Maldola Rigacci - CANTATA DELLA FIGLIA, DEL DESERTO E DEL MARE

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Titolo CANTATA DELLA FIGLIA, DEL DESERTO E DEL MARE
Autore Maldola Rigacci
Genere Poesia      
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CANTATA DELLA FIGLIA, DEL DESERTO E DEL MARE

“Devi mangiare, figlia,copriti bene e fumare meno…”


Per le stanze della notte
avevi ventagli d’occhi
le tue canzoni si mettevano
un vestito a lustrini
cercavano la tua voce
su fondi di fiumi in festa bugiarda
pruni d’inverno
azzannavano
giornate ripiegate in croci
di bianca assenza
il mio rancore il tuo dolore
dolcemiele su verdi labbra
di piccole ore disseccate
sete di barche arenate
beveva
avida risate rare.

Vieni ti dicevo il deserto pare
febbre cieca
la sua luce condanna di un re superbo
unici sogni scorpioni e serpenti
in pozze lontane
le notti lucenti a scialli di stelle
sai ti dicevo il nulla solo
attesa di un alba a cento lune
derive d’orizzonti per un brivido di rigonfia frescura
nelle lampade della sera
srotolati silenzi per l’amata
che in golfi
d’ombra ha troni d’oleandro
in occhi di polpa e avorio i suoi frutti
in ventri d’acqua profanati in oro
desideri sfrenati per millenni silenziosi.

L’incontrammo
e fu così
una scia trasognata di pesci azzurri
come fiabe d’inverno
andavano
quieti trasportati da un loro incanto
non so dove
lievi ci avvolsero come petali
d’un ultima fioritura
non avevamo corpo tu ed io
si portarono lontano nello stupore
azzurro fiordaliso il mio rancore il tuo dolore.

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