Carlo Menzinger
YOU AND AMERICA, ME AND EUROPE

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Titolo YOU AND AMERICA, ME AND EUROPE
N.B.: Withman è innocente!
Autore Carlo Menzinger
Genere Poesia      
Dedicato a
Walt Withman
Pubblicata il 08/11/2003
Visite 5988
Scritta il 08/11/2003  
Punteggio Lettori 127

Ti vidi
Ti vidi eoni addietro
Ritto e fulgente
Ti vedo ancora
Forse sei tu
Forse tuo figlio
Forse tuo nipote
Mi avvicino
Ti pongo timido una domanda
Ti chiedo quale sia il tuo nome
E tu
Tu allora
You celebrate yourself, and sing yourself,
Eh, eh, eh!
Walt White Man, a kosmos, of Manhattan the son,
Turbulent, fleshy, sensual, eating, drinking and breeding
AH!
Ed io…
Io allora
Io celebro me stesso e canto me stesso
Carlo Menzinger, un Cosmo, d’Europa figlio
Partorito dal cuore dell’Impero,
Sfamato dal Medioevo eterno
Alloggiato nel Rinascimento pulsante.
Figlio dell’Italia, della Svizzera,
dell’Inghilterra, dell’Austria, della Scozia,
dell’Alsazia e dei remoti Normanni…


Ma quando guardo te…

Seduto al pian terreno
delle tue torri distrutte
piangente e tonante di vendetta repressa
il volto tra le mani rigato di nere lacrime

non posso ridere
non posso piangere

Quando guardo te

Padrone novello del mondo
Piccolo colossale parvenu
Che crede di dominare
Esprimere
Essere
Il mondo
Allora vorrei ridere
Allora vorrei piangere.
Quando sento gli scoppi delle tue parole
Quando sento le marcette holliwoodiane
Quando sento le fanfare spettacolari
L’esplosione delle pajettes
Il turbinio dei cotillons
Il fragore dell’avanspettacolo globale
Il tuonare delle cannoniere
Il bombardamento dei media
Allora rido
Allora piango
E mentre rido piango
E mentre piango rido.
E mi sono scordato di cantare
Di me.

Dunque dicevo…

Carlo Menzinger, un Cosmo, d’Europa figlio
Tranquillo, razionale, ponderato,
che mangia il giusto, che beve poco e una volta procreò.
Dalle rive del Tevere generato,
Nutrito dai colli senesi,
Dal letto dell’Arno,
Dal cuore dell’Impero partorito,
Sfamato dal Medioevo eterno
Nel Rinascimento pulsante alloggiato.
Da Carlo Magno discendente,
dal Barbarossa e dall’aquinate,
Figlio dei figli della lupa, della Confederazione dei banchieri,
dell’algida Albione, dell’asburgico impero, delle Highlands selvagge,
dell’Alsazia e dei remoti Normanni.

Europeo.

Europeo fino alle ossa degli avi.
Europeo come nessun americano può esser Americano.
Europeo se a fondo scavi
Europeo più che italiano
Più che altro.
Parti di Roma mia madre e mio padre ed anch’io
Ma mia zia sorse a Berlino, a Perugia mio zio e mio nonno,
Mio zio ad Atene, mia zia a Madrid
Mia nonna a Manchester, a Napoli mio nonno, l’altro, nacque
Mia sorella a New York peraltro
E anche mio cugino
E non è una metafora del mondo
Ma una condizione esistenziale
Di chi nei secoli è vagabondo
Nei corridoi di casa
Una casa che è più che una patria
La casa delle cento patrie
Una casa antica
Senza pace
Dove ciascuno parla la sua lingua
Dove si litiga da sempre
Con lingua di brace
Dove ci si strappa il pane di mano
Dove ci si sbeffeggia ed invidia
Una casa dove in molti vorrebbero entrare
Una casa ricca ma cadente
La casa dell’Occidente
La casa della Storia
La casa Europa.
La nostra casa.

Ma torniamo a me

A me gli occhi

Guardatemi

Son io il protagonista, oggi,
E’ di me che si parla:
Carlo Menzinger, un mappamondo, d’Europa figlio
Figlio del figlio d’un abbaglio
Tondo rotondo e vermiglio
Ruttato dal cuore dell’Impero,
Sparato fuori dal Medioevo nero
Oltre il Rinascimento pulsante
Nel terzo millennio affollato
Nel quale ebbe la sorte d’esser vissuto.
Figlio degli spaghetti, della cioccolata fondente,
del porridge, della sacher, del Haggis fumante,
del wurstel e del salmone guizzante.
Globalizzato dal web diffuso
Nel melting pot confuso
Carlo Menzinger, un mappamondo,
Un folle mago finto biondo
Un elfo moderno
Dall’incerto contorno.
Luce rovente che arde nel fondo
Fiamme radiose che covan nell’abisso
Trottola di se stesso.
Piccolo pallido gigante errabondo
Dalla salda mano tremante
Pura energia riluttante
Piccolo grande tondo mappamondo
Che gira e gira e gira in tondo
Ma sempre rimane nel medesimo posto
Mondo vasto
Dentro vuoto, fuori fasullo
O forse l’opposto
Ma sogna essere energia
Energia in movimento
Ma il moto è solo effetto del vento

Non certo magia.

E neppure poesia

Firenze, 23.9.02- 8.11.03

Commenti dei Lettori
Commento della redazione

?
Anna Fabiano (08/11/2003)

manca il testo
Antonio Milano (08/11/2003)

Molto particolare questo tuo autoritratto, voto più il senso e la minuziosità di quest’analisi precisa, che l’afflato poetico. Ciao!
Voto Attribuito: 5
Axe(L) (08/11/2003)

Mi associo ad alex(L) ma per avere un voto completo ci vuole anche una poesia completa e nonostante anche io apprezzi molto il contenuto e l’analisi da te fatta, l’avrei vista meglio come un brano di prosa! insomma manca molto la poeticità! ^_^
Voto Attribuito: 3
Ettore Molinari (08/11/2003)

Dunque...il titolo non mi piace proprio, poi cambierei la parte in inglese della prima strofa, ovviamente mio parere personale..
Per il resto è ok!
Pur non condividendo tutto questo orgoglio per le proprie radici
europee mi è piaciuta moltissimo questo tuo nuovo scritto.
Ciao
Voto Attribuito: 4
Statodiagitazione2 (08/11/2003)

L’importanza di avere un nome, il proprio, senza smarrire la propria identità fra tante sollecitazioni del mondo esterno, che vorrebbe quasi fagocitarci, spersonalizzarci. Consapevolezza della propria identità storica e apertura a un’identità più ampia, europea o addirittura "cosmopolita".
Senza perdere d’occhio se stessi. Un’ampia analisi per una bella lirica
Voto Attribuito: 5
Diamantea Marino (08/11/2003)

Ti voglio bene per questa cosa che hai scritto. Sulla "poetica" ovvero sulla struttura non mi esprimo ma trovo giusto e sacro che la struttura sia il riflesso delle tue conclusioni, che sembrerebbero amare ma potrebbero anche riflettere l’accettazione di una consapevolezza. Ciao.
Voto Attribuito: 5
elledue (08/11/2003)

Per Statodiagitazione: le parti in inglese sono prese da Whitman e sono l’ispirazione di tutto il testo.
Che non sia propriamente poesia l’ammetto. Ma la narrazione in versi, quella con cui la poesia è nata, come la chiamiamo?
Carlo Menzinger (08/11/2003)

Piucchealtro dicendo così, ho preso le psarti per tutti quelli che come me sono inglesofobi..
un consiglio...perchè non metti una parantesi con la traduzine di quei due versi..o magari nella nota...
PIU’ DIRITTI PER GLI INGLESOFOBI !!! ;-p
Statodiagitazione2 (08/11/2003)

Europeo come nessun americano può esser Americano.
...eh già...modernissima nello stile con termini accurati...nel finale emerge il carlo sublime;) un caro saluto

Voto Attribuito: 5
Antonio Pensiero (08/11/2003)

... mi perdo nella lunghezza (colpa mia, lo so)...ma, in ogni caso, alcune tue "cose" precedenti mi avevano meglio sfiorato l’anima...uff,non riesco a fare un commento degno di questo nome...sarà che di mattina connetto ancora meno che di notte ?...
Voto Attribuito: 4
tiziana pizzo (08/11/2003)

Condivido il commento di Diamantea. Per me è una lirica molto sentita e di ampio respiro
Voto Attribuito: 5
Carmen Pergliamici (08/11/2003)

Ma quando guardo te…

Seduto al pian terreno
delle tue torri distrutte
piangente e tonante di vendetta repressa
il volto tra le mani rigato di nere lacrime

non posso ridere
non posso piangere

Quando guardo te

Stupenda l’opera e fortemente deciso e proprio il contenuto. Ti applaudo. Ti abbraccio, Tiger
Voto Attribuito: 5
HENRY TIGER (08/11/2003)

Scrittura limpida, piegata all’esercizio di un gusto non comune.
Voto Attribuito: 5
''e lalabai (08/11/2003)

Bravo Carlo, è immensa. L’ho letta a freddo e mi è sembrata molto bella. La rileggerò con più calma.
a rileggerti
bye
Voto Attribuito: 5
Alberto Pestelli (08/11/2003)

Mettiamola che mi è piaciuta più dell’altra e mettiamoci pure un bel cinque. Però quanto la fai lunga :-))
L’idea è interessante...intravedo una parte per il tutto...intravedo...forse poiché ho bevuto.
Voto Attribuito: 5
DuPalle (08/11/2003)

Piccolo pallido gigante errabondo
Dalla salda mano tremante
Pura energia riluttante
Piccolo grande tondo mappamondo
Che gira e gira e gira in tondo
Ma sempre rimane nel medesimo posto
Mondo vasto
Dentro vuoto, fuori fasullo
O forse l’opposto
Ma sogna essere energia
Energia in movimento

...sì, tu sei così

...non voglio pensare oggi Carlo, no, oggi no...perchè tu sei davvero così...e così come sei, per me, per me sei poesia...e non voglio pensare ad altro...non oggi...

...tutti i miei complimenti alla tua opera...

un abbraccio
e un bacio
dal profondo del cuore amico mio

simy*


Voto Attribuito: 5
simy* (08/11/2003)

Molto sentita e stupenda ma un pò lunga
CIAO!! !
Voto Attribuito: 5
EdO. (08/11/2003)

Epicità, orgoglio, libero canto.
Mi sembra un bel testo davvero anche se... incontro qualche difficoltà
di movimento... limite mio naturalmente!
Ciao.

Voto Attribuito: 5
fabio nanni (08/11/2003)

Non sapevo che l’eone fosse un’unità di tempo, ma se lo dici tu... Voto la tua geniale originalità, tanto per cambiare.
Voto Attribuito: 5
BandoleroNero (08/11/2003)

forte, orgogliosa, originale.
Bene, piaciuta.
Un saluto
Voto Attribuito: 5
iole troccoli (08/11/2003)

fai di te stesso un autoritratto intenso e consapevole analizzando il contesto storico e umano che ti circonda...un bacio cri
Voto Attribuito: 5
Setanera (08/11/2003)

ti stai calando in un personaggio interessante. Una bella costruzione, anche se bizzarra.
Voto Attribuito: 5
Marina Minet (08/11/2003)

E’un proclama grandioso ed anche di buona scrittura: potrebbe essere inserito nella costituzione d’europa alla famosa voce "le nostre origini"....per lo meno richiamato.
Non sono certo riuscito a coglierne tutte le implicazioni, è tuttavia un po’ enfatico: un tuo collega bancario osservante dell’altra sponda potrebbe ribattere che lui è figlio geneticamnte e culturalmente, oltre che d’Europa, anche, e a maggior ragione, del pianeta intero.
Voto Attribuito: 5
odisseodaItaca (09/11/2003)

Questa è la tua più bella, l’afflato poetico è grandioso!
Voto Attribuito: 5
Camomillo (09/11/2003)

Un applauso a questa immensa poesia!Bravo!
Ciao
Voto Attribuito: 5
Maritè (09/11/2003)

una poesia completa, versi potenti, incisivi e rappresentativi;dramma e dolore,si potrebbe sceneggiare,bravissimo bacio enrica
Voto Attribuito: 5
primaluna (12/11/2003)

Componimento ponderoso e ricco di spunti, nel complesso gradevole.
Ciao
Voto Attribuito: 5
peppe (12/11/2003)

Alcune note (stimolate dalle Vostre osservazioni): Walt Whitman in "Song of Myself" scrive (Cap. I) "I celebrate myself, and sing myself": ho trasposto la frase in seconda persona (Tu celebri te stesso e canti te stesso). Più avanti scrive (Cap.XXIV): "Walt Whitman, un cosmo, di Manhattan il figlio,/ turbolento, carnale, sensuale, che mangia, che beve e procrea".

Per quanto riguarda gli "eoni", il termine deriva dal greco "aion" che significa "tempo infinito, eternità". Per gli gnostici gli Eoni erano esseri eterni. Credo che il termine abbia per la fisica quantistica un significato preciso. Comunque viene spesso utilizzato per indicare un lungo lasso di tempo ed in tal senso l’ho usato io, permettendomi certamente una certa licenza poetica (ma se non lo faccio qui dove potrei?)
Carlo Menzinger (12/11/2003)

Ciao Carlo, ben ritornato, la devo rileggere con più calma, oggi sono senza tempo, ma mi fido e so quanto sei bravo.
Voto Attribuito: 5
santos morena (13/11/2003)

Europeo fino alle ossa degli avi.
Europeo come nessun americano può esser Americano.
Hai un bel modo di procedere conla narrazione, molto particolare, tra il sublime e l’ironico, ma sai creare immagini azzeccatissime************
Voto Attribuito: 5
Sofonisba (17/11/2003)

Ti descrivi molto bene sei proprio un figlio della Terra piaciuta molto anche in tutta la sua lunghezza.....sei sempre bravo ed originale...un saluto
Voto Attribuito: 5
persia (17/11/2003)

splendida la chiusa che sembra "smentire" il resto.....molto bello
Voto Attribuito: 5
Empatia* (19/11/2003)

L’ho letta in tre puntate, stasera l’ho riletta con calma a me è piaciuta molto, c’è un modo di raccontar poesia che mi stuzzica, che mi avvince e la storia personale è bellissima, atavica e oceanica. Ciao Ager
Voto Attribuito: 5
Aquila della notte (19/11/2003)

SEi veramente una bella botta di energia!!! BRAVO! Aspetto il tuo collage letterario. Ciao
Voto attribuito: 5
gretabella (24/11/2003)

coraggioso parto incrociato tra un saggio di risposta alla nostra concittadina Fallaci e una a quel grande che fu Withman...comunque hai suscitato un bel vespaio nei commenti, forse perchè in tuttu noi c’è un po’ del padre e un po’ del figlio, con l’odio e l’amore, con la voglia di essere diverso e di uccidere, ma inesorabilmente legato dal sangue e dalla storia...il discorso ci porterebbe lontano, anche sul piano introspettivo, per ora ti saluto con stima e ti abbraccio
Voto Attribuito: 5
Maldola Rigacci (27/11/2003)

a proposito di walt w. per pura associazione di idee mi è tornato in mente il finale alla walt d. di kubrick in full metal jacket quando cantano la marcetta di topolino. non ci avevo mai fatto caso ma walt disney e withman hanno lo stesso nome di battesimo. sì lo so so ho aspettato 35 anni per notare questa prodigiosa coincidenza non per niente ho sangue di auruspice etrusco nelle vene.....cqm in effetti walt disney non si sarebbe potuto chiamere edgar allan disney...
per il post scriptum penso di sì di esserci. in linea di massima o in frazione di minima o in equazione variabile.
Voto Attribuito: 5
robertino venturini (27/11/2003)

Robertino, lo sai che è singolare questa tua associazione? Da qualche parte (ma non sono riuscito a trovarla) ho scritto qualcosa in cui gioco con i nomi proprio di Whitman e Disney, al punto che mi è venuto persino il sospetto che quei versi fossero qui dentro. Probabilmente sei riuscito a percepire qualcosa che avevo in mente ma che non ritenevo di aver espresso.
Carlo Menzinger (27/11/2003)

Vi ho letto separati e ho dedotto che siete fatti l’uno per l’altro(per scrivere!!!!!!!)vi completate e insieme date il meglio!
Voto Attribuito: 5
lucia primavera monti (09/12/2003)

Sono d’accordo su tutta la linea, forse è un po’ enfatica ma se la rapportiamo all’enfasi dell’impero(!!!) non c’è paragone.
Non sarà neppure dotata di enormi ali poetiche, ma credo non fosse nelle tue intenzioni. C’è, nella necessità di mettere in versi, una voglia di sintesi che, data l’ampiezza del discorso non si nota a prima vista, ma messo in prosa, il tutto, secondo me, sarebbe molto più pesante e meno incisivo.
C’è che mi sento profondamente europeo e quindi non posso che plaudire.
Potrei solo fare una osservazione: se il tutto fosse impostato nell’ipotesi di un poema più ampio potrebbe anche diventare un’opera di notevole interesse.
In fondo l’orgoglio di essere europei è qualcosa che merita una sua epica.
Ciao, Guido
Ps, ho ricevuto il tutto e avevo anche scritto ma mi è tornata indietro - la tua e-mail con tin.it è sempre valida?
Ariciao, G
Voto Attribuito: 5
Guido De Marchi (31/12/2003)

Il W.W. italiano... Grande Carlo, con molte immagini splendide. Forse mi è parsa un po’ lunga ma anche W.W. spesso ci andava giù peso. Salutoni.
Voto Attribuito: 5
sergio calamandrei (02/01/2004)

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