Carlo Menzinger
IL BAMBINO SENZA NOME

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Titolo IL BAMBINO SENZA NOME
Autore Carlo Menzinger
Genere Poesia      
Pubblicata il 24/10/2003
Visite 7544
Scritta il 24/10/2003  
Punteggio Lettori 127
Note Vorrei sapere da voi se ritenete che possa esser migliorata.
__________
Questa è la seconda versione, modificata in base ai vostri commenti.
Un vagito antico
Proruppe nel cosmo
Il grido ululante del Bambino
Era nato, era al mondo
Il futuro davanti
Nessun passato alle spalle
Nessun nome per accoglierlo
Un unico universo da vivere
Un immenso universo da esplorare
Per trovare una risposta
Per colmare quel vuoto
Il vuoto della nascita
Il vuoto della nascita di chi non ha nome
Per avere risposta all’eterno quesito
“Chi sono?
Perché son qui?
Qui tra voi?
Qui su questo pianeta disperato
Che sempre più in fretta muore
Che muore di fretta
Che corre e gira
Gira sempre attorno a se stesso
Senza mai arrivare
Il Bambino Senza Nome
Attraversa l’isola dei geyser
Sale su una scialuppa vichinga
Marcia attraverso un’Albione alla deriva
E consuma le suole
Attraversa le unte acque della Manica
E con il braccio scansa petroliere
Attraversa vaste pianure assetate
Tra armenti impazziti
Valica le Alpi aguzze
tra ghiacciai in liquefazione.
Percorre l’Appennino per la preistorica cresta
Nuota attraverso il Mediterraneo
Valica il Sinai dalla sabbia crudele
Ed a tutti domanda
Domanda sempre
“Perché?”
E chiede
“Chi sono?”
E se qualcuno gli chiede il suo nome
Tace il Bambino
Tace e guarda fisso davanti
Tace come se gli avessero chiesto
Di una ferita di cui non volesse rinnovare il ricordo.
Eppure è lui
E lui stesso che chiede
Incessantemente chiede
“Chi sono?”
Perché Dio pose l’Uomo sulla terra
Dicendogli di dare un nome a tutte le cose
Ma l’Uomo dimenticò di dare un nome al Bambino
Al Bambino Senza Nome
Ed esser chiamato così non gli da certo conforto
Perché Bambino vuol dire spensieratezza
Ma vuol dire anche futuro abbondante
Futuro senza nome?
Lui conosce il problema
Chi è senza nome
Non appartiene
E’ solo folla
Come altri miliardi
Sventurati
Non ha radici
Come potrà crescere?
Lui sa
Sa di esser nato morto
E non si accontenta del Limbo
Preferirebbe piuttosto l’Inferno
Ma vorrebbe poterselo guadagnare
Guadagnare vivendo.
Egli allora sale su un’altissima montagna
Sale e grida
Ed il suo urlo lo ripete l’eco
Ed il suo urlo lo ripetono le montagne
Grida
“Voglio vivere anch’io”.
Le nubi allora si aprono
Fuggono via imbarazzate
Egli pensa allora
“Ecco Egli viene
Ecco ora Dio appare
E mi darà la risposta”
Ma è solo il vento che soffia
Soffia con la forza della tormenta
E lo travolge e lo porta lontano
Ed il Bambino vola e volteggia
E piange
E le sue lagrime sono pioggia
Ed allagano il mondo
Ed il mare s’innalza
Le coste si colmano
Le città scompaiono
Finalmente il suo pianto si placa
Ed il vento si smorza
Ed il Bambino discende
Discende tra gli uomini
Cala nella campagna
Ed in volo s’infila in una stalla.
Un fanciullo con la sua mamma lo vede
Disteso nella paglia
Esausto di dolore
E dice:
“guarda, mamma,
Guarda il Bambino
Il Bambino Gesù”
Il Bambino allora sorride
Sorride dell’equivoco
E sorride perché ora
Ora qualcuno gli ha dato un nome.

Firenze, 18/25.10.2003


Commenti dei Lettori
Commento della redazione

Una poesia che affronta un tema che mi è molto caro. La ricerca di un nome e di un’identità che non si ferma mai, in un’analisi ampia ed approfondita che nella chiusa apre uno spiraglio a piccola luce di speranza. Per me è una buona lirica
PS. anch’io oggi volevo parlare di radici e di futuro in un contesto diverso e poi ho scelto di pubblicare l’altra, grazie per il tuo commento
Voto Attribuito: 5
Carmen Pergliamici (24/10/2003)

..il ritmo, incalzante e quasi frenetico che hai imposto alla tua narrazione, mi ha portato a leggere questa poesia con rabbiosa velocità (forse non era questo che volevi...ma questo mi è successo)...per arrivare ad una conclusione ampiamente prevista ma ugualmente rosea e gratificante...e bellissima...non è il genere che preferisco, ma stavolta mi hai "toccata"...
Voto Attribuito: 5
tiziana pizzo (24/10/2003)

E’ sicuramente adatta alla raccolta,ma non mi ha affascinata,nonostante delicatezza e accuratezza narrative.
Voto Attribuito: 3
Denise Fagiolo (24/10/2003)

Profonda, splendida, narra con un fil di voce di una ricerca intensa d’identità e plana nel finale come autentica ricchezza. Bravo. Ciao Ager
Voto Attribuito: 5
Aquila della notte (24/10/2003)

Caro Carlo, ti dico pubblicamente che sei tra quelle persone che ammiro di più in questo sito, anche per cultura e preparazione. ....ricordo ancora un tuo commento sui miei Haiku. Il tuo brano mi ha ricordato un argomento caro a Pirandello. Con grandisima stima un caro saluto ugo
Voto Attribuito: 5
barone bella (24/10/2003)

Intensa e profonda, mi e’ piaciuta molto .
Ciao
Voto Attribuito: 5
peppe (24/10/2003)

Si sente che hai una grande padronanza della parola a cui sai dare il giusto peso nell’affrontare argomenti che suscitano emozioni. Complimenti.
Voto Attribuito: 5
Olimpia (24/10/2003)

Mi è tornato in mente il piccolo principe, i suoi baobao e le sue incertezze.
Voto Attribuito: 5
Marina Minet (24/10/2003)

Sfrutta delle passionalità troppo ghettizzate culturalmente. Forse definirla populista potrebbe aiutare a comprendere il mio commento. In principio il Bambino da lei citato un nome ce l’aveva. Era figlio di Maria e Giuseppe. Quelli a cui lei vuole riferirsi, delle volte, il nome non ce l’hanno. Non esistono, poiché non c’è nessuno che ne certifica l’esistenza. Buona per gli infanti. Mi scusi se ho espresso ciò che penso.
Voto Attribuito: 2
Un lettore a caso (24/10/2003)

C’è aria natalizia, che si snoda con aureola di santità, però lo sintetizzerei un po’.
Voto Attribuito: 5
Edo e le Storie Appese (25/10/2003)

Ringrazio chi mi ha letto e commentato. Nonostante alcuni commenti che mi facevano credere che lo spirito di questi versi fosse stato colto, mi rendo conto dalle considerazioni di alcuni (e penso soprattutto a Un lettore a caso e Edo e le Storie Appese, che ringrazio particolarmente per avermi spinto a riflettere) mi sono reso conto di non esser stato capito. Qui non c’è affatto spirito natalizio ed il Bambino di cui si parla non è Gesù (anche se potrebbe esserlo ma se lui stesso non lo sa come possiamo saperlo noi?). La storia non si svolge nel passato ma nel futuro (surreale prossimo concomitante). Ho dunque modificato i versi, innanzitutto modificando il percorso del Bambino e poi cercando di meglio chiarire che il nome finale non è necessariamente il "vero nome". Ho eliminato vari versi per venire incontro a quanto saggiamente suggerito da Edo ma ne ho, ahivoi (!), aggiunti altri. Fatemi sapere se così la cosa Vi convince di più. Grazie infinite.
Carlo Menzinger (25/10/2003)

La trovo più completa e so perfettamente che vuoi dare un nome a chi violenta la terra, ma so anche che è fatica inutile con tanti imbecilli in libertà. Riconfermo anche quanto detto sopra. Voto con lode.Ciao Ager
Aquila della notte (25/10/2003)

...durante una seduta il professore mi chiese perchè avevo scelto quei genitori e non altri...quando riflettemmo sulle mie risposte, lui disse che dovevo vivere per quei motivi che mi avevano indotto alla scelta e cioè lottare per quelle due persone grandi e fragili nello stesso momento...
...il tuo scritto mi conduce a riflettere sulla nostra superficialità nell’affrontare la vita...non ci si dovrebbe mai stancare ad affrontarla e, se occorre, abbattere quei muri che ci costruiscono...mi fai venire in mente l’aborto e non soltanto come privazione di un feto...tutto diviene aborto, anche il nostro non voler vedere, il nostro cedere all’incedere di ciò che affoga le nostre aspirazioni, il nostro io bambino che muore di fronte ad un progresso che non lo vuole, che crede sia debolezza, ma della nostra fragilità dovremmo farne zavorra affinchè diventi forza da contrapporre al vento che ci sbatte in faccia tutte le sue cattiverie...noi...io...siamo più forti del tempo che ci potrà piegare, ma non spezzare...con o senza un dio da amare...
...scusa se sono andata oltre, ma se il tuo testo non mi avesse dato nulla, non sarei stata così trasportata...
...io credo sia valido sotto molti aspetti e, anche se non faccio testo, ti dico che è un buon testo su cui meditare...

un bacio
simy*

Voto Attribuito: 5
simy* (25/10/2003)

Rileggendola in questa versione mi da una nuova sensazione, la vedo più diretta meno pezzi di puzzle e più emozione per una rielaborazione sicuramente risucita, ma parlo solo di stile. Il concetto rimane quello decifrato in precedenza. “Per come la vedo io” Credo che questo tuo testo voglia dire tante cose, forse troppe e ognuna si contrappone all’altra in un unico filo conduttore. Senza conoscenza, senza sofferenza, e senza scavarci a fondo fino all’anima, non siamo niente, e quindi nessun nome ci appartiene. Per scoprire chi siamo dobbiamo solamente vivere.
Marina Minet (25/10/2003)

La tua lirica ha conservato intatte le suggestioni che già evocava nella prima stesura. Per me rappresenta un’approfondita esplorazione di un ampio problema, trattato senza retorica ma con una partecipazione emotiva che riesce a coinvolgere anche il lettore. Vorrei chiudere dicendo una banalità.
Che cos’è poi un nome?
E’ solo la limitatezza umana che riesce a farlo apparire così importante, soprattutto agli occhi di un bambino,di un essere indifeso che bisogna mettere in condizione di crescere serenamente e di acquisire un’identità che gli dia sicurezza. Grazie e naturalmente confermo il voto massimo
Voto Attribuito: 5
Carmen Pergliamici (25/10/2003)

secondo me è buona così.
Voto Attribuito: 5
Andrea Berti (25/10/2003)

Non mi sento di consigliare che è poeta più esperto di me, ma io le darei un ritmo un po’ più battente, la lettura ne gioverebbe. Ciao
Voto Attribuito: 5
Camomillo (25/10/2003)

Va meglio, ma la trovo ancora un po’ prolissa. Qualche passaggio è ridondante, ma questo potrebbe essere un suo stile. Che guaio esprimere il proprio pensiero...(+2 circa)
Un lettore a caso (25/10/2003)

è molto bella e vera..la puoi publicare..voto4
un salutone
Valnea
valnea (26/10/2003)

Si hai ragione i nostri " due bimbi" si assomigliano.......però il tuo si è...fermato....bellissima poesia...un saluto
Voto Attribuito: 5
persia (27/10/2003)

Eccezionale,un grande senso di umiltà che ti fa GRANDE ,questo dovrebbe essere questo sito ,un confronto con gli altri,un migliorarsi sempre, senza assurdi traguardi calpestando il più debole.
Voto Attribuito: 5
lucia primavera monti (29/10/2003)

Sei una persona modesta almeno nello scrivere e scrivi molto bene
il bambino senza nome è bellissima un grosso ciao
Ps: ho scritto anche genesi l’inizio
vorrei finirla ma i restanti capitoli sono molto difficili.
ciao Greg.
Voto Attribuito: 5
Mauro Gregori (30/11/2003)

modesta nel senso che ti rendi umile ,ma scrivi bene
molto
CIAO
Greg.
Voto Attribuito: 5
Mauro Gregori (30/11/2003)

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