Rinaldo Bernardi
La Stella dell’Anticristo

Titolo La Stella dell’Anticristo
Autore Rinaldo Bernardi
Genere Narrativa - Esoterismo      
Pubblicata il 26/03/2015
Visite 4891
Editore Liberodiscrivere® associazione culturale edizioni
Collana Spazioautori  N.  3551
ISBN 9788899137151
Pagine 148
Prezzo Libro 13,00 € PayPal
La crisi economica fa paura e nel momento di uscita di questo libro, i segnali non sono confortanti. La recessione è un ‘mostro’, una forza negativa potente, che agisce sulle borse e sui sentimenti di tutti. Qualcuno l’ha persino paragonata all’avvento di un Anticristo, al soffio malefico di un ‘Nuovo Eone’ che porta il suo cambiamento con sangue, violenze e retrocessioni umane. Il libro è ambientato a Parigi. Bernardi, al suo primo romanzo, ci propone un ‘metastorico contemporaneo’ in cui le azioni si svolgono sotto gli occhi di tutti, ma sono comprese da pochi. La vicenda è quella di un giovane Principe meticcio, Adam Hack. Può il coraggio di un solo uomo far fronte a un Anticristo in un percorso ‘quasi’ iniziatico? Volontà e immaginazione agiscono dentro di noi. Potrebbe essere un uomo qualsiasi e anonimo, il nostro vicino di casa, l’Anticristo?


Adam, mentre tenta di fare Luce, è avvicinato da una figura misteriosa, Madame Liane Foly. La donna a tratti sembra chiarificargli complessi problemi e tremendi scenari, ma in altri frangenti parrebbe persino essere a capo proprio di quella congiura di potenti che vogliono la testa del protagonista destinato a sovvertire i loro progetti. In un panorama che ha una logica, ma si immerge negli Abissi dell’incomprensibile nasce una lotta nella desolazione, tra assenze totali d’Amore e avventure superstiziose. Adam è comunque un eretico, inteso in quel termine greco hairetikòs che significa ‘capace di scegliere’. E mentre sembra dilagare una guerra mondiale combattuta a colpi di Magia nera - dove per Magia nera si intende eccesso di artificialità - soltanto l’uccisione unicamente spirituale di questo impertinente e impenitente ‘Nuovo Eone’, potrebbe riallineare l’Universo. Letteratura Cosmica.

 
Sei giorni dopo la fatidica data della millenaristica Profezia Maya, in un edificio in rue Cujas, un giovane Principe meticcio, dal ceppo franco-tedesco e indiano, fa visita alla salma di un uomo che è deceduto da poche ore. La zona è quella di una Parigi che sembra allentare la frenesia del Quartiere Latino per cedere al verde tranquillo e riflessivo del Luxembourg. È l’epoca dell’Individualismo Esoterico. Gli Ordini Spirituali faticano a fare rispettare i Gradi. L’Etica appare divorata da un Agente Oscuro, così come sparisce, risucchiato in un buco nero, il lavoro ordinario per la gente comune. La disoccupazione raggiunge livelli record. Le tasse crescono e la popolazione è esasperata. Ognuno mangia in modo occulto e dissennato ciò che può, ma improvvisamente si trova innalzate, dinnanzi a sé, insormontabili, incomprensibili barriere. Qualcuno le oltrepassa, ma rimane intrappolato in un inoperoso limbo. Nel corso del 2012 è scoppiata la guerra civile in Siria e venti di dissenso soffiano agitando proteste popolari in varie parti del Pianeta. In Ucraina si registrano malumori destinati a crescere, tra filoeuropeisti e la Russia, soprattutto per il controllo della Crimea. In molti scorgono nei nuovi eventi mondiali la semina della lunga mano degli Stati Uniti e dei Servizi Segreti. Fuori da quella stanza, in rue Cujas, trovano posto le Grandes écoles e i Lycées. C’è il Panthéon dove sono sepolti diversi Grandi di Francia. Tra questi: Voltaire, Rousseau, Victor Hugo, Emile Zola, i coniugi Curie, Lèon Foucault e Jean Bernard. Sono simboli. Loro, questi Immortali, portano gli Antichi, immutati, Valori del Tempio. Sono Custodi. Pietre che sorvegliano... Lì vicino a quella stanza ci sono vie con interessanti librerie. È il piccolo quartiere che fu preferito da Paul Verlaine e André Gide. Il ragazzo nobile, che fa visita al defunto, si chiama Adam Hack e ha 33 anni. Questa zona, il giovane, era solito frequentarla da bambino quando, nel verde meditativo del parco, giocava con un’oasi di pace nel cuore. I ricordi di Adam andavano allo specchio ornamentale del Grand Bassin dove, la domenica, mamma e papà gli affittavano una barchetta a vela giocattolo. Lui, tenero, la faceva navigare. È “magico” il Luxembourg, fatto a terrazze, ripropone l’illusione teatro-giardino. La grande aiuola centrale, tema che aiuta a sviluppare pensieri, per residenti e turisti, è attorniata da duemila solari olmi. Il cadavere fresco, che giace nella stanza, è quello di un ex docente della Sorbona, Bernard Lacourt. L’uomo era un GranMaestro e aveva 86 anni. A Parigi aveva trascorso un’esistenza tra notorietà e molte chiacchiere. Anziano professore, titolare di corsi di Bioetica e di Filosofia pratica, vantava innanzitutto un vasto numero di pubblicazioni. Qualche anno prima aveva avviato con successo un potente e seguitissimo motore di ricerca sul web che rispondeva all’indirizzo telematico www.acaciahorrida.fr. E qui su di lui si erano alimentate tante curiosità. Era trapelato che il suo portale conduceva al “deep w”, un internet oscuro, infido e pericoloso in cui gli utenti, selezionatissimi e dalla navigazione garantita invisibile, potevano acquistare armi, droga, banconote false o prostituzione minorile. Tramite speciali software e con monete denominate “Bitcoin” i traffici illegali diventavano un vero Tesoro economico. Massone dichiarato, Lacourt, era stato un convinto appartenente al Grande Oriente di Francia. Nei suoi primi 40 anni aveva aderito a una complessa corrente Ermetica Rosacrociana dando forma a una sorta di rinata Arte Reale di origine Ellenico-Egizia che tendeva a dissociarsi dalle più canoniche visioni neoalchemiche coeve. Le sue proiezioni avevano forti basi nelle Sacre Scritture, ma da queste differivano. In buona sostanza si trattava di teorie esoteriche e parareligiose che, da allora, erano sempre state tanto partecipate quanto oggetto di numerosissime discussioni, sia positive sia negative. Per esempio, Lacourt, pubblicamente sosteneva che la Genesi si componesse di frammenti Elohisti e Jehovisti cuciti insieme e che i vari Mosé e Gesù… ma ancor prima Rama, Krishna, Hermes, Zoroastro e Fo-Hi fossero personaggi esclusivamente leggendari creati appositamente da filosofi e da sacerdoti sfruttando basi di Leggi Spirituali effettive. Questo con lo scopo di vedere garantite certe “Origini Divine” che, se ben adattate, potessero rassicurare le masse. Il GranMaestro, si era capito, stava senz’altro anche con Hegel, dalla parte dell’Astuzia della Ragione, consapevole che non accade mai ciò che l’uomo si propone. Seppure Lacourt avesse condotto la sua missione di vita in modo rigoroso e irreprensibile, suggellando la sua brillante statura accademica e politica con successi e riconoscimenti internazionali, da qualche anno veniva fatto sempre più spesso oggetto di insistenti illazioni. Era troppo il potere, visibile e non, sviluppato attorno a lui. Più d’uno dei suoi detrattori avanzavano ipotesi che quell’Alto Professore vivesse in zone d’ombra, amante in privato di luoghi privi di Luce e intrisi di misteri. Attorno al suo operato, in effetti, col trascorrere dei decenni, avevano preso forma enigmi politici, economici e sociali, di grande rilevanza. Molti ancora da chiarire e contornati da strane morti. Con probabilità, tenute bene in considerazione dagli inquirenti – si vociferava – che le vittime che Lacourt si era portato appresso erano entrate in un vortice di criminalità trasversale e multinazionale. Uomini facoltosi e “di posizione” o semplici Cristi erano stati risucchiati sempre di più in un complesso gorgo di cui egli era il vertice. Il giovane Principe, Lacourt, lo aveva visto anni prima, quando, il Professore Nero, aveva tenuto insieme con altri luminari, una serie di conferenze non aperte al pubblico. Di persona, però, i due non si erano mai parlati. Gli incontri, tre in tutto, si erano svolti su invito strettamente privato tra quelle che dovevano essere le migliori menti in circolazione nella Capitale. Il Vecchio, uno dei capi di quel sodalizio composto da una cinquantina di individui, aveva deliberatamente evitato il contatto con il ragazzo. Si era discusso di temi legati all’Ambiente. Lacourt, in qualità di relatore, collaborava come massimo esperto con il gruppo Heva, un pool di cervelli che, finanziati dalle istituzioni, si muovevano in favore della comprensione dei problemi inerenti repentini mutamenti climatici del Pianeta. La situazione tra loro due era poi degenerata a distanza. Uno strano Disegno Divino sembrava avere indissolubilmente incatenato le loro Anime. Lacourt, poco prima di morire, risultava essere l’ultimo dei più acerrimi nemici del ragazzo. Eppure il Vecchio, tra le loro conoscenze comuni, si era spacciato per essere il Padre spirituale, da sempre nascosto, di Adam. Un Sole al tramonto dietro un Sole nascente. Il giovane non aveva mai condiviso tutto ciò e anzi, era sicuro che nell’ombra, quel “genitore scomodo e interessato”, a più riprese, aveva persino tentato di ucciderlo. Lacourt non aveva certo agito direttamente, ma aveva provato più di una volta dando mandato per quella delicata operazione ai suoi collaboratori. Vedendo decretati gli insuccessi, nei suoi ultimi giorni di vita, stava per scendere in campo di persona. Il Vecchio non era riuscito a dominare l’odio e dopo aver smesso di contemplare il divino nascituro complesso, si dava spiegazioni attraverso la calunnia e la persecuzione dell’apparente “cattivo diverso”. Aveva infatti deciso di uccidere Adam auspicando il mantenimento di quella che egli riteneva essere la sua Vera e Unica Aristocrazia e avvalendosi del concetto che sottende alla rivalità dei Sovrani. Cioè la piena giustificazione di un omicidio. Nei momenti che avevano preceduto la morte dello stimato GranMaestro egli, Lacourt, era rimasto in preda di sempre più frequenti farneticazioni. I suoi equilibri psicofisici erano progressivamente venuti meno. Negli ultimi anni della sua esistenza aveva iniziato a soffrire a intermittenza di scompensi neurovegetativi che gli davano brevi deliri. E tuttavia, imprevedibilmente, questi stadi erano oggetto di certificazioni e studi accademici da parte di razionali e lucidi istituti gestiti da suoi Confratelli. Le larve che a ore alternate della giornata comparivano attorno a lui, lo ghermivano improvvisamente. Lo tenevano stretto e parevano avere precise rispondenze nel Mondo Ctonio. Ovvero quell’Universo sotterraneo che ha riferimenti nelle divinità cattive. Parevano soprattutto giovani e femminili questi residui psichici e spirituali, ma erano anche scorie di anziani e laidi arcivescovi che egli amava evocare, posature di malavita, eccessi di plebaglie e fondigli elitari. Svinature e filtrazioni che portavano interessanti elementi sciamanici e taumaturgici ancestrali legati a doppia mandata con le Anime dei defunti. Lacourt per onorare questo viveva ormai isolato, tentando di mettere i piedi da solo sulla Testa del Serpente. Nel suo studio privato era inseparabile dal suo mantello di lana dentro al quale scorgeva immagini riferite alle sue preoccupazioni magiche. Si era messo in mente di poter trionfare all’Inferno. Ma si sapeva: colui il quale decide di avventurarsi sul pericoloso crinale in contatto con gli spettri vive in realtà nel gorgogliante fiume che sfocia negli abissi della pazzia. Il Vecchio sembrava intaccato per quanto attenesse la sfera della sua Chiaroveggenza. Visionario di segreti iniziatici e un tempo assiduo frequentatore di occulti sodalizi, il Professore Nero, conosceva assai bene tutti i nefasti accadimenti che avevano caratterizzato gli ultimi decenni e che avevano affondato il tessuto sociale in una profonda crisi economica. Il Mondo, da qualche anno faceva fatica a riconoscersi. Con l’avvicinarsi della fatidica data della Profezia Maya la gente sembrava sempre più in preda al panico. I soldi nei portafogli e sui conti correnti bancari c’erano, ma alle persone cominciavano a mancare nella testa. I popoli vedevano prendere forma il Kaos che apparentemente non aveva spiegazioni. Le paure si materializzavano in un potere immaginifico negativo di creazione. E riuscivano ad autoalimentarsi. Le istituzioni non erano più riconosciute e quasi dappertutto si registravano pericolosissime spinte anarchiche. L’Economia globale che negli ultimi decenni aveva respirato risultava al tracollo. Un pieno rilancio della criminalità organizzata insediata sia nella Capitale Francese sia in vaste parti d’Europa sfruttava al meglio il momento di incertezza. Sulle vicende che riguardavano Lacourt, tra la gente si era diffusa un’altra voce, protetta dalle Alte Sfere del Potere. Un’indiscrezione rarefatta e non immediatamente verificabile. Si diceva che il Vecchio potesse influire, comandare e “drogare” larga parte dell’Informazione massmediologica corrente. E che avesse in pugno tutti i Servizi Segreti con i vari Club di Intercettatori, ordinari e hacker. Spie e dissidenti erano al corrente del Cybercrime fantasma sviluppato da Acaciahorrida e la maggior parte di essi si muoveva sotto la medesima bandiera. I tentacoli del Vecchio, da Parigi, giungevano ovunque e soprattutto all’interno di tutti i vertici istituzionali del Pianeta. Servendosi di compiacenti Confratelli Capitolari Bernard Lacourt dava origine a false esposizioni di fatti che nella realtà non si erano mai verificati. Finti rapimenti allestiti “tipo fiction”, spostamenti di capitale e ipotesi di manovre fiscali artefatti con lo scopo di governare il panorama borsistico tramite speculazioni. Persecuzioni, illazioni e calunnie erano avviate su larga scala nei confronti di nemici da eliminare attraverso il giudizio o il linciaggio da parte dell’opinione pubblica. Il Vecchio riusciva a sapere con anticipo, su tutti, cosa sarebbe accaduto in Europa. Diffondeva dati, come piccole Onde destinate a divenire sempre più grandi sino a trasformarsi in enormi Mostri pronti a essere usati. Progettava e distribuiva vacue e baluginanti coltivazioni tra le persone. Per tenerle impegnate nelle futilità. Sapeva con colori e sapori viziosi come impegnare e dirigere il “gregge”. Insieme a un manipolo di suoi Confratelli, Lacourt e i suoi più stretti collaboratori, proseguivano indefessi a plasmare interi settori deviati della società al fine di formare in un immenso laboratorio civile, automi. Era a capo di depistanti azioni politiche ed economiche che spesso spiazzavano anche pari livelli internazionali. Tali distorte campagne di informazione basate su raffinate menzogne si facevano sempre più “forme informanti” fini a se stesse. Venivano interrotte soltanto dopo avere visto maturati sul Piano Materiale i preventivati frutti. In contatto con gruppi d’investimento, l’imponente Rete del GranMaestro, risultava essere un Esercito Nero e trasversale che intercettava e predisponeva ri-finanziamenti su vasti raggi di azione. Il Vecchio aveva aderenze persino alla Casa Bianca, persino nell’Area Mediorientale e sino sul Versante Ispanico. Le sue lunghe appendici decisionali raggiungevano Infrastrutture, Armi e Aeroporti. Teneva in pugno il business degli sbarchi clandestini nelle aree del Mediterraneo. E ciò gli riusciva grazie e soprattutto a patti che aveva rinnovati in Italia con importanti Famiglie. Laggiù a capo di questo racket si poneva il clan Calcaserra. L’Associazione Globale Nera con origini Francesi e successivo sviluppo Italiano era stata contratta dai rispettivi Padri già dai tempi della Carboneria. Re e sottoposti agivano mantenendo il più stretto riserbo e le loro finalità venivano celate in sodalizi di mutuo soccorso. Sul finire del 2012, un ultimo grande Mistero avvolgeva la Morte del Vecchio. Tra i praticatori girava voce che l’ex potente si fosse tolto la vita… Qualcuno negli ambienti dell’Esoterismo Parigino avanzava il sospetto che fosse addirittura deceduto in seguito ad Opera Magica, vittima di una “Prigione Magnetica a Spirale” che l’avrebbe avvolto verso l’interno e da cui non sarebbe più riuscito a uscire. Restavano da definire le sorti del suo Impero e le spartizioni delle eredità non soltanto materiali. Il Professore Satanico portava davvero quel Padre che non è mai morto e che si sta perpetuando sino alla fine dei tempi? Adam, quella fredda mattina del 27 dicembre, era giunto nella camera ardente privata in rue Cujas riflettendo dentro di sé. Pensava che l’Amore non può mai essere un obbligo. E che c’è sempre una possibilità di scelta per gli uomini che restano liberi. La stanza aveva un colore cupo tra il rossastro e il nero ed era circondata da strane simbologie. Pitture mostruose, ma nello stesso istante meravigliose celavano Forze Intellettuali che egli subìva. Il Principe si guardava attentamente attorno e scorgeva una serie di quadri e di arazzi veramente particolari. Uno di essi raffigurava un’immagine antropomorfa. La parte superiore aveva terribili tratti d’Aquila e le parti esterne erano conformate con le caratteristiche di un Leone. La figura, contornata da Sette Astri, si poggiava su un Serpente Alato che sprigionava dalle sue fauci fiamme luminose. Inquietanti messaggi scritti in caratteri cubitali parevano ammonire tutti i presenti. Nella parte superiore dell’arazzo stava scritto “Mercurialis”, mentre nella parte inferiore campeggiava il monito: “Viatarum Spagyricum”. Erano scritte in Latino, è vero, ma cosa potevano significare in quel contesto? In un’altra tela faceva la sua comparsa un altro animale di fantasia. Aveva la testa di un gallo, le ali di un pipistrello con la terminazione posteriore di un serpente. Sembrava poter disporre della Vita e della Morte. Che strana camera ardente era questa, allestita per il Vecchio in rue Cujas? Una cosa era certa. Tale fine si addiceva alla perfezione a quelle che erano state tutte le prerogative di vita di questo Alto Professore Perturbante. Forse egli aveva fatto della sua Magia una Scienza Sacra che in base a quelle visioni apocalittiche non contemplava nulla di impossibile. La mente di Adam prese a ricordarsi di quelle conferenze in cui aveva partecipato anni prima. Tornava a concentrarsi sui comportamenti e sulle posizioni del suo Grande Nemico. Si proiettava di nuovo in quei contesti filoaccademici tentando di decrittare, di ritorno, i messaggi subliminali e i linguaggi che potevano essere decifrati da soli Eletti. Il giovane si ricordava degli accenni ai temi più stravaganti. Di nascite di Streghe, della possibilità di ottenere ricchezze tramite la trasmutazione di metalli in Oro, di ossa e di libri pericolosi tenuti chiusi per gli eletti fedeli e comprensibili soltanto per criminali e infedeli capaci di nascondere delitti... Erano gocce in contesti assolutamente razionali e contornati da ricerche e dati serissimi. In quelle giornate e negli anni successivi troppi erano stati i contenuti esposti. Ma non erano che una punta di un iceberg rispetto all’oceano occulto che si muoveva attorno. E che andava indagato. Adam era sicuro che ad analisi successive e sempre più profonde sarebbe giunto attraverso l’intuizione a risposte che, per il momento, restavano celate. Rivedeva il GranMaestro parlare delle rispondenze del Microcosmo rispetto al Macrocosmo, della produzione esteriore di effetti corrispondenti nelle fusioni tra Oro e Luce. Della sua estenuante ricerca di quella cosa incomprensibile che era denominata Pietra Filosofale. Lacourt gli era sempre sembrato un po’ ubriaco e molto lucido, ma potevano quella manica di matti dare senso compiuto a lavori che trattavano di sogni? Adam pensava ai problemi dell’informazione visibile, della tecnologia e dell’Intelligence. Il Principe in rue Cujas rivalutava la messa in opera di tutti quei comportamenti tipicamente e autenticamente settari. Si rendeva conto che Lacourt in modo coscienzioso e non in moto discontinuo aveva cercato per tutta la sua Vita il lato più oscuro delle più oscure incarnazioni umane. Forse voleva rendersi portatore di una religione malefica che stava lentamente scatenando l’Inferno sulla Terra. Forse quell’Uomo era unicamente Pazzo e, in buonafede o in malafede, aveva cercato soltanto un contatto con l’Immenso inconoscibile. Tuttavia i risultati che erano seguiti erano stati devastanti. Adam dinnanzi a lui, nel suo Tabernacolo, si sentiva come una specie di Re Artù nell’atto di combattere un gigante. Ecco che nella stanza mortuaria, le esatte parole del Professore Nero gli tornavano alla mente. “Ogni morale e ogni opinione che noi possiamo avere sull’utilizzo dell’Acqua Pesante, del Sale, dello Zolfo e del Mercurio, detengono sempre in sé le loro relatività” – aveva sostenuto Lacourt anni prima in quelle conferenze – E aveva aggiunto: “La realizzazione di una eventuale “Comunione” dell’uomo con Entità anche negative demoniche o qliphotiche che esse siano non può essere giudicata moralmente. Poiché la morale per il beneficio postumo non esiste da un punto di vista oggettivo. Tratta soltanto di esperienze necessarie, perché compresenti nel karma dell’individuo. Un’esperienza umana rappresenta sempre e comunque una Scintilla Spirituale che è Stella di Vera Volontà. E non ha colore solo bianco o soltanto nero. Non è gialla e non è rossonera. Forse è tutte queste tonalità insieme. L’uomo deve quindi compiere una propria Grande Opera di Unione col Sé Divino al fine di realizzarsi. E comprendere… Soltanto l’ignorante usa la Luce a caso”. Poi aveva terminato dicendo: “Certo la Chiesa Cattolica si è appropriata di moltissimi segreti. Ancora li detiene. Ma nessuno svela nella sua totalità l’Arcano che è assai più antico di Enoch”. Cosa significavano veramente quelle parole a metà strada tra l’esposizione di un eretico e gli esperimenti di un alchimista medievale? Quali concetti inarrivabili e poco spendibili si celavano dietro elucubrazioni che sembravano uscite da lucide follie, ma che erano seguite da selezionate platee di pochi intimi atti a bere da lui a perdifiato? Nell’affollata camera ardente un’anziana donna defilata, dall’aria trasandata e un po’ fuori di testa, si mise a commentare quegli istanti a bassa voce: “Madre Santissima …Morail si è arreso. Terribile! Terribile! Il Figlio è fecondato! E non c’è stata Unione con il Padre! L’ha divorato! Questo momento è Terribile per ognuno di Noi che popoliamo il Mondo...”. E proseguiva in una litania in solitudine: “…già …già da qualche tempo Oh Morail! Parevi strozzato! La corda al collo!…”. “Taci deficiente!” – disse secca una voce che proveniva da un lato. Forse quella donna che aveva un ruolo tutto da definire – pensò Adam - aveva fatto parte dell’enorme organizzazione del Vecchio. Sembrava una maliarda. Certo Lacourt non si era relazionato soltanto con Re e Sacerdoti, ma nelle retrovie della sua intricata esistenza aveva mosso milizie armate nere tra Generali, Capitani, Sergenti, Marescialli e Soldati semplici. Un altro anonimo interlocutore, vestito griffato, fece eco alla donna andando a sussurrarle in un orecchio: “Ora niente sarà più come prima… Quando il Figlio precede il Padre e lo uccide spiritualmente si origina la Torre di Babele. Siamo dinnanzi a un mutamento epocale che porterà presto nella gente ulteriori sgomenti e paure. Che l’Onnipotente ce la mandi buona…”. Adam sentì. Qualche istante dopo il giovane ripensò al fatto che Lacourt nel corso di tutto il suo operato aveva ossessivamente ripetuto ai suoi fedelissimi di essere la reincarnazione del Primo Ministro del re Luigi XVIII, Armand Emmanuel, duca di Richelieu. Questa storiella, oggetto di vivo sarcasmo a tutti i livelli, in Università era trapelata. In facoltà, tra una lezione dedicata alla didattica visibile e un’altra più segreta tenuta per gli adepti, il Professore Nero amava ricordare benissimo che era stato lui stesso, secoli prima, a dare prestigio agli uffici del suo Collegio fondato nel 1253 dal teologo del XIII secolo Robert de Sorbon, cappellano e confessore di San Luigi. Narrava tali vicende serissimo, poi a tratti lui stesso sorrideva facendo divertire le matricole con racconti immaginifici. Era la parte migliore che il Vecchio concedeva di sé. Lui, Lacourt du Plessis, aveva fatto costruire un maestoso anfiteatro da milleduecento posti sfruttandolo per divulgare la Dottrina del Nuovo Universo Nascente. Lo stesso Universo, soltanto “un poco più Nero…”, che nel corso di questa sua ultima vita aveva tentato di perpetuare nella Parigi contemporanea. Si capiva ancora meglio, con tali ipotesi ostentate di Reincarnazione, come su questo ex docente pendessero più che velati sospetti di stravaganza. Parte della società civile che si era imbattuta nelle sue reali teorie risultava un po’ perplessa. Tali paralleli “aprivano”. Sopravvivevano ai pensieri fuggenti. Mentre correvano pure voci, peraltro giustificate, che quell’uomo fosse il bieco custode dei vizi più torbidi e inconfessabili dell’establishment del Paese. Ed era per questo che da molto tempo il suo ruolo era oggetto di attenzione anche da parte di quei Servizi Segreti che egli bene conosceva e usava in tutte le parti del Mondo. Era su questo versante che Adam era tornato a incrociarlo. Con un mandato da Londra. In fondo Lacourt non gli era mai piaciuto. Intanto perché quell’uomo era di indole grama. E poi perché Adam aveva da sempre avvertito forti avversità e antipatia da parte di quello pseudoSaggio verso di lui. Il ruolo del giovane Principe, tra gli 007, a distanza di anni, si era elevato e risultava essere davvero importante. In gioco c’era la Salvezza della Terra. Anche se di recente gli incarichi del giovane avevano comportato per lui un percorso rischioso e debilitante. Lacourt era sospettato di una lunghissima fila di reati internazionali, ma di essere anche il Capo di un’alta congrega dedita al Satanismo Globale. Con implicazioni serie nel traffico di bambini e nella compravendita di organi. Del resto, si vociferava pure che il Professore Nero avesse abbracciato una così vasta cultura da non potere essere esente da ricerche e prove in quelle sfere spirituali deviate e molto psicologiche al confine stesso dell’Uomo. Orizzonti capaci di arrivare a sedurre e ad alimentare dubbi di Fede sino ad assumere tristi connotazioni di plagio e strazio generale. Il Vecchio aveva usato tutti. Ragazzi, ragazze, bambini, Padri, Mariti, Madri, Mogli, Amici, Parenti, Vicini ignari etc. Per gli addetti ai lavori e per i suoi avversari di lungo corso, profondi conoscitori delle materie occulte, Lacourt era invece un luminare anche e soprattutto esperto in Testi Magici Antichi e Grimoire contenenti le preziosissime formule della potentissima Ars Goetia. Arte che se bene esercitata poteva anche fare diventare il suo proprietario Padrone del Mondo. Era l’Arte di comandare Spiriti e Demoni. Per entrare in possesso del Grande Arcano Magico, lo strumento più potente del creato. Per pochissimi la diagnosi era precisa: Lui, Lacourt, era stato in vita un formidabile Dottore e Agente del Serpente. Lui era giunto all’equazione Uomo-Dio. Era riuscito in modo più succube e ambiguo, dove Hitler aveva fallito. Uomo di apparato ed eminenza grigia di Morte. All’interno della camera ardente in rue Cujas, ad un certo punto, Adam si avvicinò alla bara di Bernard, quasi a sfiorarlo. In modo suadente cominciò a parlargli attraverso una nenia recitata a bassa voce, ma che risultava abbastanza udibile da parte di tutti gli astanti. Il giovane Principe, aveva svestito, per un attimo, i panni di 007 e mormorava: “Perché mai, sciagurato, avete deciso di contrastarci? Io Vi Onoro! E nutro per Voi un profondo rispetto. Se non aveste fatto tutto ciò oggi sareste a celebrare con il Cuore denso di gioia una serena partenza per l’Oriente Eterno. E attorno a Voi, in compagnia, sarebbe stretta tutta la Vostra Famiglia. Avete tentato la via della Materialità e del Modernismo conservatore, ma occorreva solo interrogarsi più a fondo per essere davvero eterni…”. Poi Adam tacque. In quello che sembrava un addio, un po’ troppo poetico e in stile anglosassone. Dedicato, tutto sommato, a un Amico. Lì intorno, in pochi si concentrarono sulle sue parole. Qualcuno, dietro le quinte, le ascoltava invece con grande attenzione e in modo circospetto. Una Morte è sempre misteriosa, al pari di un Amore o nel rispetto di una Nascita. E nel momento estremo del Dolore ogni sentimento può portare a tributi apparentemente strampalati o irrazionali. Tutti gli attimi di preghiera, convenzionali e non, sgorgano dal petto e possono prendere traiettorie non immediatamente decifrabili e pure non lucide, nell’intricata assenza di certezze che abbraccia tutti. Questo osservavano gli astanti “non sbendati”. Un attempato e distinto signore dall’aspetto alto borghese notava adesso il silenzio e il raccoglimento del Principe. Discreto si avvicinò a un altro individuo che in tight pareva essere un diplomatico. Forse quest’ultimo era un Agente coperto di qualche altro importante servizio segreto internazionale. Tanti erano gli intrighi che accompagnavano questo prestigioso passaggio a migliore vita. L’uomo dall’aspetto alto borghese prese a bisbigliare al presunto Agente: “Eccolo qui… Finalmente è arrivato a Samarcanda… E non è nemmeno un Principe. È un abusivo. Si pensa aristocratico per nascita. Da un’antica tribù di Dio da parte di madre. Genti che in capanne adoravano feticci e animali totem… Merita solo il nostro disprezzo… Però prepariamoci perché oggi questo solitario che sembra provenire da laghi dispersi e da posti selvaggi è completamente uscito dai nostri Orologi… È un respinto. Giustamente non idoneo. L’hanno portato all’Acqua, ma non lo lasceranno bere. La maggior parte dell’Aristocrazia Vera lo schernisce, nonostante egli possa essere uno di loro. Noi lo conosciamo molto determinato e coraggioso e sappiamo di essere di fronte a un Figlio illegittimo che porterà grave soqquadro. Abbiamo pensato che il Re carico d’Oro abitasse perpetuamente la collina. Dobbiamo correre ai ripari. Il giovane è nudo, ma è armato del suo pensiero. Hai visto il suo sguardo?...”. L’altro prese qualche secondo di meditazione e rispose: “Ha tentato di cancellarsi il debito da solo, sopravvivendo ad anni di spaventi… Ma ha già visto Jodheva faccia a faccia senza morirne. Ha familiarizzato con tutti i vertici che comandano le Milizie Celesti. Il tempo non ci è favorevole. Dobbiamo agire adesso. Immediatamente. Lo capisco…”. E aggiunse: “Qui c’è un discepolo che sta fecondando tutti i Maestri. Si è nutrito in silenzio dei loro poteri e li sta rendendo lentamente schiavi. Questo conflitto appare già deciso… ma se questa vicenda arriva a Sud siamo tutti morti”. 



La crisi economica fa paura e nel momento di uscita di questo libro, i segnali non sono confortanti. La recessione è un ‘mostro’, una forza negativa potente, che agisce sulle borse e sui sentimenti di tutti. Qualcuno l’ha persino paragonata all’avvento di un Anticristo, al soffio malefico di un ‘Nuovo Eone’ che porta il suo cambiamento con sangue, violenze e retrocessioni umane. Il libro è ambientato a Parigi. Bernardi, al suo primo romanzo, ci propone un ‘metastorico contemporaneo’ in cui le azioni si svolgono sotto gli occhi di tutti, ma sono comprese da pochi. La vicenda è quella di un giovane Principe meticcio, Adam Hack. Può il coraggio di un solo uomo far fronte a un Anticristo in un percorso ‘quasi’ iniziatico? Volontà e immaginazione agiscono dentro di noi. Potrebbe essere un uomo qualsiasi e anonimo, il nostro vicino di casa, l’Anticristo?

Adam, mentre tenta di fare Luce, è avvicinato da una figura misteriosa, Madame Liane Foly. La donna a tratti sembra chiarificargli complessi problemi e tremendi scenari, ma in altri frangenti parrebbe persino essere a capo proprio di quella congiura di potenti che vogliono la testa del protagonista destinato a sovvertire i loro progetti. In un panorama che ha una logica, ma si immerge negli Abissi dell’incomprensibile nasce una lotta nella desolazione, tra assenze totali d’Amore e avventure superstiziose. Adam è comunque un eretico, inteso in quel termine greco hairetikòs che significa ‘capace di scegliere’. E mentre sembra dilagare una guerra mondiale combattuta a colpi di Magia nera - dove per Magia nera si intende eccesso di artificialità - soltanto l’uccisione unicamente spirituale di questo impertinente e impenitente ‘Nuovo Eone’, potrebbe riallineare l’Universo. Letteratura Cosmica.

 


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