Giancarla Ceppi
Torino in movimento

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Titolo Torino in movimento
Tempi e luoghi nella letteratura e nel cinema dal XIX secolo ad oggi in una corrispondenza con Ange
Autore Giancarla Ceppi
Genere Narrativa - Diario, Epistolare      
Pubblicata il 30/04/2007
Visite 9110
Punteggio Lettori 10
Editore Liberodiscrivere® edizioni (Studio64 srl Genova)
Collana Il libro si libera  N.  11
ISBN 978-88-7388-148-3
Pagine 96
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Come si legge la città? Intanto é già importante dire che la città è un testo scritto nel tempo e a più mani che noi continuiamo a leggere ogni giorno vi-vendola (Roberto Collovà).
Capitolo primo

È passato più di un decennio da quando ho lasciato la città in cui ancora tu vivi e ogni volta che mi è capitato di tornarci la sen-tivo troppo piena di memorie che mi trascinavano indietro. Per questo non avrei mai pensato di scriverne fino a quando m’è capi-tato in mano il testo “Immagini di città” di Walter Benjamin e nel-la nota di Peter Szondi 1 ho letto: “All´anno 1929 risale un´osser-vazione di Benjamin sul modo di descrivere le città, osservazione che, nella cronologia delle sue opere, probabilmente non per caso si colloca a cavallo tra i saggi sulle città straniere e il libro di ricor-di di Berlino. Infatti, oggetto del suo interesse è proprio la diversa ottica con cui l´immagine di una città si forma in uno straniero oppure in un nativo. Volendo spiegarsi perché il secondo caso sia tanto meno frequente del primo, Benjamin dice: «Lo stimolo epi-dermico, l´esotico, il pittoresco prendono solo lo straniero. Ben altra, e più profonda, è l´ispirazione che porta a rappresentare una città nella prospettiva di un nativo. È l´ispirazione di chi si sposta nel tempo invece che nello spazio. Il libro di viaggi scritto dal na-tivo avrà sempre affinità col libro di memorie: non invano egli ha vissuto in quel luogo la sua infanzia ».
In un certo senso a questo punto della mia vita ripensando a Torino mi sento nella posizione intermedia tra il nativo perché vi ho trascorso gli anni più importanti della mia vita e il viaggiatore non straniero. Come tu sai non ho trascorso a Torino la mia pri-ma infanzia perché è Genova che mi ha dato i natali e in questo sono in sintonia con De Amicis che, nativo di Oneglia, vi ha tra-scorso gran parte della sua vita.
De Amicis ci parla di Torino sia con gli occhi di chi ci ha vis-suto che con l’ammirazione di un visitatore e lo fa magistralmente nel suo libro “La carrozza di tutti”. Nel corso di un anno os-serva la città da un tram a cavalli, la percorre dal centro alla peri-feria, descrivendo i comportamenti degli abitanti che paragona ai napoletani più ‘blateroni’ o caciaroni come si direbbe adesso. Tra i frequentatori abituali del tram a cavalli si sofferma a tratteggiare un personaggio che definisce ‘travet’con cui inizialmente ha diffi-coltà a relazionarsi fino a quando non riesce a suscitare il suo in-teresse e a farsi guardare negli occhi dopo una lunga frequenta-zione e dopo la discussione con un cubano scettico sulla possibili-tà di ispirazione in una città così severa e nordica come Torino. “. Qui sento la mente libera. Mi pare che il pensiero si dilati spa-ziando nelle vaste piazze... “2
L’autrice  ha voluto dare questo titolo nel senso della trasformazione e in riferimento ai movimenti sociopolitici e artistici che hanno caratterizzato questa città dall’inizio dell’era industriale fino all’oggi. Per fare questo ha scelto come interlocutori privilegiati la letteratura e il cinema, usando la forma letteraria della corrispondenza epistolare con l’amica Angela Lostia, profonda conoscitrice della realtà cittadina e autrice di un libro sulla storia di Torino pubblicato dalla Newton Compton nel 1988.

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