Chiara Cocchella
Ho iniziato per caso...

Titolo Ho iniziato per caso...
Ginnastica psicofisica dell’Associazione Culturale DONNE INSIEME PER ESSERE ATTIVI A TUTTE LE ETÀ
Autore Chiara Cocchella
Genere Cibo - Benessere - Stile di vita      
Pubblicata il 11/02/2013
Visite 5914
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3375
ISBN 9788873884293
Pagine 104
Note Ginnastica psicofisica dell’Associazione Culturale DONNE INSIEME PER ESSERE ATTIVI A TUTTE LE ETÀ
Prezzo Libro 12,00 € PayPal

L'oggetto di questa pubblicazione è l’attività fisica, organizzata e divulgata da Mara Tommei, sottoposta ad analisi scientifica e valutazione funzionale da Chiara Cocchella. Le conclusioni tecniche sono significativamente puntuale conferma delle testimonianze da parte delle donne che frequentano le palestre dell’Associazione Donne Insieme. Una per tutte: “Fisicamente mi sento un’altra: il mio corpo, attraverso un paziente e costante esercizio, sta riacquistando elasticità e ritmo. Mi sembra persino di essere più leggera. Più vitale, però, è forse il benessere spirituale che provo. Sono gratificata dalle piccole vittorie che riporto sui vecchi irrigidimenti e sulle tensioni, avverto in me un maggior equilibrio emotivo e sono più serena.”

INTRODUZIONE

 

In occasione dello svolgimento di un’Attività Didattiche Elettive, dal titolo “Gruppi di Cammino”, la Professoressa Cristina Barbera, che organizzava l’attività, mi chiese di valutare la possibilità di incentrare la mia tesi di laurea sull’Associazione Culturale Donne Insieme

È iniziata così la mia esperienza di tirocinio all’interno delle sedi, nelle quali gruppi di donne tra i 50 e gli 80 anni si riunivano con lo scopo di svolgere un percorso di attività di ginnastica psicofisica. Ogni gruppo era seguito da conduttrici, tra cui la fondatrice stessa dell’Associazione: Mara Tommei.

Da subito sono stata colpita dallo spirito che animava ogni singola donna: tutte erano concentrate a fondo nell’attività svolta con impegno e costanza, pronte a mettersi in gioco e migliorarsi per ritrovare il benessere psicofisico tramite la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo. A fare di esse un gruppo era la condivisione di stesse finalità, basate sulla socializzazione e la collaborazione reciproca. 

In tale contesto, considerata anche la disponibilità sia delle conduttrici che dei gruppi, è nata l’idea di proporre alle iscritte test di carattere fisico e psicologico, al fine di osservare criticamente il metodo utilizzato da Mara e valutarne l’efficacia.

 

 

 

PARTE PRIMA 

Capitolo I MARA TOMMEI E L’ASSOCIAZIONE DONNE INSIEME

 

I.1 - Inquadramento storico

Riporto in questo capitolo le idee che animavano le “Donne insieme” ai tempi in cui nacque l’associazione.

 

Gli anni ‘70 vedevano le donne ancora rinchiuse tra le mura domestiche. Poche le occasioni di entrare in società con un ruolo diverso da quello di future spose e mogli. Il mondo era tutto declinato al maschile e per le donne non sembrava esserci posto, non esserci ruolo. Di fronte a questo quadro storico c’era la lunga battaglia delle donne, dal dopo guerra al boom economico, per ottenere gli stessi diritti di voto, di istruzione, del lavoro, per disegnare una storia a più colori, fatta di speranza.

Negli anni Settanta, al centro della riflessione dei movimenti femministi, c’era la diversità del pensiero femminile, un’identità da difendere. La lotta verteva su tanti fronti: la politica, il sindacato, le associazioni, ma anche la dimensione personale della sessualità, del divorzio, dell’aborto. Le parole diventavano slogan: “Donna è bello”, “Donne non si nasce ma si diventa”, perché si voleva allargare i confini della politica e cambiare la società. 

L’8 Marzo del 1972, Giornata Internazionale della Donna, le femministe scesero in piazza per la prima volta separatamente dagli uomini; la manifestazione si svolse nel celebre Campo De‘ Fiori di Roma, la piazza che vide il filosofo Giordano Bruno bruciato vivo per eresia dalla Chiesa dell’Inquisizione. Le donne erano quasi ventimila e appartenevano ai diversi strati sociali, a tutte le generazioni; erano accumunate dal desiderio di cambiamento, dall’esigenza di essere se stesse. Volevano essere propositive, non volevano essere solo mogli e madri, volevano la proprietà del proprio corpo, consideravano il matrimonio “prostituzione legalizzata”. Ai lati della piazza vi era una massiccia presenza della polizia, che ben presto caricò duramente le manifestanti e riuscì a sgomberare la piazza.

L’anno successivo il movimento tacque, ma ciò che voleva dire l’aveva già detto e quella manifestazione sancì una tappa fondamentale della storia del femminismo.

 

Si formarono i primi collettivi femministi, basati su quella autocoscienza che veniva già praticata da tempo negli Stati Uniti e che in Italia durò circa un decennio (dai primi anni Settanta al 1980), in cui le donne mettevano in comune le loro esperienze private, la loro rabbia, il desiderio di essere se stesse “in quanto donne”. Gli incontri avvenivano nelle ore serali e sembravano quasi clandestini e gli uomini non venivano ammessi. Era il periodo della “separazione” dagli uomini, un fenomeno di grande impatto simbolico, durante il quale finalmente la donna era protagonista di se stessa di fronte alla società fino ad allora “misogina”. 

Il movimento femminista voleva far capire che il potere non poteva più essere gestito solo da una parte dell’umanità: chi non accetta questa parità oggi non ha diritto di cittadinanza. 

 

I.2 - La nascita

È in questo contesto che si inserisce la storia di Mara Tommei, fondatrice il 21-06-2005 dell’Associazione Culturale Donne Insieme.

 

Mara nel 1972 lavorava come impiegata all’Italsider di Cornigliano.

A 40 anni, provata dal duro lavoro in fabbrica, per ovviare ai dolori dovuti alle posizioni scomode assunte durante le lunghe ore lavorative, si iscrisse a un corso di Yoga dove si svolgeva la preparazione al judo. Già dal primo anno di attività, Mara trovò benefici, imparando a respirare, a rilassarsi, a concentrarsi, cosa assai difficile per chi è irrigidito dai dolori. Continuò in questa avventura ancora per cinque anni. Le sue colleghe, visto il benessere che Mara traeva da questa ginnastica, la invogliarono a proporre loro gli esercizi, e così tutte si riunirono in un tunnel di cemento, unico luogo disponibile, nell’intervallo di colazione. 

Questa prima esperienza vide coinvolte molte donne, contente di occupare il poco tempo libero, non solo nella ricerca del benessere psicofisico facendo ginnastica, ma anche per il piacere di stare insieme, condividere una passione che pian piano stava nascendo in loro.

Da questo entusiasmo nacque in Mara la voglia di costruirsi una propria formazione personale, avventurandosi nella lettura e nello studio di molti libri che diventarono materiale fondamentale di insegnamento della sua ginnastica e soprattutto la sua filosofia di pensiero.

 

Qui di seguito vengono riportate alcune letture di rilievo: 

“Guarire con l’antiginnastica” di Therése Berterat 

“Yoga e Salute” di Gabriella Cella

“Medico di se stesso” di Naboru Muramoto

“Manuale di digito pressione” di Gerard Edde

“Shiatsu” di Yukiko

“Arte del movimento” di Carla Strauss

“HataYoga” di C.Kerneiz

“Imparo lo Yoga” di Andre Van Lysabeth

“Guida allo Yoga pratico” di R. Hittleman 

“Noi e il nostro corpo” di Donne di Boston

 

Lo studio della parte emotiva, irrazionale e psicologica, per Mara è stato di fondamentale importanza nell’acquisizione di una completa formazione, che vede l’individuo come un’unicità di mente e corpo.

 

Una parte del bagaglio culturale è dato anche dalle seguenti letture:

“Bioenergetica” di Alexander Lowen

“Paura di vivere” di A. Lowen

“La depressione e il corpo” di A. Lowen

“Il piacere” di A. Lowen

“Il linguaggio del corpo” di A. Lowen

“Amore e orgasmo” di A. Lowen

“La funzione dell’orgasmo” di Wilhelm Reich

“L’assassinio di Cristo” di W. Reich

“La psicoterapia del corpo” di Jerome Liss

 

In quegli anni la maggior parte delle donne non aveva le disponibilità economiche per fare ginnastica, per cui si doveva pensare a organizzare dei corsi in orario pomeridiano e del tutto gratuiti. Nonostante le difficoltà, da un lato di trovare spazi idonei a svolgere l’attività e dall’altro di combattere stereotipi e pregiudizi dovuti alla mentalità chiusa di una società che vedeva le donne impegnate solo nel fronte prettamente familiare, l’entusiasmo di queste donne, seguaci di Mara, non mancava. Nasceva la voglia consapevole di migliorarsi, di ricercare il benessere psicofisico, di conoscere il proprio corpo, poterlo rilassare, liberarlo dagli stress lavorativi, da pensieri e tensioni, che spesso conferivano al corpo rigidità e dolore fisico. 

Verso la fine del ‘76 in occasione dell’apertura a Cornigliano del Consultorio di Villa Spinola, Mara e il suo gruppo pensarono di trasferire il corso, aperto alla cittadinanza, presso quella sede. Un gruppo di donne dell’Italsider, impegnato nel nascente movimento delle donne, aveva ottenuto dal Sindacato la destinazione del salario sociale all’acquisto di Villa Spinola ed alla successiva ristrutturazione del piano terra consistente in un salone e cinque stanze. L’intera Villa era stata donata dal Consiglio di classe dell’Italsider al Comune, che in seguito operò per la ristrutturazione dell’edificio, e attualmente ospita il centro culturale e l’ AUSER.

Fu così possibile svolgere, due volte alla settimana, un corso di ginnastica psicofisica, uno di espressione corporea, e uno di “gruppi 150 ore” di corsi monografici.

All’inizio questi corsi erano poco frequentati, perché la maggior parte delle lavoratrici, all’uscita dallo stabilimento, correva a casa dalla famiglia e solo alcune casalinghe riuscivano ad approfittare dei corsi, utili occasioni di socializzazione. Ma la pubblicità positiva dei giovamenti fece sì che, già il secondo anno, lo spazio disponibile fosse diventato insufficiente. 

Grazie all’interessamento della psicologa del consultorio, Adriana Agrofoglio, Mara e il suo gruppo riuscirono ad ottenere lo spazio gratuito al 4° piano della piscina Eridania, utilizzato come sala d’attesa per i genitori dei bambini che frequentavano la piscina. Di fatto era un salone vuoto, con tavoli imbullonati al pavimento, quattro colonne centrali e poco spazio per muoversi. La grande frequenza aveva coinvolto la direttrice della piscina che aveva provveduto a far liberare il salone da tavoli, sedie e ogni altro genere di ingombro. 

Tuttavia, dopo tre anni di attività, a metà anno, il Dottor Carmine dell’Ufficio Palestre del Comune chiese di pagare l’affitto dello spazio occupato.

Non volendo creare un’altra associazione per gestire i corsi, Mara aveva pensato di farli confluire nel già esistente “Coordinamento Donne Lavoro Cultura”. Questa associazione, di cui Mara era una delle fondatrici, aveva rifiutato l’iscrizione delle partecipanti, facendo risultare “operazione commerciale” questo servizio offerto dalle donne. Di conseguenza la quota annuale pagata (lire 25mila) dalle atlete era soggetta a IVA.

L’anno che precedette la nascita dell’Associazione Donne Insieme si era arrivati ad avere 1350 iscritte. 

Grazie a queste entrate, fu possibile affittare una sede in un ammezzato in via San Lorenzo, promuovendo un archivio storico, corsi, manifestazioni, convegni ed altre iniziative.

Venne quindi fatta l’adesione alla UISP per avere una assicurazione che garantisse una copertura soprattutto alle conduttrici, che aumentavano progressivamente di numero. Tuttavia, anche questo tentativo non durò più di tre anni. Poiché la UISP aveva preso spunto da Mara per creare suoi gruppi di ginnastica per adulti, nacque concorrenza nella ricerca di spazi. Un episodio significativo nel comprendere il clima di quegli anni fu la mancanza di risarcimento nell’unico incidente occorso a una delle loro conduttrici, le cui spese furono pagate dall’ Associazione. Da quel momento cessò l’adesione alla UISP.

Successivamente, nel 1982, Mara, essendo andata in pensione e avendo più tempo a disposizione, poté raddoppiare i suoi turni.

A Sampierdarena, intanto, stava nascendo Il Centro Civico Buranello con palestra e molti spazi disponibili che potevano servire a Mara e a Franca Alvigini per svolgere la loro ginnastica. Con questo intento si recarono al Consiglio di Circoscrizione di Sampierdarena, per chiedere, appena ultimati i lavori, l’utilizzo dei locali che sarebbero rimasti inutilizzati. Franca, che abitava a Sampierdarena, avrebbe condotto il gruppo. Subito dopo l’inizio delle attività, altre allieve di Mara si proposero come conduttrici di gruppi sempre più numerosi e su richiesta del Direttore del Buranello, finché gli spazi erano gratuiti, accettarono anche l’apertura di un gruppo serale aperto a uomini e donne, esistente tutt’ora. 

Con il tempo anche le agevolazioni avute nel Centro Civico Buranello furono sospese. 

Dopo Cornigliano, erano nati due turni a Villa Canepa, condotti da Paola Menna e Elsa Olmo e a Sestri Ponente, e ancora altri gruppi: uno alla Scuola Foglietta, ben presto raddoppiato nel numero degli iscritti (160), due alla scuola Pezzani, uno alla Croce Verde (che da quest’anno ha raddoppiato le adesioni), condotto da Raffaella e Loredana. Da quattro anni è stato inoltre organizzato un gruppo alla scuola elementare Carducci, condotto da Maria Ierardi, mentre già dal 1995 iniziarono i corsi a Pegli in Viale Pallavicini con diverse conduttrici - Aurora, Manoela, Linda e altre -, aventi a disposizione due stanze in affitto che funzionavano una da segreteria e biblioteca e una da spogliatoio, come sede distaccata di Via San Lorenzo.

Da quando Franca Alvigini aveva trasferito la sua residenza a Nervi, si sono aggiunte le palestre di Quarto e dal 2012 anche di Nervi. 

Come già accennato, nel 2005 Mara fondò l’ Associazione Culturale Donne Insieme, staccandosi dal Coordinamento Donne Lavoro Cultura, cui avevano aderito tutte le partecipanti dei gruppi di ginnastica, pagando una quota annuale di 45 euro, con diritto ad usufruire gratuitamente delle diverse iniziative dell’Associazione, tra cui la ginnastica. Dalle 1350 atlete che aderivano al CDLC sono rimaste all’ associazione circa 950 persone, il restante si è diviso in quattro altre associazioni.

La formazione di Mara è stata ampliata dalla frequentazione di un corso triennale di Biodanza, tenutosi dal 2009 al 2012.

Il metodo di Mara non intende essere codificato in modo preciso, così da lasciare autonomia di inserimento di nuovi esercizi da parte di ciascuna conduttrice.

Tale filosofia intende garantire la libertà propria di ogni persona. 

Per Mara: “Questo può essere sia un limite, ma anche e soprattutto un arricchimento”.

L'oggetto di questa pubblicazione è l’attività fisica, organizzata e divulgata da Mara Tommei, sottoposta ad analisi scientifica e valutazione funzionale da Chiara Cocchella. Le conclusioni tecniche sono significativamente puntuale conferma delle testimonianze da parte delle donne che frequentano le palestre dell’Associazione Donne Insieme. Una per tutte: “Fisicamente mi sento un’altra: il mio corpo, attraverso un paziente e costante esercizio, sta riacquistando elasticità e ritmo. Mi sembra persino di essere più leggera. Più vitale, però, è forse il benessere spirituale che provo. Sono gratificata dalle piccole vittorie che riporto sui vecchi irrigidimenti e sulle tensioni, avverto in me un maggior equilibrio emotivo e sono più serena.”

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