Bruno Di Giacomo Russo
Diritto pubblico dello Spettacolo

Titolo Diritto pubblico dello Spettacolo
Autore Bruno Di Giacomo Russo
Genere Testi Universitari      
Pubblicata il 22/08/2013
Visite 15252
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana L’approfondimento  N.  16
ISBN 9788873884729
Pagine 252
Prezzo Libro 18,00 € PayPal

Il testo illustra gli elementi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e del sistema amministrativo, soffermandosi, sugli aspetti specifici della dimensione pubblica dello spettacolo. Una parte significativa è dedicata ai rapporti fra le diverse Pubbliche Amministrazioni, e ai rapporti tra i soggetti privati e le istituzioni pubbliche, nell’ambito dell’organizzazione e del funzionamento dello spettacolo.

 Prefazione

 

Il presente Volume è pensato, principalmente, ma non solo, per gli studenti del corso di Diritto dello Spettacolo del Master Universitario “Spettacolo Impresa Società” della Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca.

Il testo è volto ad illustrare gli elementi di diritto costituzionale e amministrativo del diritto dello spettacolo. L’intenzione è quella di fornire allo studente, che, nella maggioranza dei casi, non ha una formazione di tipo giuridica, ma il più delle volte artistico-letterale, le coordinate essenziali del diritto pubblico in generale e, in particolare, i fondamenti dell’organizzazione dello spettacolo dal punto di vista pubblicistico.

Di per sé il diritto dello spettacolo non esiste, o per meglio dire non esiste una categoria specifica del diritto individuata autonomamente come diritto dello spettacolo. Lo spettacolo, nell’estensione della propria disciplina, comprende il diritto costituzionale e il diritto amministrativo, ma anche il diritto penale e il diritto civile.

La scelta è quella di concentrarsi sugli elementi del diritto costituzionale e amministrativo allo scopo di capire l’azione pubblica e privata nello spettacolo. In questo senso, all’interno dei diversi capitoli, viene dato maggiore o minore risalto a determinati argomenti, a discapito di altri, nell’ottica di esplicare i principali istituti giuridici del diritto pubblico coinvolti nello spettacolo.

Nell’ottica dello studio della dimensione pubblicistica del diritto dello spettacolo, si è scelto di inserire, in fondo al volume, il testo della Costituzione della Repubblica italiana.

Una seria conoscenza del testo costituzionale costituisce la premessa per capire ogni settore del diritto e, soprattutto, i principi e i valori sui quali si fonda l’ordinamento giuridico italiano. È importante non dimenticare che un’adeguata padronanza del diritto costituzionale rappresenta la base indispensabile per capire il sistema giuridico nel suo complesso. Che si tratti di leggi statali o regionali, o si tratti di altre fonti del diritto, o di soggetti, di poteri, di libertà, di garanzie, di istituzioni, di autonomie, di giustizia e quant’altro, è sempre dal diritto costituzionale che occorre partire.

Nello spettacolo, nelle sue diverse forme di espressione come il cinema, la televisione, il teatro, la musica e la danza, esiste il variegato mondo degli operatori culturali, privati e pubblici, che necessitano di acquisire, sempre più velocemente, informazioni giuridicamente corrette per lo svolgimento delle proprie attività in conformità all’ordinamento giuridico.

L’intento, con questo testo, è quello di fornire le basi del diritto pubblico per lo spettacolo per comprendere le più svariate situazioni che possono venire a crearsi nel mondo del fare spettacolo, poiché il volume è rivolto ad una platea di studenti, quali futuri lavoratori a diverso titolo nel mondo della cultura.

 

Sezione I

 

PRINCIPI DELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE

 

 

Capitolo I

 

IL DIRITTO E LA SOCIETÀ

 

 

Sommario: 1. L’ordinamento giuridico. – 2. Common law e Civil law. – 3. Il diritto pubblico.

 

 

1. L’ordinamento giuridico.

Il diritto è l’insieme delle regole di condotta che disciplinano i rapporti tra i membri di una comunità in un dato momento storico.

La norma giuridica è la regola di comportamento obbligatoria per tutti i componenti di una determinata società. Per imporre un determinato comportamento è necessario avere prima determinato quali fatti si intende regolare e quali sono gli effetti che si intendono riconnettere a tali fatti. 

La prima operazione consiste in una selezione, fra i vari aspetti della vita umana, di quelli che vengono assunti nella sfera del diritto. La seconda operazione comporta la determinazione degli effetti obbligatori che a tale assunzione nella sfera del diritto si collegano. Quelli effetti che si impongono al di là e anche contro la volontà dei destinatari della norma giuridica che si è posta.

I soggetti giuridici sono coloro cui le norme intendono rivolgersi nell’attribuire diritti o nell’imporre obblighi. Essi sono innanzitutto le persone fisiche. La persona fisica è dotata della capacità giuridica, quale l’idoneità ad essere titolari di diritti e destinataria di obblighi, fin dal momento della nascita. Il soggetto deve possedere anche la capacità di agire, variamente limitata dal diritto, come nel caso del minore o dell’infermo di mente. 

Oltre alle persone fisiche, l’ordinamento disciplina le persone giuridiche, quale una pluralità di persone che danno vita a un’organizzazione che persegue una finalità comune.

Tra le persone giuridiche si distinguono quelle private da quelle pubbliche, come lo Stato. Tra i soggetti giuridici vanno annoverati tutti quei fenomeni associativi, come le associazioni di fatto, che, pur privi di un riconoscimento pubblico, nel senso che non hanno personalità giuridica, sono tuttavia destinatari di alcune norme giuridiche.

Fra il fenomeno giuridico e quello sociale intercorre un rapporto sostanziale. Il fenomeno giuridico consiste nella nascita di un complesso di regole, con vari fini e contenuti, che si applicano all’interno di una comunità sociale, entro una determinata sfera territoriale, attraverso un’organizzazione dotata di un minimo di stabilità. 

L’ordinamento giuridico, pertanto, è quel complesso di norme di una determinata collettività.

La natura di ordinamento giuridico non dipende dalla natura dei fini cui esso si ispira, bensì soltanto dal rapporto tra l’ordinamento ed il gruppo sociale che ad esso si richiama e che in esso si riconosce.

Gli ordinamenti particolari sono quelli che si propongono il raggiungimento delle finalità più varie e delimitate a un certo settore, mentre gli ordinamenti generali si propongono il soddisfacimento di una finalità che tendenzialmente comprende tutti i possibili interessi sociali. Tra questi ordinamenti generali si distinguono quelli originari, che traggono da sé medesimi il loro carattere di sovranità, da quelli derivati, che viceversa traggono i loro poteri da un altro ordinamento ad essi sovraordinato. L’adozione dell’uno o dell’altro atteggiamento dipende dalla volontà manifestata dall’ordinamento generale in ordine all’estensione dei fini che esso intende perseguire direttamente con il proprio apparato autoritativo. 

Lo Stato è l’ordinamento giuridico che, attraverso l’insieme degli organi politici, amministrativi e giurisdizionali che compongono lo Stato apparato, assicura la pacifica convivenza e il perseguimento di finalità generali, condivise da una determinata collettività sociale, quale lo Stato comunità. Sul piano interno, lo Stato detta e fa rispettare regole di comportamento destinate ai singoli come ai gruppi, sia sul piano esterno, favorendo la formazione di regole coerenti con quelle finalità e impegnandosi ad assicurarne il rispetto, in accordo anche con gli altri ordinamenti generali che compongono la comunità internazionale.

Lo Stato è un’entità che si colloca in una posizione di supremazia rispetto a tutti i soggetti individuali e collettivi, che compongono il popolo, e che vivono in un determinato territorio, con lo scopo di assicurare la sopravvivenza e lo sviluppo della comunità sociale.

 

 

2. “Common law e civil law”.

Esistono, essenzialmente, due modelli, opposti fra loro, di ordinamento giuridico: il common law e il civil law

I due modelli hanno in Europa fortune diverse: mentre l’ordinamento inglese è individuato come common law, tutti altri ordinamenti sono civil law. L’elemento differenziale di fondo tra i due modelli attiene ai modi di produzione delle norme giuridiche e ai soggetti che ne sono coinvolti.

La caratteristica principale del common law è quella di basarsi su un tessuto di regole molte delle quali non scritte, non contenute in specifici atti normativi, bensì in decisioni giurisprudenziali, basate sull’affermazione di principi tratti per lo più dall’esperienza, dalle consuetudini, dalle prassi. In tale sistema la sentenza del giudice acquista un valore normativo, e dunque è fonte di diritto. 

Un valore che si esprime attraverso il principio dello stare decisis, per cui nessun giudice può discostarsi dai principi affermati in altra precedente sentenza relativa un caso analogo a quello che egli si trova a giudicare. 

Negli ordinamenti di civil law la norma giuridica viene considerata tale solo se contenuta in atti a cui lo stesso ordinamento riconosce la capacità di produrre regole di questo tipo. Il ruolo del giudice è solo quello di interpretare la norma scritta e di applicarla al caso concreto. 

Le differenze tra i due sistemi lentamente e sempre più si attenuano secondo un processo di osmosi che porta alcuni elementi dell’uno a trasferirsi nell’altro e viceversa. Così, mentre da un lato è andato progressivamente aumentando il ricorso al diritto scritto (Statute law) nel common law, dall’altro, per ciò che attiene al civil law, la funzione del giudice è andata arricchendosi di contenuti in parte analoghi a quelli del giudice dei Paesi anglosassoni.

 

 

3. Il diritto pubblico.

Il diritto pubblico si occupa dell’organizzazione dei pubblici poteri e dei rapporti tra l’autorità pubblica ed i privati. Diversamente, il diritto privato tratta dei rapporti tra privati posti in posizione di parità tra loro.

Il diritto pubblico comprende il diritto costituzionale, amministrativo, ecclesiastico, tributario e penale, e il diritto privato si compone del diritto civile, commerciale, del lavoro, industriale.

In particolare, il diritto pubblico è costituito dai principi del diritto costituzionale e del diritto amministrativo. Gli argomenti essenziali sono l’organizzazione costituzionale e quella amministrativa, le fonti del diritto, l’azione amministrativa, le libertà e i diritti costituzionali, e la giustizia ordinaria, amministrativa e costituzionale.

Nell’organizzazione giuridica, l’attore principale, per il diritto pubblico, è il potere politico, quel potere che si basa sulla possibilità di ricorrere in ultima istanza alla forza legittima per imporre la propria volontà. In merito alla legittimazione, in America a partire dalla Rivoluziona Americana del 1787 e in Europa da quella francese del 1789, il potere politico si basa non solamente sulla forza, ma anche sul principio di giustificazione, nel senso che il potere politico non agisce libero da vincoli giuridici.

Il costituzionalismo è l’idea che il potere politico sia sottoposto al diritto a tutela delle libertà contro gli abusi di potere.

Il principio di legalità, la separazione dei poteri, le diverse libertà costituzionali sono i principali mezzi giuridici attraverso cui si è affermato il costituzionalismo. La legittimazione legale-razionale è oggi superata dalla legittimazione per consenso conseguente la democratizzazione degli Stati operata, in larga scala, a partire dal XX secolo.

Le Costituzioni democratiche si caratterizzano per la rigidità costituzionale, la giustizia costituzionale, i diritti sociali, i referendum, la regolamentazione dei mercati e l’indipendenza del potere giudiziario.

Nasce lo Stato costituzionale, quale forma giuridica della democrazia pluralista, sequenza naturale dello Stato liberale e dello Stato sociale, caratterizzato dalla coesistenza di valori diversi, talvolta contrapposti, ma destinati a convivere nel rispetto del principio della tolleranza, ispirato alla ragionevolezza delle regole che devono guidare le azioni umane.

Lo Stato costituzionale, quello democratico liberale, si adegua sempre più alla dimensione sovra-nazionale dell’economia e del diritto esterno, soprattutto rispetto all’Unione europea, e si adegua al ruolo sempre più determinate delle Regioni e degli Enti locali per quanto concerne la divisione dei poteri al suo interno.

 

 

Bibliografia essenziale:

- A. Barbera e C. Fusaro, Corso di diritto costituzionale, Bologna, 2012;

- P. Caretti e U. De Siervo, Istituzioni di diritto costituzionale e pubblico, Torino, 2012;

- E. Cheli, Nata per unire. La Costituzione italiana tra storia e politica, Bologna, 2012.

 

Sommario

 

Prefazione 13

Sezione I - PRINCIPI DELL’ORDINAMENTO COSTITUZIONALE 15

Capitolo I -  IL DIRITTO E LA SOCIETÀ 17

1. L’ordinamento giuridico. 17

2. “Common law e civil law”. 19

3. Il diritto pubblico. 20

Capitolo II - LE FORME DI STATO 22

1. La forma di Stato. 22

2. Le forme di Stato e l’autonomia territoriale. 22

3. Lo Stato unitario accentrato, lo Stato federale e lo Stato regionale. 23

4. L’evoluzione delle forme di Stato. 26

Capitolo III - L’ESERCIZIO DEL POTERE POLITICO 28

1. La separazione dei poteri. 28

2. La forma di governo. 29

3. La democrazia parlamentare. 29

4. La democrazia diretta. 31

5. Il principio di sussidiarietà orizzontale. 32

6. La cittadinanza “partecipata”. 33

7. La democrazia “partecipativa”. 34

Capitolo IV - L’ORDINAMENTO ITALIANO E LA SUA EVOLUZIONE 37

1. La storia del Parlamento italiano. 37

2. Lo Stato liberale italiano. 39

3. L’avvento del fascismo. 40

4. La nascita della Costituzione. 42

5. Le caratteristiche della Costituzione. 44

Capitolo V - IL SISTEMA DELLE FONTI DEL DIRITTO 47

1. L’ordinamento delle fonti del diritto. 47

2. I principi del sistema delle fonti. 48

3. Il livello super primario. 50

4. Il livello primario. 51

4.1. Gli atti aventi forza di legge: il decreto legislativo. 52

4.2. Il decreto legge. 53

5. Le fonti esterne. 54

6. Il livello secondario. 55

7. Le fonti di necessità. 57

8. La consuetudine. 58

9. La pubblicazione. 58

10. L’interpretazione. 59

Capitolo VI - I DIRITTI E LE LIBERTÀ 61

1. La forma di Stato e i diritti di libertà. 61

2. La cittadinanza. 62

2.1. I diritti di cittadinanza. 64

2.2. L’acquisto della cittadinanza. 65

2.3. La cittadinanza europea. 66

3. I diritti costituzionali. 67

4. Le libertà individuali e collettive. 69

5. La libertà di manifestazione del pensiero. 69

5.1. L’art. 21 Cost. e la stampa. 71

5.2. L’art. 21 Cost. e la radiotelevisione. 72

5.3. L’art. 21 Cost. e i nuovi media. 73

5.4. L’art. 21 Cost. e l’arte, la scienza e l’insegnamento. 74

5.5. L’art. 21 Cost. e lo spettacolo. 74

6. La libertà di riunione. 75

6.1. La libertà di riunione e lo spettacolo. 76

7. La libertà di associazione. 79

8. I diritti sociali. 80

9. La “class action”. 81

9.1. L’azione di classe italiana. 82

9.2. Il ricorso per l’efficienza delle Amministrazioni. 83

Sezione II - FONDAMENTI DEL SISTEMA AMMINISTRATIVO 85

Capitolo VII - LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 87

1. I principi amministrativi. 87

2. La Costituzione “amministrativa”. 88

2.1. Il buon andamento. 90

2.2. L’imparzialità. 90

2.3. La responsabilità pubblica. 92

2.4. Il concorso pubblico. 94

2.5. La sussidiarietà orizzontale. 94

3. I modelli costituzionali di Amministrazione pubblica. 95

Capitolo VIII - L’ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA 97

1. I principi organizzativi. 97

2. La struttura amministrativa ministeriale. 98

3. La privatizzazione del pubblico impiego. 100

Capitolo IX - L’AZIONE AMMINISTRATIVA 102

1. I principi dell’azione amministrativa. 102

2. Il principio di legalità amministrativa. 103

2.1. Riserva di legge e riserva d’Amministrazione 104

3. Gli atti della Pubblica Amministrazione. 105

4. La legge n. 241 del 1990. 106

Sezione III - LA REPUBBLICA DELLE AUTONOMIE 109

Capitolo X - REGIONI ED ENTI LOCALI NELLA COSTITUZIONE 111

1. La Costituzione del 1948. 111

2. Le autonomie pubbliche e la Costituzione del 1948. 112

3. La costituzionalizzazione della sussidiarietà verticale. 114

Capitolo XI - L’ORDINAMENTO REGIONALE 118

1. La riforma del Titolo V Cost. 118

2. L’autonomia territoriale e la politica nazionale. 120

3. La potestà statutaria regionale. 121

4. Il riparto dell’organizzazione amministrativa tra Stato e Regioni. 122

5. Le Regioni e la Repubblica 124

Capitolo XII - L’ORDINAMENTO LOCALE 125

1. L’assetto costituzionale delle Autonomie locali. 125

2. Il potere normativo locale. 128

3. Il principio della sussidiarietà. 129

3.1. Il principio di differenziazione. 131

3.2. Il principio di adeguatezza. 132

4. L’autonomia finanziaria locale. 133

5. L’Amministrazione locale e il potere sostitutivo. 133

6. L’organizzazione locale nel sistema delle fonti. 134

7. Il Codice delle Autonomie. 135

8. L’ordinamento di Roma Capitale. 136

Capitolo XIII - LO STATO SUSSIDIARIO 138

1. Lo Stato “amministrativo”. 138

2. Lo Stato regionale “avanzato”. 140

3. Lo Stato “sussidiario”. 142

Sezione IV - L’ORGANIZZAZIONE PUBBLICA E PRIVATA DELLO SPETTACOLO 145

Capitolo XIV - LO SPETTACOLO 147

1. Il diritto dello spettacolo. 147

2. La nozione giuridica di spettacolo. 148

Capitolo XV - LO SPETTACOLO NELLA COSTITUZIONE 151

1. Le basi costituzionali dello spettacolo. 151

2. Il sistema costituzionale amministrativo dello spettacolo. 154

Capitolo XVI - LA STORIA DELLO SPETTACOLO 157

1. Lo Stato liberale e lo spettacolo. 157

2. Lo spettacolo nel fascismo. 158

3. Il periodo repubblicano: gli anni settanta e ottanta. 160

4. Gli anni novanta. 163

5. La storia degli enti lirici. 166

6. La riforma del Titolo V Cost. 169

7. Lo stato dell’arte. 174

Capitolo XVII - LO STATO SUSSIDIARIO DELLO SPETTACOLO 176

1. L’intervento pubblico fra i differenti livelli di governo. 176

2. Le funzioni amministrative fra Stato e Autonomie territoriali. 177

2.1. La funzione amministrativa del rilascio delle licenze. 179

3. Le attività cinematografiche e la sussidiarietà verticale. 180

4. Il finanziamento dello spettacolo dal vivo. 185

5. Il finanziamento dell’attività cinematografica. 187

Capitolo XVIII - LA SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE E LO SPETTACOLO 190

1. L’attività privata di promozione culturale. 190

2. Il cinema e il privato. 191

3. Il privato e lo spettacolo dal vivo. 192

4. Nuove forme di sussidiarietà orizzontale nello spettacolo. 193

5. La coAmministrazione 195

Sezione V - APPENDICE 199

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA 201


 

Il testo illustra gli elementi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e del sistema amministrativo, soffermandosi, sugli aspetti specifici della dimensione pubblica dello spettacolo. Una parte significativa è dedicata ai rapporti fra le diverse Pubbliche Amministrazioni, e ai rapporti tra i soggetti privati e le istituzioni pubbliche, nell’ambito dell’organizzazione e del funzionamento dello spettacolo.

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