Maddalena Leali
Frequenze indipendenti

Titolo Frequenze indipendenti
Autore Maddalena Leali
Genere Zibaldone      
Pubblicata il 28/08/2020
Visite 358
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3782
ISBN 9788893392259
Pagine 150
Prezzo Libro 12,00 € PayPal
“… anche la parola possiede la propria magia: scritta, parlata, cantata, tradotta nelle immagini dense di colore dei pittori, nei suoni dei musicisti, nelle architetture dei poeti e degli scrittori, persino nell’affascinante complessità della matematica”.
Maddalena Leali - da Anche il lupo cattivo ha avuto un maestro
... gli ingredienti che Maddalena Leali ci dà in lettura sono vari e contraddittori, perché a volte ci ingannano, se facciamo l'errore di voler "catalogare" l'autrice. Ma perché farlo? Perché non farci prendere da questo appassionante saltabecco di testi tanto diversi per lunghezza, stile, contenuti, e lasciarla nella sua invidiabile libertà di pensiero e di movimento permettendole senza preclusioni di incuriosirci, commuoverci, divertirci?
Lia Franzia Lia Franzia artista e critica d’arte
a
Andando a leggere sullo Zingarelli, il termine zibaldone risulta essere un vocabolo di incerta etimologia, presente nella nostra lingua dalla metà del 1500 riferibile a vivande di ingredienti disparati oppure a una mescolanza confusa di cose e persone. Nel tempo e in letteratura ha assunto il particolare significato di una raccolta disordinata e incoerente di pensieri, spunti, idee, immagini e talvolta anche scrittura musicale. Fu Giacomo Leopardi a elevare alla dignità di opera letteraria lo zibaldone lasciandone uno di quasi cinquemila pagine, purtroppo conosciuto e pubblicato postumo.
A me piace l’idea di un quaderno, uno scartafaccio con una miscellanea di memorie, riflessioni, appunti, notizie, bozze e abbozzi buttati sulla carta nel momento in cui nasce l’ispirazione oppure scatta improvviso un valido flash che non si vuole spegnere e perdere nei meandri della memoria. Essendo purtroppo molto disordinata, nel corso di tanti anni di scrittura ho costruito uno zibaldone fatto di montagne di quaderni e quadernetti, stipato cassetti e scaffali di fogli zeppi di appunti, racconti, poesie, fiabe, filastrocche, disegni, riflessioni di ordine pedagogico e didattico, almeno quattro incipit per quattro romanzi, e non vado oltre. 
Da qui nasce l’opera “Frequenze Indipendenti”, per ora questo primo volume che raccoglie un insieme “saltabeccante” (come scrisse una volta la mia amica Lia Franzia) di testi scritti fra il 2009 e il 2011, molti presi a caso, altri scelti perché la loro scoperta può aver favorito emozioni di qualsiasi tipo, comunque forti e profonde. Filo conduttore, l’ironia, quasi invisibile come il Basilisco, ma costantemente attenta e acuta, occhieggiante e pronta a colpire. Il titolo fa proprio riferimento alle frequenze delle radio, stazioni indipendenti fra loro, non sempre facili da sintonizzare, impossibili da intersecare. Unico fattore comune, l’energia che le tiene accese.
“Sono testi che si leggono d’un fiato, con la caratteristica, al termine di ciascuno, di spronare alla lettura del successivo, di chiedere all’autrice come finisca la storia laddove si scopre trattarsi dell’incipit di un possibile romanzo. Lieve e piacevole la scrittura, che tuttavia sottende profonda riflessione nel vagare andante ma non troppo fra situazioni e personaggi osservati con sguardo acuto, talvolta sarcastico, ma sempre squisitamente umano”. (Ellebi)
Si incontrano, fra le pagine, situazioni e personaggi strani, a volte frutto di fantasia, più spesso reali e provenienti da vite, universi di sofferenza e ingiustizia. 
Tu che vorrai leggere, ci troverai una strampalata creazione del mondo, leggende di circhi e di clown, storie di chi ce l’ha fatta e chi no, poesie, canzoni e riflessioni dove sono scappate parole non appropriate ma necessarie, piccole grandi donne, insomma, la vita, quella vera, e anche quella che si vive un po’ oltre il reale, ma che sempre, bene o male, vale la pena di essere vissuta.
Genova, 20 agosto 2020 
 
Maddalena Leali 
 
Che c’è di meglio della tentazione, il tempo e lo spazio che precedono il piacere? La voglia, il desiderio di qualcuno o di qualche cosa, l’attesa spasmodica di realizzare quel desiderio, complice l’immaginazione, demone, anzi, tanti demoni, uno per ogni senso che possa scatenare certi vizi capitali, lei, l’immaginazione, che richiama un profumo, una fragranza, una parola, un suono in un primitivo evocare forme non ancora del tutto tangibili neppure a se stessi, uno stato di pseudo catarsi in sospensione tra mente e corpo: fili tesi, laceranti, pulsazioni che stravolgono le intime essenze. Non importa dove sei: può capitare ovunque ed è così vivo, il desiderio, che ti sfugge un lamento. E può essere un profumo di cioccolato, la linea di un seno, il sorriso di un bell’uomo, un pensiero indecente, una valse musette, una vetrina, a volte viene così, senza causa… inatteso, durante una passeggiata al mare, di maggio, al tempo delle fragole… e l’effetto del dopo sempre inferiore all’attesa.
 
… sussurro lieve
del primo pomeriggio
fra siepi già polverose
il mare nascosto laggiù:
improvviso
poi lento
intenso
sulla pelle
un brusio di passione:
il tuo sguardo
fisso in avanti
non si posa:
mani:
seta nascosta
priva di consistenza
… rumore di salsedine odorosa:
sensuale intimità odorosa
e tu non guardi
non cogli
di Maggio
qui al mare
le fragole
ma carpisci il miele
dei miei sensi sconvolti:
 
memoria scavata
senza scorie
affinché nulla
vada perduto …
 
Ascolto.
Si muovono piano i pensieri.
Tuttavia,
sostenuti, intensi,
lasciano la mente,
iniziano la danza.
 
Ti cerco.
 
Sensuale, improvviso,
scopre,
il pensiero,
anfratti nascosti,
morbidi misteri.
Scivola in silenzio
lungo strade già note,
mai assuefatte.
Stridono i sensi
nella tensione
della ricerca.
Tu.
Le dita si sfiorano,
le mani si prendono.
Follia nella voce.
Follia nella mente.
Cresce a dismisura.
Quasi un enorme dolore.
 
 
 
Tornano piano, i pensieri:
si depositano
lontano dai corpi.
Lento rollio di ninna nanna
mormorata a bocca chiusa,
Butterfly annichilita,
persa nell’usuale stupore.
Ti ho atteso dentro il demone tentatore,
nel tempo e nello spazio del desiderio
nascosto da volute di dubbi e bugie
(io) inconsapevole della tua esistenza.
Il corpo e la mente confusi fino al pianto,
trasudo in immagini suoni e parole
percezioni morbide e dolorose al tatto
sapori al cioccolato fragranze preziose
e povero profumo di erba menta.
Gli occhi, questi occhi che poco vedono…
Nel pathos, inturgidisce della fronte lo strazio,
filo teso per stendere i sensi fradici.
La mia nudità è davanti a te
in attesa della pura conoscenza.
Ed ecco il sublime intendimento:
ti riconosco, grande bellezza.
Lascio a te il mio corpo sfinito dalla ricerca
torno al mare fantasmagorico
di bugiarde amate divinità,
nel tempo e nello spazio del desiderio.
Rivesto il tuo segreto
di trasparenti sete raffinate.
Tornerò a danzare con te fra i veli
senza sciuparti, lasciandomi possedere.
Due etti e mezzo di nocciole vatti a comprare
già sgusciate e spellate, non t’affaticare,
d’amaro cacao settantacinque grammi:
un vaso di Nutella si trova senza drammi,
tre etti di cioccolato fondente
e questo gli è tutto l’ingrediente.
Trita grosse grosse le nocciole
e tienine intere da parte
cinquanta sessanta sole sole
mischia alle trite cacao e Nutella
e intanto pensa che la vita è bella.
Mescola e mischia con somma perizia,
fai tante palline di questa delizia.
Poni loro sul capo a mo’ di cappello
la nocciola intera, incanto e suggello.
Al freddo mettile per indurire
e pregusta gioie a non finire.
Trascorso il tempo,
fa’ un bagno Maria
al cioccolato e così sia.
Tuffa le palle in cotanto mare,
raffreddale tosto e avvolgile poi
in carta d’argento, ché così solo puoi.
Fai questa ricetta con dolce sorriso
e al primo tuo bacio sarà il paradiso.
 
 
 
 
 
 
Il mio caduto, il mio tornato polvere,
assunto l’aspetto che ha nella fotografia;
sul viso ombra di foglia, conchiglia nella mano,
si avvia verso il mio sogno.
 
Wislawa Szymborska
“Sogno”
(La gioia di scrivere, Adelphi)
“… anche la parola possiede la propria magia: scritta, parlata, cantata, tradotta nelle immagini dense di colore dei pittori, nei suoni dei musicisti, nelle architetture dei poeti e degli scrittori, persino nell’affascinante complessità della matematica”.
Maddalena Leali - da Anche il lupo cattivo ha avuto un maestro
... gli ingredienti che Maddalena Leali ci dà in lettura sono vari e contraddittori, perché a volte ci ingannano, se facciamo l'errore di voler "catalogare" l'autrice. Ma perché farlo? Perché non farci prendere da questo appassionante saltabecco di testi tanto diversi per lunghezza, stile, contenuti, e lasciarla nella sua invidiabile libertà di pensiero e di movimento permettendole senza preclusioni di incuriosirci, commuoverci, divertirci?
Lia Franzia Lia Franzia artista e critica d’arte
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