M. Gisella Catuogno
Trilli

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Titolo Trilli
Autore M. Gisella Catuogno
Genere Narrativa - Diario, Epistolare      
Pubblicata il 29/03/2005
Visite 4263
Scritta il 29/03/2005  
Punteggio Lettori 127
Ho una gattina di un anno e mezzo, di nome Trilli. Mia figlia l’ha chiamata così perché, quando l’abbiamo adottata sottraendola ad una madre randagia, stanca di figli e fatiche, era tanto minuscola da apparire senza peso, eterea, come la fatina di Peter Pan.
Quel mucchietto di pelo e ossa piano piano si è riempito, ha disegnato forme e lineamenti, tanto da diventare, fino a una settimana fa, veramente delizioso: musetto piccolo e appuntito illuminato da smisurati occhi di giada, nasino rosa, espressione serissima e dolce. Passava ore a pulirsi e il pelo, bianco sul ventre, grigio screziato d’arancio sul dorso, appariva sempre lucido e perfetto.
Godeva di una libertà "vigilata": a casa la sera, la notte e quando lo desiderasse, specialmente al momento dei pasti; fuori, per alcune ore, magari quelle più calde, di giorno, soprattutto in giardino, con possibilità di qualche avventura nelle immediate vicinanze: cortile sottostante, giardini altrui...
Il sole la beava, così l’erba, i fiori, la caccia alle lucertole e alle farfalle; ancora di più l’arrampicarsi a suo piacere sul leccio o il salice o il rifarsi le unghie sulla staccionata.
Solo l’abbaiare di qualche cane la intimoriva o la faceva avvicinare all’ingresso di casa. Il massimo della sua felicità era il nostro arrivo, quando per salutarci si rotolava sulla schiena offrendo la pancia alle nostre carezze.
Da martedì scorso non è più lei: rientrando l’abbiamo trovata sanguinante dal naso e con la bocca storta.
Incidente? Cattiveria di qualcuno che le ha mollato un calcio a distanza ravvicinata? Non lo sappiamo...
Il veterinario l’ha operata, tentando di rimettere a posto la mandibola, l’ha sottoposta ad antibiotici e flebo, ma, a quasi una settimana, non è per niente in forma: la bocca è migliorata ma non si chiude bene, non ha più tentato di pulirsi e soprattutto non mangia spontaneamente e mostra un interesse molto vago per il cibo.
Io e Valentina la alimentiamo vincendo forzatamente la sua ritrosìa con qualche cucchiaino di liofilizzato di carne, che le mettiamo in bocca quando è meno "vigile"; la puliamo violando il suo ribrezzo per tutto ciò che è umido o bagnato, ma non raggiungiamo i risultati che lei otteneva.
Insomma la povera Trilli è una fatina senz’ali in questo momento...
Si riprenderà?

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