti..
Voto Attribuito: 5
Splendidamatta (13/06/2003)

Bellissima.
Voto Attribuito: 5
nene (13/06/2003)

c'è come una forza in te, magnetica e assoluta, che ti riporta verso le origini...una specie di richiamo della foresta...anche se la foresta è di cemento...un bacio cri
Voto Attribuito: 5
Setanera (13/06/2003)

Ecco che la poesia travalica se stessa, da cosa incorporea agisce sulla vita reale, dirigendo il cammino verso luoghi inattesi.Chi l'avrebbe mai detto qualche tempo fa?
Voto Attribuito: 5
Francesca Trusso (13/06/2003)

Forse un po' troppo rigida per entusiasmarmi realmente
Voto Attribuito: 4
BandoleroNero (14/06/2003)

...le tue mani sono i pennelli dell'anima...è bellissima...un bacio...simy
Voto Attribuito: 5
simy (14/06/2003)

Devo dire che se non avessi letto il tuo commento, l'avrei trovata di difficile interpretazione. Comunque è buona. Mi pare che tu sia riuscita a consolidare uno stile che è solo tuo. E che caratterizza anche questa. Originale l'immagine del cordone ombelicale.
Voto Attribuito: 5
Thom (15/06/2003)

Sarà emozionante, vedrai. Poesia semplice ma sentita
Voto Attribuito: 5
Andrea Boero (19/06/2003)

Ciao Salsedine, spero che il sorriso sincero ed aspro della mia città cancelli l'eco della nota amara di quel lutto e nasca un contatto felice da spunti nuovi e indipendenti.
Voto Attribuito: 4
Timbirika (19/06/2003)

I legami con la terra d'origine sono lacci indistruttibili che avvincono marcando i nostri cammini. Particolarmente quelli che ci portano irrimediabilmente lontani. Un canto della nostalgia.
Voto Attribuito: 5
Vittorio Fioravanti (06/07/2003)

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