Paola Ferrero
L´inquieto KK

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Titolo L´inquieto KK
un pomeriggio d´inverno, secoli fa
Autore Paola Ferrero
Genere Racconti Brevi      
Pubblicata il 09/04/2009
Visite 3585
Scritta il 30/05/2008  
Era tornato all'attacco.
Non aveva paura di niente, davvero. Accidenti a lui.
La guerra ricominciava. Difficile combattere al buio, non si riesce ad avere una percezione corretta delle distanze e del pericolo.
Ma KK insisteva, continuava ad avanzare, con la foga tipica di chi ha già inserito la modalità "combat". Le narici allargate per fiutare il nemico, il corpo vicino al terreno nella speranza di mantenere l'equilibrio, una mano a ripararsi ed una pronta a offendere.
KK era giovane, biondo e di corporatura atletica. Non particolarmente accettato dai suoi compagni per quel suo atteggiamento arrogante di chi sa e fa più di tutti. Alcuni tendevano a non calcolarlo proprio, ma in battaglia si sa... chi c'è, c'è.
E lui c'era, la battaglia era cominciata e lui aveva il suo bersaglio. L'aveva individuato subito, eccome. Il nemico aveva l'aria furba e svelta, di quelli che hanno sempre un piano, che sembrano indifesi e quando ti hanno bene a tiro non sbagliano mai un colpo.
Faceva caldo, sempre di più. Il suolo di morbida sabbia marrone tratteneva i suoi passi, rallentava i suoi movimenti. Percepiva la presenza dei suoi compagni, a pochi passi.
Li sentiva sussurrare suggerimenti. Muovere furtivi intorno al punto dove avrebbero incontrato il loro nemico.
Avanzavano. Lenti.
Poi i suoi compagni erano saliti su di una duna di sabbia, insieme. Il buio era sempre più buio e KK si muoveva solo, apparentemente senza paura. Nessuno poteva sapere cosa celasse nella sua mente, quali sensazioni scorrevano nei suoi nervi e allertavano il cervello.
Sulla duna la battaglia era al suo culmine. Sentiva il corpo a corpo, nei rumori, nello spostamento delle ombre, nei pochi secondi di silenzio in cui anche il respiro sembrava sospeso.
E, ancora, avanzava. Sempre più chino sul terreno per sorprendere il suo nemico.
Non poteva guardarlo negli occhi. Il buio toglieva anche questa possibilità.
A KK non piaceva questa mancanza di visuale. Voleva leggere negli occhi dell'altro la prossima mossa. Sapere in anticipo dove difendersi, vedere la paura, o la vittoria, o la vita negli occhi del nemico. Eppure avanzava. Spavaldo, coraggioso, quasi impertinente.
Il nemico l'aspettava nella sabbia scura. Sapeva benissimo che KK sarebbe arrivato. Presto. Sapeva la forma del combattimento che si sarebbe svolto. Aveva previsto e studiato le sue mosse. Quanto terreno concedere al suo aggressore. Quanti colpi lasciare che lui affondasse.
Perchè in battaglia è così, bisogna saper incassare qualche colpo per poterne dare di più forti, precisi. Letali, a volte. Il nemico sapeva di non potersi aspettare clemenza. Un uomo in battaglia raramente si ferma di fronte a una possibilità di vittoria. Una vittoria significa la vita per uno che nella vita ha deciso di combattere.
L'umidità cominciava ad avere il sopravvento. KK odiava il caldo umido. Lo rendeva inquieto, teso più del necessario. Bisogna essere lucidi per vincere davvero. Sapeva che i suoi compagni stavano già sudando la loro vittoria. Sentiva premere le tempie per l'urgenza di combattere anche lui.
Ed ecco l'ombra del nemico, vicino. Molto vicino. Il terreno era scomodo, KK sapeva che in un'altra situazione avrebbe avuto la meglio più in fretta. Ma non c'era modo di evitare questo corpo a corpo, non più, e nemmeno di trascinare il nemico sulle dune.
Il buio, l'umidità...
KK si allungò, pronto a sferrare il primo colpo, augurandosi che fosse quello buono.
E colpì, una volta, due, tre. Un colpo solo che ne conteneva almeno dieci. Uno di quei momenti che sembrano durare un'eternità. Il nemico non tentò di evitare il colpo, anzi, parve assecondarlo. Accoglierlo. Senza paura, senza dolore, senza resistere. Come se lo stesse aspettando da sempre.
Questo non fece che aumentare la sua foga, la voglia di atterrare il nemico e distruggerlo, renderlo schiavo, umiliarlo pur rispettandolo. Si lanciò nel secondo assalto, si trovò ancora a entrare nelle difese del nemico...

Merda! Chi ha acceso la luce???

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