Pier Paolo Sciola
ma la macchina dà resto

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Titolo ma la macchina dà resto
Autore Pier Paolo Sciola
Genere Poesia      
Dedicato a
un sacco di gente del progressive rock, quelli che sapevano suonare
Pubblicata il 19/10/2004
Visite 2039
Punteggio Lettori 120

Hai voglia di restare
se c’è vita dissanguata
che cola senza colpa
dalle mani non c’è verso
non c’è capo da tirare

Annoiato in ospedali dove altre
altra regola comanda
chi ha ragione è malattia
difficile capire
40 centi il caffè lungo se ti va
se te la senti di scappare
come sempre
il carraio dietro l’angelo
da bere

Regredisco ai miei 14
o forse 16 o 18
(dispari sarà la vita dopo)
adesso non ricordo
la prima guerra insomma

Ascolto a casa cuori in pegno
i trapassi dell’inizio
l’acqualunga piena di promesse
le copertine da tagliare
la genesi della tragedia

Pure non è stato male avere
un sogno o poco meno
un cazzo velleitario fra le mani
in testa un sacco di palloni
e le tue prime tette in bocca
a tastare nuove mamme dopo
avere ucciso l’altra

Ma la camera è mortuaria
adesso appena a destra
poco prima della strada
il tuo cuscino vuoto l’ombra
dei capelli bianchi
alla radice

Ti porterò la parrucchiera
a casa dentro stanza
i capelli senza testa
il piano fender dolce i chitarristi
al pavimento ali
di caffè

Il vino è ancora troppo
è giovane per essere
credibile
ma la macchina dà resto

(domani andrò
con la TV così
continuerai
a non vedermi)

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